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Un ricordo di Andrea Camilleri: E staremo, ancora, altri cinque minuti…

Un ricordo di Andrea Camilleri: "Ho riflettuto per tutta la notte sulla sensazione che ogni volta che la vedevo mi lasciava addosso.Era una cosa strana... "

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andrea camilleri
Crediti Foto Mario Incudine
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di Mario Incudine

Ho riflettuto per tutta la notte sulla sensazione che ogni volta che la vedevo mi lasciava addosso.

Era una cosa strana. Che non riuscivo a smaltire subito. Un timore reverenziale che lei riusciva a smorzare con quella sua gentilezza fatta di quel meraviglioso senso di accoglienza e di ospitalità tutta siciliana.

Sedermi accanto a lei era per me una gioia infinita, un tempo benedetto che, ogni volta, avrei voluto fermare. Un tempo che scorreva sul filtro della sua sigaretta, che percorreva i suoi ricordi e le sue corde vocali e disegnava nell’aria dei film unici che raccontavano storie che solo lei conosceva e che solo lei poteva raccontare in quel modo.

Ogni volta che dicevo “maestro io vado” , lei mi afferrava il braccio e mi diceva: “altri cinque minuti e te ne vai”.

E rimanevo ancora appeso a quel filo di fumo, incantato come un bambino davanti all’arcobaleno e sorridevo, felice, e mi dicevo: sono di fronte alla storia, io sono seduto accanto alla storia, io sto ascoltando la voce della storia.

Ecco la sensazione che mi lasciava addosso.

La storia delle sue parole, l’invenzione della sua lingua, la generosità delle sue storie che come un cantastorie ha regalate a noi perché non si perdessero. La storia della sua vita, meravigliosa, vissuta pienamente e le storie dei personaggi che ha vissuto scrivendo.

Coincidevano tutte queste vite, forse. Forse le vite degli altri erano fatte un po’ tutte della sua. Così come la mia, che ha dentro un pezzo di lei.

Verrò a trovarla ancora, le chiederò sempre la benedizione per ogni cosa che farò, le racconterò di enna e del teatro che avremmo voluto intitolarle già in vita, parleremo degli spettacoli e delle canzoni, di portella della ginestra e di donna lionora di mora e di tutte quelle curiosità che ogni volta soddisfava tra le mie mille domande.
E staremo, ancora, altri cinque minuti…

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