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Stili, mode e musica di ogni generazione – Oggi c’è il Coatton Club, ossia l’era del volgare

Qundo gli stili di una generazione non erano solo moda, non erano solo un "contenitore", ma anche contenuto, un modo di essere e di pensare. Oggi viviamo invece quello che l'autore del testo definisce il Caotton Club, un contenitore volgare, sterile e senza contenuti

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L’ultima perla è stata quella di Asia Argento sul palco di Salmo (leggi articolo). La sua battutaccia a sfondo sessuale è tipica dei fumetti Lando degli anni ottanta o di certe canzonette degli Squallor infarcite di doppi sensi. “Ho proposto a questo ragazzo 20k per ficc**lo dentro. Voi accettereste?”  ha scherzato l’attrice vestita in lattex metallizzato tenendo in mano una valigetta 24 ore. Mancava che tenesse Salmo con un laccio al collo e la scena fetish avrebbe raggiunto il culmine.

La strana coppia incarna perfettamente il gusto della generazione di oggi a cui fa riferimento: non importa se di matrice rock-pop o rap, basta sia esteticamente sfrontata, ma soprattutto volgare.

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Punk anni ’80

Se confrontiamo il trend del gusto di oggi, tra tatuaggi sul collo, denti con piercing dorati, mutande in vista e lessico da caserma, a certi fenomeni musicali del passato, la differenza salta all’occhio.

Nel corso del Novecento anche il rock più trasgressivo e provocatorio ha spesso prodotto un’estetica così ricercata da influenzare stili, gusti, linguaggi e tendenze che hanno influenzato la moda, il costume o la pubblicità. Si pensi al fenomeno punk, sfrontato ma per certi versi persino elegante. Non era solo spilloni in faccia, svastiche rovesciate, calze a rete bucate e scarponi militari. Si pensi alle copertine dei Krisma, realizzate dall’art director Mario Convertino. Restano di una sublime eleganza, quasi a riportare il gusto e l’estetica dei futuristi.

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Artwork by by M. Convertino, 1982

E che dire di quei capelli sparati in alto o colorati, che sono divenuti poi simbolo di tanti film di fantascienza negli anni a venire fino a oggi? Ricordate i replicanti di Blade Runner di ieri e di Blade Runner 2049?  E vogliamo parlare del fascino androgino dell’immagine femminile punk? Capelli corti, labbra blu e sguardo da maschio?

Persino nel primo rap, nato nel 1971 da Gil Scott-Heron, c’era una ricerca estetica interessante. Urban style puro, minimale, semplice ma non buzzurro e in alcuni casi persino ironico. Vi ricordate l’orologio a sveglia appeso al collo dei Public Enemy? Poi con il tempo si è arrivati alle canotte con vista pelo, movimenti di culo, addominali palestrati e macchinone maculate piene di culone extra large parruccate.

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Gil Scott-Heron
Ogni generazione ha avuto la sua musica, la sua estetica, il suo stile, e spesso i fenomeni si incrociavano e si rinnovavano tra loro.

Oggi invece l’estetica è interamente omologata. Chiamatela come volete hip-hop, rap, trap, etc… io la chiamo semplicemente coatta.

Il peggio arriva quando i divi del momento vogliono fare gli elegantoni, incrociando il gusto da coatto di quartiere con la volgarità discount dei pellicciai di provincia.

Basta guardare la foto più nota di Sfera Ebbasta che indossa la pelliccia rosa.

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Si parla a sproposito di estetica tribale ed è persino un’offesa nei confronti dei pochi popoli tribali rimasti sul pianeta, muniti di segni tatuati sul corpo che esprimono simboli, significati e valori importanti. Il nostro tattoo imperante invece esprime solo confusione.

Difficile notare differenze tra il collo del calciatore Niangollan e quello di Fedez o tra la schiena di Bernardeschi della Juve o di tanti fondoschiena femminili con terribili aquilotti tatuati. Sono tutti uguali, fatti con lo stampino, con un’estetica da centro commerciale.

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E non parlo solo di abbigliamento ma anche di povertà di linguaggio e di suoni.

Tutto sembra privo di fascino. Epoca decadente, edonista e volgare, dove il corpo diventa espressione di ciò.

La questione è che non bisogna essere solo dei fighetti. Bisognerebbe allargare la creatività, la fantasia, la conoscenza. Influenzare il mercato casomai e non rendersi schiavi di esso. Insomma uscire fuori dal Coatton Club e percorrere altri luoghi, altre immaginazioni, altri stili, linguaggi, colori, ispirazioni, suggestioni e mondi diversi perché il mondo, anzi l’universo, è infinitamente vario, non può essere ridotto a un negozio di un centro commerciale qualsiasi.

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Si attende il fascino.

Quello di David Bowie, di Annie Lennox, dei Cure, di quel mondo immaginario e fantastico che prendeva spunto dalla storia, dalla letteratura, dal cinema, dall’arte. Il fascino esiste ancora, basta solo risvegliarlo, fuori dall’omologazione del cattivo gusto.

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Roberto Manfredi
Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc… Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7. Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA - Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice. Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

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