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SMEMORANDA, AGENDA GENERAZIONALE

La nuova edizione dell'agenda SMEMORANDA, presentata a Milano presso Casa Emergency, è ispirata a “mai senza...”. Presenti Roberto Saviano e Gino Strada

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Crediti Foto Paola Pellai
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E’ una ragazzina adulta. Già, perché la Smemoranda è nata nel 1979 grazie al progetto di un gruppo di giovani milanesi legati al movimento studentesco.

L’agenda un po’ libro un po’ diario, lunga 16 mesi, ha dunque 40 anni ma l’anima di uno studente che si affaccia alla vita con i suoi sogni, le sue ribellioni, la sua voglia di capire per cambiare.

Diretta da Nico Colonna e Gino e Michele, non si è montata la testa nonostante gli oltre 20 milioni di studenti che dalla prima edizione ad oggi l’hanno riempita quotidianamente di esistenza, aggrappandosi a quelle pagine sempre rigorosamente a quadretti. Ogni anno c’è un tema ad accenderla e ad ispirare il pensiero di tanti protagonisti del nostro tempo.

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La nuova edizione, presentata a Milano presso Casa Emergency, è ispirata a “mai senza…”.

In tanti tra cantanti, attori, sportivi, cantanti… si sono sbizzarriti a raccontare ciò di cui non potrebbero mai fare a meno, offrendoci stimoli di condivisione ma anche di confronto, “toccandoci” dentro.

Lo comprendo subito leggendo il “mai senza” di Mika che confida come ci sia “una cosa magica” fondamentale per la continuità della sua esistenza: “Non puoi toccarla, né mangiarla, non puoi farci sesso anche se certamente è di grande aiuto per tutte queste cose. Senza, io morirei abbastanza in fretta o, più precisamente, perderei la voglia di vivere. Quella cosa è il desiderio”.

E poi pensi alla forza di Bebe Vio che ti ricorda come la vita vada “vissuta al cento per cento senza mai tirarsi indietro o permettendo a qualcuno di farci sentire inferiori”.

E’ così, ma troppo spesso ce ne dimentichiamo.

Ed allora è stato importante far coincidere la presentazione dell’agenda con due presenze importanti. Per molti esempi, per altrettanti “ingombri” perché l’Italia continua ad essere un Paese diviso in fazioni, dove destra e sinistra restano l’una contro l’altra armata e dove non esiste condivisione ma solo contrasto di idee.

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Crediti Foto Paola Pellai

Ed allora ecco che i “mai senza” di Roberto Saviano e Gino Strada diventano urlo. “Mai senza libertà – sottolinea Saviano, che anche alla presentazione della Smemo è arrivato sotto scorta – E’ senz’altro della mia libertà che parlo, la libertà di uscire senza fare programmi, di prendere un treno al volo, di passeggiare da solo, ma è anche della vostra libertà che parlo, la libertà di poter essere informati senza che chi decide di occuparsi di gruppi criminali si trovi davanti a un bivio: scrivere e perdere la tranquillità o gettare la spugna”.

Insiste con il “suo” racconto Saviano: “Da adolescente non davo peso alla libertà, perché l’avevo. Il suo reale valore lo capisci nel momento in cui la perdi e non hai più la possibilità di goderti le cose più banali, come una passeggiata o un giro in moto”.

E poi c’è Gino Strada che le ferite delle guerre le conosce troppo bene per rassegnarsi ad accettarle. “L’abolizione della guerra – incita – è possibile ed urgente. Oggi non possiamo più permetterci la guerra perché rischiamo che la vita su questo pianeta ne sia terribilmente compromessa. L’utopia dell’abolizione della guerra non è un bel sogno pacifista, ma la necessità di assicurare la sopravvivenza degli esseri umani”.

Le guerre si vincono con la condivisione delle idee, sfidando l’omertà che le vuole tenere sotto chiave.

Ogni scelta di coraggio – ha raccontato Saviano – ha un prezzo da pagare ma è l’unica strada per affrontare un problema. Il peso del silenzio urla la necessità del parlare”.

Smemoranda è anche questo. Testimonianza, racconto, condivisione perché si diventa grandi insieme.

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