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Leonard Cohen: “Thanks for the Dance” il grande testamento artistico di un maestro

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leonard cohen
Credit Kezban Özcan
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È uscito l’album postumo di Leonard Cohen dal titolo “Thanks for the Dance“, un omaggio che Adam Cohen ha voluto tributare al padre morto nel 2016.

Hi Mariano, see you down the road, love, L” .

Questa era l’ultima mail che Leonard ha inviato tre settimane prima che “partisse”. Pochi mesi prima a Marianne, la sua musa, aveva inviato una lettera struggente “…sai che ti sono così vicino che se allungassi la mano, potresti toccare la mia”.
Si concludeva più o meno con le stesse parole.

Il suo manager, Robert Kory, un paio di giorni prima che la notizia della sua morte raggiungesse il mondo intero, mi aveva scritto dicendo che se ne era andato soffrendo durante la notte. Una sofferenza discreta che si stava portanto avanti da anni, complici un dolore alla schiena provocato da un male ben più grave, incurabile.

La sua vita da poeta umile, celebrato dal mondo intero, si era conclusa nella sua modesta casa di Los Angeles – “Ho sempre lavorato costantemente, ma non l’ho mai chiamata arte” – accanto a Lorca e Adam che ha raccolto le sue composizioni e dopo pochi mesi ha riunito le composizioni del padre, ancora una volta lasciandoci il tempo di imparare, sorridere, riflettere sulla maestosità, scusate se sono di parte, di tutta la sua opera:

Vedi, lo sapevo dal finale cosa succede al cuore”.

Leonard ha riunito fra tanti altri musicisti amici di una vita, Roscoe Beck e la spledida voce di Jennifer Warnes, per lo più sconosciuta in Italia, ma a mio parere una delle più belle voci d’America.

Il 22 novembre il suo capolavoro postumo:

E ora te ne sei andato, ora te ne sei andato…chi sta andando avanti…” (Moving On)

leonard

TRACKLIST “Thanks For The Dance”  – Leonard Cohen (Sony Music 2019)

  1. Happens to the Heart
  2. Moving On
  3. The Night of Santiago
  4. Thanks for the Dance
  5. It’s Torn
  6. The Goal
  7. Puppets
  8. The Hills
  9. Listen to the Hummingbird

leonard

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Mariano Brustio
Mariano Brustio, classe 1959, ha collaborato alla stesura dei volumi su Fabrizio De André “E poi il futuro” - Mondadori 2001, “Belin, sei sicuro?” - Giunti 2003, come coautore al libro “Volammo Davvero” - Fondazione De André - Bur 2007 e per diversi mesi ha lavorato fianco a fianco a Fernanda Pivano durante la preparazione del volume “The Beat Goes On” - Mondadori. Storico socio fondatore della omonima Fondazione, ha curato decine di mostre itineranti su Fabrizio De André e la sua opera, dal 2000 ad oggi, spesso con il regista Pepi Morgia. Ha pubblicato suoi scritti e collaborato alla realizzazione del CD “Ed avevamo gli occhi troppo belli” ed al DVD “Ma la divisa di un altro colore” per la “Editrice A”, con la quale tuttora collabora pubblicando articoli sulla rivista mensile “A”. Ha collaborato alla pubblicazione di un dossier relativo al cantautore francese Georges Brassens (A rivista n. 371) e ad un dossier relativo alle condizioni del Mar Mediterraneo (A rivista n.373). Ha collaborato alla realizzazione del DVD “Fabrizio De André in Concerto” - edito dalla Fondazione Fabrizio De André - BMG-Ricordi 2004 curandone la dettagliata discografia ufficiale. Nel 2016 ha pubblicato un suo racconto sul volume “Nelle ferite del Tempo” (Photocity 2016), pro terremotati. Ha recensito racconti e romanzi di vari autori, non solo in ambito musicale e ne ha curato la presentazione pubblica in Italia. Vive e lavora accanto al lago Maggiore.

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