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La soluzione è rivendicare la gerarchia della bellezza – La musica non è la “quota” o il “televoto”

Posso dire che la proposta del 33% di musica italiana in Radio mi sembra una cagat* pazzesca? Si continua a pensare la musica al Kg

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di Andrea Rodini

Posso dire che la proposta del 33% di musica italiana in Radio mi sembra una cagat* pazzesca?

Si continua a pensare la musica al Kg.

Posso dire che il problema è “quale” musica e non “quanta” musica? Posso dire che il 33% di Gigi d’Alessio in radio mi costringerebbe all’espatrio?

(Sì, lo so che che è un atteggiamento Snob e bla bla bla… Ma io rivendico il mio essere SNOB. Io SONO orgogliosamente SNOB se SNOB vuol dire riconoscere una gerarchia nella bellezza).

Chi giudica? Risposta complicata.

Durante un Sanremo al quale partecipai, il POPOLO (parola che mi mette i brividi) poteva esprimere fino a 10 TELEVOTI (qui si passa al vomito) che costavano, se non ricordo male 91 (Novantuno, chissà perché?) centesimi.
Risultato: Xmila (tante) persone, spesero 9,1 euri per televotare il loro eroe. Poi, dopo Sanremo c’era da comperare il disco a 5,9 euri.

800 (Ottocento) copie vendute.

Quindi: il POPOLO è indotto a pensare che la musica sia il TELEVOTO i cui proventi non vanno ai loro EROI CANTANTI bensì alla Tim e alla Rai.

La mia proposta è che il POPOLO possa esprimere UN SOLO TELEVOTO. Dal secondo deve produrre la prova (un codice?) che certifichi l’acquisto del disco (parola un po’ vecchiotta, me ne rendo conto).

Ma tornando a chi decide: il POPOLO quindi lo escluderei (da tutto).
Dall’altra parte, dalla parte degli esperti, c’è il rischio (tramutato in certezza) che a decidere sia la Pandolfi che, se non ho capito male, fa derivare la sua competenza da un fidanzamento pregresso con un musicista. Quindi attraverso lo stesso meccanismo con cui nascono i bambini, si passano anche le competenze musicali. Una sorta di nepotismo sinfonico.

E quindi?

La mia idea è questa: siccome la musica è una lingua (anzi, più lingue) allora decide chi sa parlare la lingua:

2 che parlano il latino (la musica classica)
2 che parlano l’italiano (Il Pop)
2 che parlano il dialetto romanesco (l’indie)
2 che parlano lo slang di Rozzano (il rap)
2 che parlano il dialetto napoletano (il napoletano)
2 ecc ecc ecc

Fine.

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