Home Musica Recensioni Album Imagine Dragons: la leggerezza dell’essere di “Origins” – RECENSIONE

Imagine Dragons: la leggerezza dell’essere di “Origins” – RECENSIONE

"Origins" è il quarto album in studio della band americana degli Imagine Dragons, progetto, che può essere considerato come il naturale seguito di "Evolve"

136
0
SHARE
imagine dragons
Voto Autore

Origins è il quarto album in studio della band americana degli Imagine Dragons. Il progetto, che può essere considerato come il naturale seguito di “Evolve”, è stato prodotto con Joel Little (Lorde, Khalid), Mattman & Robin (Selena Gomez) e John Hill (Florence + the Machine).

La band di Las Vegas viene spesso definita rock o indie, ma non hanno assolutamente i caratteri di una formazione di quel tipo (solo la voce sporca e graffiata del frontman può ricordare a tratti il sound rock). Semmai gli Imagine Dragon sono una formazione pop e da questo disco non dobbiamo aspettarci nulla di più se non suoni prettamente studiati per il pubblico di massa, un sound che non ha nulla a che vedere con l’indie.

Le strutture dei vari brani dell’album sono simili, scorrono lente nell’ascolto senza picchi emotivi notevoli. Un copione ripetuto per 15 brani nella versione Deluxe. Origins, in definitiva, è un buon disco di sottofondo per una cena a casa con gli amici.

imagine dragons

Il disco traccia per traccia

Molti i riferimenti strutturali e sonori ai suoni dei 30 Seconds To Mars e Rihanna in “Bad Liar”, mentre troviamo il folk dei Mumford & Sons in “West Coast”. Il pezzo più aggressivo è “Machine”: ha un buon tiro, molto compatto, che arriva dritto all’ascoltatore.

“Zero” invece è il brano incluso nella colonna sonora di “Ralph breaks the internet“; la traccia”Digital”, con il suo inizio  segnato da una chitarra acustica che si mischia ad un sound anni ’90, evoca vaghi ricordi, per architettura ritmica ed effetti, i Prodigy. “Love” invece risulta orecchiabile, leggera ed efficace, e ricorda gli ultimi Maroon 5 con l’aggiunta di cori.

“Bird” è un brano che rimanda alla Trap e ai 30 Seconds to Mars dell’ultimo lavoro. Sulla stessa falsa riga anche la traccia “Burn out”, fino ad arrivare alla fine con “Real life”

Analizzando la fattura del disco, si possono trovare diverse imprecisioni, accentuate dall’uso massiccio di ausili completamente digitali, che spesso hanno il loro lato negativo in fase di controllo. Inoltre, ascoltando meglio si possono evincere delle programmazioni ritmiche non sempre “in griglia”, e dei synth che sfuggono un po’ nelle chiusure.

In merito al missaggio, chi scrive è rimasta perplessa riguardo la regolazione dei volumi degli elementi: non si avverte una sequenza di rilievo e definita, e questo aspetto viene accentuato in “Machine”. In “Cool out”,inoltre, possiamo sentire delle imprecisioni vocali che potevano essere decisamente corrette.

imagine dragons

Conclusioni

Tirando le somme, “Origins” è un disco pop contemporaneo, e non bastano delle chitarre e una voce sforzata perchè questo lavoro possa essere considerato Rock o  Indie. Semmai quest’ultimo è il classico album composto da canzoni che spaziano nei tre generi che dominano il mercato. Per cui il lavoro si può ritenere ben riuscito per gli appassionati del genere.

Origins è disponibile in più versioni,nell’edizione fisica troviamo il remix ” Born to be yours” (with Kygo).

imagine dragons

Tracklist “Origins” – Imagine Dragons

Natural
Boomerang
Machine
Cool Out
Bad Liar
West Coast
Zero
Bullet in a gun
Digital
Only
Stuck
Love
Birds
Burn out
Real life

Bonus Track edizione fisica

Born to be yours” (with Kygo)

SHARE
Previous articleLenny Kravitz: “Raise Vibration”, la filosofia dell’amore universale – RECENSIONE
Next articleMarco Mengoni: Concluso l’Atlantico Fest – Date e prevendite dell’Atlantico Tour
Karin Voch
Diplomatasi in architettura ed arredo, specializzazione in arti visive e grafiche intraprende la sua carriera artistica nel 2003 studiando recitazione c/o Teatro Artigiano, perfezionando l’uso della tecnica vocale e dell’uso del corpo come strumento comunicativo. Ha frequentato corsi individuali di chitarra con l’insegnante Roberto Riva, ha perfezionando la tecnica del flamengo con l’insegnante Stillivato e ritmica d’insieme con il Maestro Distasio. Ha studiato basso elettrico con Angelo Perini ( Exilia Band) nel 2007 e 2008. Studia attualmente batteria e percussioni c/o la scuola internazionale Yamaha con il maestro Alex Battini de Barreiro, Perfeziona le abilità canore prendendo lezioni private dalla cantante lirica Edda Piccinini Sabatè, che la indirizza verso l’uso armonioso ed intonativo delle proprie capacità interpretative improntando la sua vocalità verso l’estensione di soprano leggero. Diplomata c/o la scuola civica di Liuteria di Milano, lavora attualmente come musicista, produttore e liutaio.

Commento su Faremusic.it