Non sono mai stata una grande estimatrice di Pierdavide Carone, nè tantomeno dei Dear Jack, ma il live a cui ho assistito nell’intimità conversanese della Casa Delle Arti, mi ha piacevolmente colpita e fatto scoprire dei ragazzi bravissimi, umili e simpatici, che amano la musica a tal punto da coinvolgere davvero tutti.
Carone è un artista che ho apprezzato con il tempo, specie con la sua magistrale partecipazione a Sanremo quando interpretò “NaNì” con il compianto e immenso Lucio Dalla.

Ai tempi della sua edizione di AMICI, era uno dei pochi che spiccava, capace di proporre qualcosa di diverso dal classico pop-melodico.
Nel periodo successivo ho approfondito la sua musica e ne ho capito l’originalità, e a distanza di anni lo ritengo uno dei talenti più autentici usciti dalla scuderia della Maria nazionale, anche se purtroppo non ha avuto la giusta e meritata visibilità.
Una collaborazione insolita, ma riuscita, quella con i Dear Jack, anche loro usciti anni fa da Amici, una band che ha alle spalle repentini cambi di formazione, ma con una discreta esperienza (vedi la loro presenza come opening act ai concerti dei Modà a San Siro).Ora i Dear Jack sono passati a queste atmosfere più intime, in cui si avverte un’esigenza primaria di stare sul palco e la voglia di suonare che risalta subito all’occhio e all’orecchio. Graffiante ed intensa la voce di Lorenzo Cantarini.

E così, che sull’onda del successo del brano Caramelle, che tratta in modo delicato e tagliente il tema della pedofilia, Carone e i Dear Jack sul palco, oltre ai loro repertori, hanno reinterpretato classici della musica italiana, da Lucio Dalla (“Disperato Erotico Stomp”) a Morandi (“C’era un ragazzo”), Celentano ( Il Tuo Bacio è come un Rock” ), Battisti e tanti altri.
Il cantautore pugliese e il gruppo romano insieme sono giovani che con impegno e sacrificio, attraverso questo tour fatto di live tanto essenziali quanto intimi, cercano di valorizzare la buona musica tra i giovani, quella musica che ancora si suona con degli strumenti e che non muore nella sua staticità passando attraverso computer e autotune.
Si ringrazia la vurroconcerti.net di Pasquale Vurro e alla sua collaboratrice Greca Colamartino.
Facebook Comments