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Celentano 81 in tv: Lo show senza di lui

Sulla Rai e LA7 sono andati in onda due diversi tributi su Adriano Celentano e il suo 81esimo compleanno, ma senza di lui

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Nella televisione generalista va di moda quello che succede nelle birrerie e nei pub, dove si organizzano le serate tributo con le tribute band. Si suonano le canzoni di Vasco ma Vasco non c’è.

Sulla Rai e LA7 sono andati in onda due diversi tributi su Adriano Celentano e il suo 81esimo compleanno, ma senza di lui, tanto ci sono gli ospiti opinionisti che ne parlano volentieri e una serie di filmati dalle Teche che si comprano a minutaggio per cui Celentano in qualche modo partecipa lo stesso anche senza essere presente né in studio, né in collegamento dalla sua villa a Galbiate.

Insomma basta mettere insieme un po’ di commenti vip, un bel Blobbone di filmati e dei raccordi del conduttore di turno e lo show in prime time è bello e fatto e magari costa persino poco.

Guardando l’Arena di Giletti immaginavo cosa stesse pensando Celentano guardando il programma nel suo grande salotto e rivedendo filmati e spezzoni che avrà visto centinaia di volte. Così mi è venuto in mente una storia che se si fosse raccontata in uno di quei tributi sarebbe stato un piccolo scoop, ma dato che questa storia la conosciamo in pochissimi, ve la racconto volentieri.

Correva l’anno 1995 e io ero capoprogetto di “Segnali di Fumo” a Videomusic e il mio programma andava in onda tutti i giorni per due ore in diretta e per la prima volta in Italia, anche in diretta web. Avevamo dei modem in studio e dei computer lentissimi tuttavia riuscivamo a interagire con i telespettatori connessi.

Un giorno ospitiamo in studio Mario Maffucci che allora era direttore di Rai Uno per parlare di musica in televisione. Lui partecipa e quando esce dallo studio si complimenta con me per il programma. La storia sembra finire lì, ma poi giorni dopo mi chiama il suo assistente per convocarmi in Rai a Roma per parlare con Maffucci. Mi dice di tenermi libero nel giorno stabilito perché avrò un doppio appuntamento, uno con il direttore e un secondo nel primo pomeriggio con Claudia Mori in un Hotel del centro.

Quando arrivo in Rai nell’ufficio di Maffucci sono le 11 del mattino. Inaspettatamente mi propone come autore Rai per il nuovo show di Celentano previsto per alcune puntate al sabato sera in prima serata. Prima che io salti sulla sedia mi avverte di un problema:

“Vede Manfredi, il problema è che non sappiamo che tipo di programma voglia fare Celentano. Ci ha detto che vuole fare uno show sulle classifiche a cui non crediamo, quindi abbiamo bisogni di un nostro autore fidato che ci tenga al corrente dell’idea e dello sviluppo del programma. Lei sarebbe disponibile?”

La cosa mi lascia alquanto perplesso, ma sono così sorpreso che timidamente accetto, tanto più che da lì a poco dovrò incontrare Claudia Mori, “donna intelligente ma molto riservata sulle idee del marito” a cui le è stato già fatto il mio nominativo.

Esco dall’ufficio del direttore scortato dal suo assistente che mi rassicura fino alla vista del cavallo fuori dalla reception. Quando incontro la Mori le confesso:

“Devo dirle con tutta onestà che sono assai sorpreso di essere stato scelto da Maffucci, anche perché non ho mai lavorato per lui. Se Lei pensa che io sia un raccomandato di ferro Le assicuro che non è vero.”

“Questo Le fa onore” risponde lei, dopodiché mi fissa un appuntamento “in villa” con Adriano, dove ci saranno altri colleghi autori.

Arriva il fatidico giorno. Quando il taxi mi lascia davanti al cancello della villa, sento ringhiare dei cani che non vedono l’ora di spolparmi vivo. Al citofono mi dicono di entrare lo stesso ma io esigo che mi venga a prendere qualcuno perché quei cani non mi dicono niente di buono. Arriva qualcuno dello staff, mi apre e mi scorta fino alla villa. Si entra dalla cucina, che è grande come l’appartamento in cui vivo a Milano. Quattro o cinque inservienti si danno da fare con il cibo.

“Bene, si resta a mangiare”, penso erroneamente mentre entro in salotto. Sui divani ci sono Claudia Mori, un collaboratore di Celentano, un giovane autore che non conosco e naturalmente il mitico Adriano che mi riceve con simpatia immediata. Mi siedo e ascolto. Dopo qualche minuto in cui girano idee vaghe, oso chiedere qual è il concept del programma. Celentano vuota il sacco. Lo show si intitola “Il conduttore” e tra una canzone e l’altra, lui si mette in collegamento telefonico con i telespettatori, praticamente come se fosse in una stazione radiofonica. Il tutto senza filtri e senza censure.

Apriti cielo, altro che programma sulle classifiche. Preso dall’entusiasmo mi vengono in mente alcune idee. Cito estratti dei film di “Talk Radio” di Oliver Stone o della “Leggenda del re pescatore” dove Jeff Bridges interpreta un cinico conduttore radiofonico, poi butto lì l’idea di installare in alcune città, delle speciali cabine telefoniche sul modello di quelle inglesi con il logo del programma ben in evidenza, uniche postazioni possibili per mettersi in contatto telefonico in diretta con Celentano.

Immagino file chilometriche di gente in attesa, magari con qualche decina di comparse per ingrossare le fila. Vedo Adriano sorridere e sento finalmente la sua fatidica frase: “Forte… mi piace”. Con il passare del tempo avverto che Celentano comincia a trovarsi a suo agio con noi. Anche il mio collega sforna buone idee e così sentendo crescere la fiducia, in un momento di pausa a tu per tu, rivelo ad Adriano il mio incontro con Maffucci.

Insomma praticamente replico la scena del film Barry Lyndon in cui il protagonista rivela la sua identità al personaggio che avrebbe dovuto spiare per conto dei Prussiani. Celentano apprezza e prima di congedarci dice a tutti: “Ok. Non prendete impegni. A fine mese si comincia a lavorare”.

Non si resta a pranzo ma chi se ne frega. Ho solo voglia di saltare come un pazzo. Dal pomeriggio di Videomusic al sabato sera su Rai Uno e con Celentano. Incredibile.

Quando torno a casa mia, sono così gasato che metto un disco a volume sostenuto, non abbastanza da non farmi sentire il trillo del telefono fisso. Alzo la cornetta e sento la voce di Claudia Mori:

“Manfredi lei ha fatto un’ottima impressione ad Adriano ma purtroppo non se ne fa nulla perché la Rai vuole mandarci in onda in aprile e il disco nuovo esce a settembre per cui sarà per la prossima volta. Arrivederci e grazie”.

Rimango lì con la cornetta in mano come una statua. Nell’arco di un paio d’ore sono passato dall’altare alla polvere o se preferite, dalle stelle alle stalle. Niente grano, niente sabato sera, niente Celentano. Da allora non l’ho più sentito, né ho avuto occasione di incontrarlo. Lo show saltò del tutto e le idee rimasero nel cassetto. Il giorno dopo inviai un fax a Celentano presso il suo ufficio Clan a Milano, lettera che probabilmente non ha mai ricevuto. C’era scritto più o meno: “Peccato davvero ma probabilmente il programma che avevi in testa non l’avrebbero mai mandato in onda”.

Ventiquattro anni dopo fanno due show in prima serata su di lui ma senza la sua presenza. A 81 anni suonati fa ancora paura.  Buon compleanno Adriano.

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Roberto Manfredi
Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc… Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7. Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA - Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice. Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

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