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Guappercartò: esce l’album “Sambol – Amore Migrante” – INTERVISTA

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I Guappercartò, quintetto strumentale italo-parigino, formatosi a Perugia come gruppo di strada nel 2004, hanno pubblicato “Sambol – Amore Migrante” (guappeamor.lnk.to/bzsSj). L’album registrato alle ‘Officine Meccaniche’ di Milano e missato da Laurent Dupuy (vincitore di due Grammy Awards), è un progetto raffinato e struggente, vera e propria chicca che va ad aggiungersi al repertorio della band.

Guappecartò
Copertina dell’album

L’intervista – Guappecartò

Ragazzi lo so, è banale e ve lo avranno già chiesto tutti, ma prima di parlare del disco, spieghiamo ancora una volta il significato di Guappecartò! 

Siamo abituati perché effettivamente è un nome un po’ particolare! E’ un’espressione napoletana e deriva dalla fusione delle parole guappo e cartone. Ed è un … insulto! Il ‘guappo’ come ben sapete è colui che si atteggia e appare sbruffone, il classico spavaldo che arriva, fa il figo ma poi si rivela un pallone gonfiato, maldestro e incompetente. In realtà nasciamo come ‘I compari di matrimonio del guappo di cartone’, ma come ben puoi immaginare, tutti abbreviavano e ci chiamavano ‘i guappi’! Alla fine abbiamo ceduto

Sambol- amore migrante’ è dedicato al compositore Vladimir Sambol e si discosta dalle vostre precedenti produzioni discografiche. Come è nata l’idea?

E’ successo tutto per caso. Abbiamo conosciuto a un nostro concerto Mirjam Sambol Aicardi, la figlia di Vladimir Sambol, un compositore degli anni ’30 nato a Fiume ed emigrato in Svezia dopo la Seconda Guerra Mondiale. Mirjam era rimasta affascinata e colpita dalla nostra musica e dopo il live ci propose una collaborazione, ovvero di farci rivisitare le opere del padre. Inizialmente si era parlato di un semplice regalo alla 92 enne Signora Sambol, ma entrati nella vita e nel materiale di Vladimir, le cose andarono diversamente.

Con il nostro insostituibile, prezioso (e stacanovista!) produttore Stefano Piro, cominciammo un lavoro lungo e capillare, impegnativo ma decisamente appassionante. In alcuni casi siamo riusciti a rispettare la stesura originale, in altri invece abbiamo lavorato sulle tracce, a favore di una ricerca sonora inedita e per noi decisamente atipica.

Guappecartò
Processed with VSCO with u3 preset

Quanto tempo siete rimasti, in studio di registrazione?

Solo una settimana, ma eravamo preparatissimi, tra prove e pre-produzione.  La soddisfazione è stata quella di avere anche tanti musicisti ospiti nel disco: Vincent Segal al violoncello, Daniele Sepe al sax, Marzouk Mejri al daf e al tar e ancora altri, di fama internazionale. C’è stata una contaminazione importante.

Questo capitolo ha cambiato, il vostro approccio con la musica?  

Assolutamente sì. ‘Sambol’ è stato un laboratorio di esperienze, che ci ha dato la possibilità di testare mondi che ancora non conoscevamo. Andrà sicuramente a influenzare il nostro prossimo album di inediti. 

Siete nati artisti di strada a Perugia, ma vivete a Parigi da tanti anni: non vi viene (mai) voglia, di tornare in Italia?

No. Amiamo la nostra terra, ma la vita a Parigi è un’altra cosa. Senza polemica, per carità. Certo, torniamo sempre volentieri quando si tratta di suonare e poi abbiamo le nostre famiglie.


A proposito di live: siete in tour con il nuovo spettacolo. Come è strutturato?

In due parti: nella prima raccontiamo la storia di Vladimir e suoniamo la sua musica, nella seconda proponiamo la nostra. Quanta vita! Siamo nati per strada, adattandoci a tanti contesti e lavorando con l’ambiente del circo e del teatro, con il quale abbiamo collaborato a lungo. Si impara sempre, tanto e da tutti. Questa nostro background si percepisce durante il concerto, e siamo sicuri che riusciremo a sorprendervi. Se volete venire a sentirci abbiamo ancora un paio di date e vi aspettiamo: il 16 febbraio allo ‘Spirit de Milan’ a Milano e il 20 al Teatro Toselli di Cuneo.

Si ringrazia Parole e Dintorni

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