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Il vetusto vizio delle pagelle canore

Quando andavamo a scuola odiavamo le pagelle. Poi cresciuti ci siamo presi la rivincita e adesso le diamo noi alle canzoni di Sanremo

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Quando andavamo a scuola odiavamo le pagelle, buone o cattive che fossero. Sudavamo freddo da bambini e da adolescenti. Ricordo ancora la fila davanti alle bacheche quando venivano esposte pubblicamente e poi a casa dopo averle consegnate ai genitori c’era il secondo confronto istituzionale, dopo la scuola, la famiglia.

Poi cresciuti ci siamo presi la rivincita e adesso le diamo noi alle canzoni di Sanremo.

Io non l’ho mai fatto e mai lo farò, perché pur avendo una buona competenza musicale da ex discografico, musicista, autore e scrittore, non me la sento proprio di mascherarmi in “professore” o “maestro” prendendomi la briga di dar voti a chicchessia, tantomeno ai cantanti.

Le pagelle le devono dare i professori veri , gente come Mogol o Morricone, non i supplenti dei social.
Ma l’ esercizio delle pagelle, delle commissioni di ascolto private, di redazioni, giornalisti, pubblicisti e blogger è ormai diventata una pratica comune.

A cosa servono le pagelle? A nulla!

Il pubblico sceglie da solo senza condizionamenti poiché il gusto o il piacere sono cose assolutamente personali. Un tempo la critica aveva la funzione di condizionare le scelte della gente. Oggi non più, quindi perché mascherarsi da tutor, da giudici, da critici avendo la pretesa di essere ancora negli anni sessanta, settanta o ottanta? Francamente non si capisce la ragione.

Persino il critico più “agguerrito” d’Italia, Michele Monina è cascato nel tranello delle pagelle. Le fa simpaticamente anche con sua figlia per un confronto generazionale e questa è persino una buona idea, almeno divertente. Ma se facciamo la lista delle pagelle sul web, ne troviamo molte fatte da persone che con la musica o la canzone c’entrano come la pizza coi fichi.

Dunque se la pratica delle pagelle la fanno tutti, perché continuare a farla? Per svilirla? Per esercizio onanista? Per promuove una presunta competenza? Crediamo ancora che le migliaia di pagelle professionali o dilettantesche servano ancora a condizionare le classifiche? Ho sentito persino pagelle dagli speaker radiofonici.

Crediamo ancora che un ragazzino costringa i genitori a comprare il tal cd del tal cantante perché uno o una in radio ha dato un 7 o un 5+ a una canzone di Sanremo? Suvvia… Ridicolo. Sono chiacchiere da bar sport, dove tutti davanti a una caffè si sentono Allegri o Mourinho. Astenersi da scrivere pagelle è una sana dieta, che lascia lo spazio finalmente a chi le pagelle le sa dare per acquisita professionalità nel fare musica, produrla, scriverla.

La funzione del critico musicale poi si può esercitare in miglior modo. Le recensioni dei dischi hanno ancora un valore perché non si limitano a un voto ma a un piccolo racconto spesso informativo, non promozionale. Poi ci sono le storie, le biografie, le identità degli artisti, insomma tanta roba oltre al voto che lascia il tempo che trova.

Cerchiamo di uscire dal virus del televoto, da questa epidemia da giurati improvvisati che per chi si presenta davanti a un microfono non serve affatto, come non serve a chi la musica l’ascolta e se la giudica da sola.
Amen.

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Roberto Manfredi
Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc… Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7. Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA - Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice. Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

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