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LE HEN: ALLEGRO FURORE OLTRE-PUNK ITALIANO

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Le donne stanno spopolando, nonostante Renga preferisca le voci maschili, ma se sentisse il disco “Alibi” de Le Hen, probabilmente cambierebbe idea.

Le Hen sono l’unico trio oltre-punk femminile italiano in Italia. 

“…L’alibi è un bisogno primario, un altrove che serve per respirare, un suono che viene da

lontano, una scusa per sentirsi al sicuro. Un alibi da provare anche quando non c’è nulla da cui scappare…”

Non a caso sono di Bologna, che negli anni settanta è stata la Capitale del punk nazionale, grazie agli Skiantos e alle decine di band fiorite in quegli anni. Ho avuto occasione di sentirle dal vivo e vi assicuro che “spaccano” come si dice in gergo. Potrei scrivere che sono le Pussy Riot nazionali, ma farei loro torto, perché a differenza delle russe, hanno un’ironia intelligente e tagliente senza tirarsela da rivoluzionarie, anche perché a Bologna non comanda Putin per fortuna.

C’è la passione per l’uso delle parole: ogni esperienza, ogni fatto, deve avere la giusta atmosfera per essere compresa. Le parole sono importanti e loro amano estrapolarle dal loro contesto e inserirle in uno nuovo, a volte affine a volte arbitrario, come si addice allo stile oltre-punk più innovativo.

Registrato presso lo Studio Spaziale di Bologna, ognuno dei brani presenti nell’album cela qualcosa di meno evidente, ha un alibi.  L’album stesso ha fisicamente un lato A e un lato B.

Un lavoro in cui le tre si sono buttate senza rete, cercando di trasformare i limiti in virtù, anche grazie al supporto della preziosa produzione artistica di J. Paoli privilegiando la parte emozionale al tecnicismo. Nel disco c’è tutto Le Hen, comprese le imprecisioni che la band ama chiamare “sporchitudini”, spesso volute e che fanno eco a un certo mood live degli anni ’60: l’errore rivela tanti alibi e tante verità nascoste nella loro musica.

Le influenze della band sono diverse come diversi sono i trascorsi musicali delle tre: dal post punk al pop rock, dall’art rock al proto punk sino alla disco e all’electroclash.

Le Hen miscelano i generi come i cocktail che amano. Usano liberamente italiano e inglese convinte di essere in Europa, oltreché nel mondo, e prediligono la lingua madre per eccesso di realismo. Le major guarda caso non si sono ancora accorte di loro. Quando lo faranno sarà già troppo tardi.

Probabilmente non le vedremo a X Factor perché amano le spochitudini anzichè le attitudini e poi non pronuncerebbero mai la parola “percorso”, ma se fossi uno degli autori di Serena Dandini farei il diavolo a quattro per darle uno spazio live fisso.

Sono energia pura. Gustose da vedere e da sentire.

Il loro ultimo video “Abore bio”, che sta per “Amore mio” con il raffreddore, è una piccola perla nel marasma del nulla cosmico. Guardatelo e godetevelo. Andy Warhol non avrebbe potuto farlo meglio all’epoca dei Velvet Underground.

le hen

Le Hen si sono conosciute per caso.
Loro lo raccontano così:

“Ci siamo conosciute casualmente a una festa di laurea di un compagno di corso di università della Totta, amico comune delle future Hen. Lui, appassionato di musica, sapeva che la Totta prendeva lezioni di chitarra da anni ma che suonava solo in casa da sola quando tutti erano fuori. Quella sera festeggiando tra spritz e cuba libre, ci siamo trovati in tanti nella sua villa in un giardino metafisico simile a un paradiso rock. Un gruppo hardcore intratteneva la serata e finito il concerto, l’amico invitò la Totta per suonare qualcosa. Era la mia prima volta, il terrore mi assalì. Mi sedetti imbarazzata e dal microfono cercai complicità tra quei muri d’amplificatori e riflettori. Arrivarono solo due ragazze stralunate, le stesse vegane con le quali avevo sbranato da poco una ruola gigante di lasagne. Neanche farlo apposta una si sedette alla batteria e l’altra al basso. Non sapevo che sapessero suonare, pensai. Purtroppo realizzai troppo tardi che come me non lo sapevano fare. Ci eravamo già lanciate, incoscienti e ubriache, in una devastante interpretazione di Venus e Satisfaction. Ecco! Tra una laurea, le lasagne e un po’ di rock, sorsero così le mitiche Hen, naturalmente sui famosi colli punk di Bologna”.

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Roberto Manfredi
Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc… Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7. Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA - Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice. Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

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