Home Rubriche Rubrica Televisione LETTERA APERTA AGLI AUTORI DI SANREMO

LETTERA APERTA AGLI AUTORI DI SANREMO

2501
0
SHARE
sanremo
Voto Utenti
[Total: 4 Average: 4.5]

Quest’anno mi ero promesso di non scrivere nulla su Sanremo, su questa incredibile arma di distrazione di massa che non ha eguali in nessun Paese al mondo. Perché farlo, mentre il Paese è in recessione, la disoccupazione è a livelli record e stiamo pure facendo la guerra diplomatica all’Europa?

Poi mi è capitato di vedere tra uno zapping e l’altro (zapping imposto perché quando c’è Sanremo la contro programmazione non esiste da nessuna parte) qualche gag o sketch (in questo caso termine improprio) di Bisio, Baglioni e Raffaele e improvvisamente davanti al video ho avuto una visione psichedelica. Un enorme punto interrogativo si è librato nella stanza assumendo forme e dimensioni bibliche.

Perché?

sanemo

Bisio è uno che ha fatto di tutto nello spettacolo, tranne che recitare dei testi simili. E’ stato allievo di Dario Fo, ha fatto ridere mezza Italia con le migliori edizioni di Zelig, interpretato film mai banali ma anche interessanti, è stato primo in classifica insieme a Rocco Tanica con la perla demenziale Rapput, che ancora oggi fa impallidire i big della trap, ha fatto teatro, televisione, cinema a tutti i livelli. Da uno così mica ti aspetti che vada in scena sul palco più visto d’Italia a fare la gag dei testi trasgressivi di Baglioni. Invece lo fa, e non fa ridere nemmeno la platea dell’Ariston a cui basta lanciare una nocciolina dal palco per renderla felice.

Bisio è bravo, conosce perfettamente i tempi comici, ha un suo stile, non a caso è uno dei pochi attori comici che non si concede alle imitazioni, è pure fisicamente originale, il primo comico con la zucca pelata… quindi perché quel monologhetto buttato lì, apparentemente scritto in taxi?

Ora mi rivolgo con accurato appello alla mia categoria, quella degli autori televisivi.

Ci sguazzo da 35 anni e nel bene e nel male ne ho conosciuti di bravi colleghi. Quelli che non solo hanno belle idee, ma le sanno scrivere e mettere in scena e applicarle perfettamente al conduttore o comico di turno. Certo è una categoria analogica, in via di sparizione dato che oggi gli autori non scrivono più, al massimo scrivono scalette dei blocchi coi minutaggi a fianco, e coi conduttori si limitano a parlare o a suggerire qualche lancio.

Non so chi siano gli autori di Sanremo, probabilmente scelti dalla Rai stessa, non credo da Baglioni o dalla F&P, ma certo uno come Bisio un autore personale di supporto potrebbe anche permetterselo. In fondo 400mila euro in una settimana o due (prove e conferenze stampa comprese) non sono noccioline.

sanremo

Ora è chiaro che un carrozzone di 4 ore a sera, infarcito di canzoni, implica che le gag, i siparietti o i monologhi siano corti e non particolarmente importanti nell’economia dello spettacolo, ma Santo Cielo, visto che Sanremo lo guarda anche il Papa e Mattarella, magari… se voi autori non volete farlo per loro, almeno fatelo per la nostra categoria.

Da quanto tempo non si vede un bel monologo divertente in televisione? Crozza a parte che però sfruttando la satira politica gli risulta facile visto i tempi che corrono. E’ possibile che nel 2019 si debba vedere ancora in televisione l’imitazione di una cinese con gli occhi socchiusi? Bhè, la Raffaele l’ha fatto accanto a Bisio. La traduzione simultanea in cinese, la sanno fare anche le bambine di prima elementare.

Ora io per 300mila o 400mila euro sarei disposto anche a imitare un cane yorkshire facendo la pipì sulle aste dei microfoni del Volo, ma io sono povero, e con la famiglia e lo Stato a carico, per cui non mi aspetto da professionisti agiati e benestanti delle esibizioni da concorrenti alle prime armi da talent show. Ma questo succede.

Un capitolo a parte sono gli autori delle canzoni.

Alcuni pezzi recano la firma di 5/ 6 autori che pur di accaparrarsi briciole di 24 esimi Siae firmano in massa manco fosse un brano a destinazione Elton John o a qualche pop star internazionale. Poi senti i testi di Cristicchi e Silvestri e capisci che di bravi autori per scrivere una perla di canzone ne basta uno solo.

Sanremo nei suoi 69 anni ha sempre raccontato temi, aspetti, linguaggi di intere generazioni. Oggi quale generazione rappresenta? Cosa raccontano queste canzoni? Chi ci si identifica in questi testi? Che fine farà la nostra categoria se continueremo a svilirla dando il minimo di cui siamo capaci o addirittura offrendo il contrario?

Poi non lamentiamoci se a teatro la gente va a vedere solo i musical americani, se il nostro cinema è in crisi, cine panettoni a parte, o se gli adolescenti cantano solo canzoni trap con testi imbarazzanti. E’ chiaro che nella situazione in cui siamo, gli autori per campare scrivono o firmano tutto quello che gli capita, ma non è una scusante sufficiente e comunque non alza la professionalità della nostra categoria.

Il mestiere dell’autore è un mestiere nobile, come ci hanno insegnato tanti artisti della scrittura di canzoni, monologhi teatrali, comici o di film. Vogliamo far sparire dalla nostra storia e dalla nostra memoria Fo, Marchesi, Chiari,  Villaggio, Cerami,  Mogol,  Benni, Serra, De Andrè, Dalla, solo per fare qualche nome? No, non si può.
Coraggio autori, si può dare di più. Si deve.

 

SHARE
Previous articleSanremo 2019: Ascolti della 3rza serata ancora in calo rispetto al 2018 – I dati WEB invece decollano
Next articleQuarta Serata con i duetti a Sanremo 2019: Scaletta e ospiti – Conferenza stampa e classifica provvisoria
Roberto Manfredi
Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc… Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7. Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA - Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice. Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

Commento su Faremusic.it