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Andrea Rana: fuori con il singolo “Passerai anche tu” – INTERVISTA

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Dallo scorso venerdì  22 novembre,  è in rotazione in radio, disponibile sulle piattaforme streaming e in digital download “PASSERAI ANCHE TU”,  il nuovo singolo del cantautore ANDREA RANA, estratto dall’EP “MONDI E ISOLE“.

L’EP “MONDI E ISOLE”,  un disco ricco di collaborazioni, disponibile sempre da venerdì 22 novembre, è composto da 6 brani inediti.

E ce ne parla lo stesso Andrea Rana in questa intervista.

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INTERVISTA – ANDREA RANA

A cinque anni di distanza dal disco “Mentre fuori piove” è appena uscito il tuo nuovo lavoro, “Mondi e isole”: ci parleresti di come è nato ed è stato sviluppato il progetto, magari partendo proprio dal titolo?

Mondi e isole” sta a significare che ciascuno di noi ha un mondo, o meglio, è un mondo, però molto spesso tendiamo a essere anche delle isole, lontane da tutto. È importante creare ponti, collegamenti fra i diversi mondi, perchè lo scambio di idee, il confronto, è un momento di crescita per tutti. È la vita.

Per la copertina, realizzata dall’amica e collega Barbara Di Giulio, abbiamo deciso insieme di sviluppare l’idea partendo da un occhio (di Alessandra De Luca, attrice del videoclip), perché gli occhi, secondi noi, raccontano molto del nostro mondo interiore. Il disco, sinceramente, è nato con una buona dose di casualità. Tutto è iniziato dall’invio di un brano della mia amica, grande cantautrice, Gina Rodia.

Mi fece ascoltare “Isole” (che poi sarebbe diventata Mondi e isole), dicendomi che non era convinta della linea melodia e del testo. Il brano, inizialmente, era destinato per un altro progetto, ma Gina mi disse che non lo avrebbe più utilizzato per quello scopo. In un giorno, dopo aver ascoltato la canzone, le proposi una nuova linea melodica e una bozza di testo.

L’idea piacque subito a Gina… e a me piaceva molto quel brano. Il resto è quindi venuto da sè. Ho pensato in un secondo momento che delle collaborazioni avrebbero abbracciato il senso dell’album, cioè quello di creare i famosi ponti di cui parlavo. Nel disco sono presenti anche altre preziose collaborazioni: il poeta e scrittore toscano Luca Viviani ha firmato il testo del brano “Da un angolo all’altro”, mentre il producer Giovanni Rosina e la cantautrice milanese Amelie sono gli autori del testo “I mostri di Minecraft” (Giovanni si è occupato anche della realizzazione e dell’arrangiamento del brano in questione).

Il cantautore e arrangiatore lodigiano Marco Fapani ha suonato e arrangiato “Da un angolo all’altro”, mentre il chitarrista e music producer Max Mungari ha suonato e arrangiato tutti i restanti brani dell’EP, curando il mix e mastering dell’intero disco. Ci sono anche due ospiti musicali nell’album: Mimmo Galasso al pianoforte nel brano “Mondi e isole” e Dado Pecchioli alla batteria in “Come tu mi vuoi”. A chiudere, per ora, il progetto, la realizzazione del videoclip del singolo “Passerai anche tu”, ambientato in Puglia e realizzato da Francesco Luperto di Zima Film, che vede l’attrice pugliese Alessandra De Luca come protagonista.

A proposito di mondi, quello musicale attuale appare molto mutato, tu cosa ne pensi?

Penso che la musica sia da sempre in continuo cambiamento. Se ti aspetti che ti dica che la musica di oggi fa schifo, mi dispiace deluderti, ma non lo farò. Certamente molto di ciò che si produce oggi non mi piace, ma è solamente il mio punto di vista. Ricordo quand’ero piccolo le opinioni di mio nonno riguardanti la musica che ascoltavo all’epoca…

Per lui il modello di cantante era Claudio Villa, non di certo Vasco Rossi o Zucchero. Quindi, in un certo senso, se pensassi di riuscire a parlare la stessa lingua degli attuali ragazzini sarei un pazzo scatenato… spesso non capisco fino in fondo i nuovi modelli musicali di oggi.

Il fatto di non comprenderli un po’ mi spaventa, perché mi rende ancora più tangibile l’inesorabile fluire del tempo, quel tempo che continua ad andare e non guarda in faccia a nessuno. Detto ciò, non significa che sia tutto da buttare; ci sono delle cose che mi piacciono anche, mentre altre, invece, mi sembrano quasi un insulto a chi mette sul piatto il proprio tempo, la passione, il cuore e il denaro, per portare avanti qualcosa della quale non può fare a meno.

Ma va bene così: da anni ho deciso, seguendo i consigli di un mio caro amico, di pensare, al di là di tutto, a fare ciò che mi compete davvero: fare canzoni.

Volgendo lo sguardo anche verso il passato, quali esperienze o persone credi siano state più importanti lungo il tuo percorso?

Porto sempre nel cuore i miei compagni di viaggio di quan’ero più giovincello… ho avuto la fortuna di suonare con tanti bravi artisti e musicisti. Molti, come me, continuano tutt’ora a coltivare questa passione e alcuni sono riusciti addirittura, come si suol dire, “a vivere di musica”.

Ho avuto la fortuna di conoscere in questi anni alcuni professionisti (in verità non molti) che non finirò mai di ringraziare, non cito i loro nomi, perché intanto queste preziose persone sanno bene cosa penso di loro, visto che ci sentiamo molto spesso.

Ho incontrato anche molte persone becere, disoneste o addirittura senza scrupoli, ma anche questa è stata una sorta di fortuna, per comprendere meglio una parte del mondo in cui viviamo, per aprire ogni volta nuovamente gli occhi, cercando di evitare situazioni analoghe e, soprattuto, per valorizzare ancora di più la bellezza delle persone delle quali parlavo poco fa, persone che ovviamente mi tengo strette.

Cosa significa per te volere fare musica al giorno d’oggi?

Significa essere consapevoli, consapevoli sotto tanti aspetti, da quello economico a quello sociale. Significa sapere bene che ciò che produci molto probabilmente non avrà un ritorno economico, perché oggi le canzoni nemmeno si comprano più. Significa sapere che ti gireranno i coglioni quando vedrai che il video di un rutto, girato con un telefonino, sarà più visualizzato del tuo videoclip, lavoro nel quale hai investito energie e soldi. Significa dover fare i conti quotidianamente con l’indifferenza generale. Significa doversi accontentare anche delle briciole, perché i bocconi grossi sono lo spuntino delle bocche più grandi. Significa sbattersene di tutto ciò che ho detto finora e farla e basta.

Hai mai pensato, magari di fronte a risultati che non corrispondevano alle tue aspettative, di smettere di fare musica?

Sì, certo, prima dei trent’anni ho avuto questi pensieri più volte e per molto tempo non ho fatto più nulla.Crisi profonde, il dolore autentico di chi è consapevole di non poter riuscire a fare ciò che vorrebbe. Poi, nonostante tutto, ogni volta ho ripreso e ricominciato.

Il 2011 è stato per me, nel bene e nel male, il momento di svolta non solo musicale. Un anno difficile: mi capitò, come mi piace definirlo, un “incidente di percorso”, che mi allontanò dalla vita quotidiana per un anno, sei mesi del quale trascorsi in ospedale.

Lì ebbi modo di riflettere su tante cose della mia vita e anche, ovviamente, sulla musica.Fu lì, in quel preciso momento, che decisi, nel caso mi fossi ripreso, che avrei fatto tutto diversamente, dando il più possibile professionalità a ciò che creavo, nonostante non fosse e non è la professione che mi permette di vivere. E così feci. Tornai dopo qualche tempo in studio.

Ricordo bene il tremore vero, non per modo di dire, quando risalii su un palco in occasione di un concorso musicale, la paura di non star bene e di non riuscire a finire l’esibizione. Ero consapevole che avrei fatto un’esibizione pessima e mi avrebbero massacrato, ma ci andai ugualmente, perché ne avevo bisogno per superare anche psicologicamente quel momento. E così andò. Non voglio lanciare false speranze a chi non sta bene e soffre, ma dare un messaggio di speranza sì: non mollate mai.

Liberate la mente da tutto e concentrate le vostre energie per recuperare le vostre forze. Affermando ciò non voglio dire, un po’ utopicamente, che la forza di volontà sia tutto: non è vero. Però a noi spetta di certo fare la nostra parte, dare tutto ciò che possiamo dare, perchè questa è una componente importante e fondamentale che va ad unirsi a tutte le altre variabili in gioco che poco dipendono dalla nostra volontà.

Come ti vedi musicalmente fra 20 anni?

Mah… Mi vedo così come ora, per alcuni aspetti. Sicuramente, finché avrò idee che mi frullano in testa, continuerò a provare a dar loro una forma. Se avrò la possibilità di registrare professionalmente lo farò, altrimenti mi accontenterò di registrare in casa con i mezzi che avrò a disposizione.

Se mi sentirò ridicolo magari non apparirò più nei videoclip e non metterò più piede su un palco, perché se non sei famoso, a una certa età, il rischio di essere una specie di macchietta è reale. Ecco, a proposito di palco, mi auguro di poter tornare presto a calcarne uno, perché ormai sono diversi anni che non ho l’occasione di fare una serata per intero, come ho spiegato precedentemente.

Il bello però di non avere più 20 anni è il senso di libertà di non dover sottostare e accettare tutto incondizionatamente, perché in fondo, detto fra noi, chi te lo fa fare? Non c’è più l’asillo di “dover diventare qualcuno”, si fa tutto solamente per il gusto e il piacere di farlo. Ritornerò dal vivo quindi solo se ne varrà la pena e se ci saranno determinate condizioni per farlo, perché a 43 non ho voglia di imbattermi ancora in frasi del tipo: “quanta gente mi porti?”.

A quel punto preferisco la mia camera come palco, oppure un contesto differente, ristretto, con degli amici come pubblico per dei piccoli house concerts.

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Tracklist di “MONDI E ISOLE”:

 – Mondi e isole
– Da un angolo all’altro
– Come tu mi vuoi
– Passerai anche tu
– I mostri di Minecraft
– Ancora sogni

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