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Il sonno di Moby in attesa di un risveglio del fermento artistico e culturale

L’ultimo lavoro di Moby offre spunti di riflessione è interessanti. anche se trattasi di un album appositamente realizzato per conciliare il sonno

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moby
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Premetto di non aver ancora ascoltato l’ultimo lavoro di Moby, “Long Ambients 2“, e neanche il precedente “Ambient 1” quindi non posso recensirli, ma lo spunto che Moby offre, è interessante.

Trattasi di un album appositamente realizzato per conciliare il sonno e la meditazione e fin qui nulla di nuovo dato che ogni audiolibrary al mondo possiede dischi e compilations per questo utilizzo. In realtà l’esperimento parte da un presupposto non certo in sintonia con l’attuale produzione musicale.

Quello che occorre è una musica che possa facilitare il “risveglio” soprattutto culturale e intellettivo.

Viviamo in un mondo narcolettico da svariati anni, in cui la musica esercita la funzione di puro intrattenimento e di rumore di fondo. Canzoni che possano risvegliare la nascita di un nuovo fermento artistico e culturale, e magari anche politico, si contano sulla punta delle dita. Di sonno ne abbiamo fin troppo e credo abbiamo dormito a sufficienza.

I popoli si adagiano a regimi dittatoriali, a una mortificazione del lavoro e dello sviluppo, a un contesto globale dove si vendono e si distribuiscono i brand più forti, a una distribuzione imposta di merci imposte, alla  selvaggia distruzione delle risorse naturali del Pianeta.

Tutto, o quasi, il mercato di ingegno tende a un commercio veloce, istantaneo, superfluo e non sostenibile. Consumiamo un sacco di merce a caro prezzo, di cui faremmo volentieri a meno: canzonacce, musica autoprodotta seriale, programmi tv vecchi di trent’anni, fake news, cover di film già visti e abbondantemente digeriti per non parlare di cibi pessimi contenuti in involucri di plastica ad alto pericolo. Insomma nulla di nuovo.

Li consumiamo dormendo, facendo dormire il nostro spirito critico e intellettuale.

La musica che ci serve è invece quella che dovrebbe risvegliare tutto ciò che abbiamo messo a letto in questi ultimi trent’anni. Magari un nuovo “punk” o una nuova “elettronica” che ci faccia volare la mente e il corpo, o ancora una nuova “psichedelia”.

Certo la musica “meditativa” fa bene allo spirito. Musicalmente l’arte della lentezza zen rilassa, aiuta a respirare e ci allontana dal caos, ma poi appena ci alziamo in piedi ci ritroviamo con le solite notizie e le solite illusioni spacciate dai media e aspettiamo, aspettiamo che qualcosa cambi in meglio, ma accade sempre il contrario.

Caro Moby, apprezzo lo sforzo, seppur decenni dopo gli album “ambient” di Brian Eno che andavano in direzione ostinata e contraria alla dance, alla velocità frenetica dei ritmi da cocaina degli anni ottanta, allo sfogatoio delle notti bianche di tanti anni fa. Però Moby… quattro ore di musica a ritmo lento, lentissimo, anzi narcotizzato, non si reggono.

Dò atto che vai in controtendenza e questa sia benedetta sempre, ma se il risultato è quello di incentivare il sonno, bhè… viva la camomilla e la tisana, perlomeno a consumarla, a differenza della tua opera, ci si impiega una decina di minuti e non quattro ore.

A Moby è sfuggita la semplice analisi che il potere, in tutte le sue componenti, compresi i media, utilizza l’ esercizio del sonno come arma principale per assopire l’azione reattiva delle persone. Quando il popolo dorme, il potere sta ben sveglio e non viceversa.

I programmi televisivi di 3 ore e mezza svolgono proprio questa funzione narcolettica. Sono pensati per addormentare i telespettatori, mandarli a nanna sul divano per normalizzare le curve di ascolto, che poi diventano strisce orizzontali, più che curve. Il telespettatore dorme e non cambia canale, così lo zapping viene escluso e l’ascolto mantiene il suo dato acquisito precedente, cioè quando il telespettatore era ben sveglio.

Credo che anche a Moby interessi che i suoi ascoltatori rimangano svegli all’ascolto, altrimenti che senso avrebbe fare due album di 4 ore complessive?

Più furbo e abile era Brian Eno che produceva un solo lungo brano in un album. Meno sbattimento e meno presunzione. Moby invece pretende che ci si addormenti alla fine, all’ultima track, dopo un estenuante ascolto di ore che dovrebbe far sparire le nostre sonorità casalinghe, dalle liti dei vicini ai trilli dei cellulari, dal traffico urbano o semplicemente al ronzio di una zanzara vicino al tuo orecchio.

Che dire?

Ascolterò i tuoi album, magari solo uno, con la speranza però di addormentarmi dopo dieci minuti, perché ascoltare tre ore o quattro è lavoro puro e purtroppo neanche retribuito.
Buonanotte ai suonatori!

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Roberto Manfredi
Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc… Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7. Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA - Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice. Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

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