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venerdì, Marzo 1, 2024

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Imagine Dragons: la leggerezza dell’essere di “Origins” – RECENSIONE

Origins è il quarto album in studio della band americana degli Imagine Dragons. Il progetto, che può essere considerato come il naturale seguito di “Evolve”, è stato prodotto con Joel Little (Lorde, Khalid), Mattman & Robin (Selena Gomez) e John Hill (Florence + the Machine).

La band di Las Vegas viene spesso definita rock o indie, ma non hanno assolutamente i caratteri di una formazione di quel tipo (solo la voce sporca e graffiata del frontman può ricordare a tratti il sound rock). Semmai gli Imagine Dragon sono una formazione pop e da questo disco non dobbiamo aspettarci nulla di più se non suoni prettamente studiati per il pubblico di massa, un sound che non ha nulla a che vedere con l’indie.

Le strutture dei vari brani dell’album sono simili, scorrono lente nell’ascolto senza picchi emotivi notevoli. Un copione ripetuto per 15 brani nella versione Deluxe. Origins, in definitiva, è un buon disco di sottofondo per una cena a casa con gli amici.

imagine dragons

Il disco traccia per traccia

Molti i riferimenti strutturali e sonori ai suoni dei 30 Seconds To Mars e Rihanna in “Bad Liar”, mentre troviamo il folk dei Mumford & Sons in “West Coast”. Il pezzo più aggressivo è “Machine”: ha un buon tiro, molto compatto, che arriva dritto all’ascoltatore.

“Zero” invece è il brano incluso nella colonna sonora di “Ralph breaks the internet“; la traccia”Digital”, con il suo inizio  segnato da una chitarra acustica che si mischia ad un sound anni ’90, evoca vaghi ricordi, per architettura ritmica ed effetti, i Prodigy. “Love” invece risulta orecchiabile, leggera ed efficace, e ricorda gli ultimi Maroon 5 con l’aggiunta di cori.

“Bird” è un brano che rimanda alla Trap e ai 30 Seconds to Mars dell’ultimo lavoro. Sulla stessa falsa riga anche la traccia “Burn out”, fino ad arrivare alla fine con “Real life”

Analizzando la fattura del disco, si possono trovare diverse imprecisioni, accentuate dall’uso massiccio di ausili completamente digitali, che spesso hanno il loro lato negativo in fase di controllo. Inoltre, ascoltando meglio si possono evincere delle programmazioni ritmiche non sempre “in griglia”, e dei synth che sfuggono un po’ nelle chiusure.

In merito al missaggio, chi scrive è rimasta perplessa riguardo la regolazione dei volumi degli elementi: non si avverte una sequenza di rilievo e definita, e questo aspetto viene accentuato in “Machine”. In “Cool out”,inoltre, possiamo sentire delle imprecisioni vocali che potevano essere decisamente corrette.

imagine dragons

Conclusioni

Tirando le somme, “Origins” è un disco pop contemporaneo, e non bastano delle chitarre e una voce sforzata perchè questo lavoro possa essere considerato Rock o  Indie. Semmai quest’ultimo è il classico album composto da canzoni che spaziano nei tre generi che dominano il mercato. Per cui il lavoro si può ritenere ben riuscito per gli appassionati del genere.

Origins è disponibile in più versioni,nell’edizione fisica troviamo il remix ” Born to be yours” (with Kygo).

imagine dragons

Tracklist “Origins” – Imagine Dragons

Natural
Boomerang
Machine
Cool Out
Bad Liar
West Coast
Zero
Bullet in a gun
Digital
Only
Stuck
Love
Birds
Burn out
Real life

Bonus Track edizione fisica

Born to be yours” (with Kygo)

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