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Vasco Rossi: “Italiani preda di politici in cerca di potere”

Non le manda a dire Vasco durante una intervista in cui tagliente e sintetico come nelle sue canzoni sgancia una bomba ad orologeria pronta ad esplodere

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di Valentina Mazara

Non le manda a dire Vasco durante l’intervista al Corriere della Sera, in cui tagliente e sintetico come nelle sue canzoni sgancia una bomba ad orologeria pronta ad esplodere.

La più grande rockstar italiana di tutti i tempi si autodefinisce da sempre un provoca(u)tore. Lo conferma ancora una volta, parlando di una politica irresponsabile in occasione della vincita del sondaggio di Corriere.it, che ha eletto Eh…Già canzone più bella del decennio.

Sono anni formidabili nel rock, ma mi dispiace che il nostro meraviglioso paese sia così preda di rabbie e paure fagocitate da politici irresponsabili in cerca di consenso e potere“.

È quanto ha dichiarato non a caso Vasco. Il rocker è infatti discendente di Carlo Rossi, un militare italiano che rifiutò di far parte delle truppe nazifasciste e venne deportato a Dortmund nel 1943. Per lui, un modello di coraggio da cui prendere esempio per lanciare un forte segnale al suo pubblico.

Mio padre mi ha insegnato tutto“.

Trentasette album dall’inizio della sua carriera, un passato tortuoso e la malattia che lo ha cambiato. Vasco guarda indietro e sente tutto il peso delle consapevolezze ingigantite dalle esperienze.

Sono sopravvissuto a tutto. Sempre contro“.

Per Vasco la musica è esattamente questo, lo stile di vita recalcitrante per eccellenza che gli ha concesso di superare i più grandi momenti di crisi.

Il rock è un modo di essere. Non morirà mai“, afferma commentando la vittoria su Corriere.it da Los Angeles.

Nel 2017 ha festeggiato i 40 anni di carriera al Modena Park, un evento realizzato nella sua Emilia che detiene il record per maggior numero di biglietti venduti in un solo concerto, con ben 225.173 spettatori paganti.

Modena Park è stata la vetta, un record mondiale in cui tutto finisce per ripartire da zero con il mio gruppo formato da musicisti straordinari e uno spettacolo nuovo“.

Da Zocca, Vasco emigra a Los Angeles, dove non si astiene dal giudicare anche la politica statunitense.

Da Obama a Trump è stata una bella caduta di stile, tono e sostanza. Un’esplosione di egoismo, qualunquismo e ignoranza che non mi aspettavo, con un preoccupante ritorno al passato. Forse è questa la vera faccia dell’America. Credo che Trump rappresenti il lato oscuro, oscurantista, egoista, bigotto e arrogante degli Stati Uniti. L’epocale fenomeno migratorio del terzo mondo verso i paesi ricchi sta facendo saltare gli equilibri delle nostre fragili democrazie

Vasco descrive in maniera dettagliata uno scenario statunitense apocalittico in cui l’immigrato deve sopravvivere vessato, ma si lascia sfuggire un inequivocabile plurale sulle “fragili democrazie“, facendo intendere che in Italia la situazione non sia diversa.

Sottolinea la paura e la rabbia del popolo italiano, due sentimenti irrazionali scatenati da politici in cerca di potere e consensi che strumentalizzano in modo bieco il fenomeno dell’immigrazione.

Ma la sua amata Emilia ha voluto dimostrare ancora una volta un’immensa passione per i grandi numeri, regalandoci la ricetta di una pozione di pace a base di sardine che si espande silenziosa nelle arterie principali della nostra coscienza.

L’ospitalità nostrana rischiava di diventare un lontano miraggio, oscurato dalla nostalgia di un pezzo di storia che non abbiamo vissuto in prima persona, dentro una Repubblica fondata sul disturbo da personalità multiple, tortellini irregolari e porti chiusi.

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