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“A scuola di cuore”, ovvero insegnare il primo soccorso ai bambini – Aiutiamo “Salvagente” a salvare più vite possibili

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salvagente
Crediti Foto Mirko Damasco
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di Martino Corti

Non capita tutti i giorni di scrivere un articolo che potrebbe salvare migliaia di vite.
Uomini, donne e bambini.
Per questo sono un po’ emozionato, perché è esattamente quello che farà questo articolo se sarete abbastanza intelligenti da leggerlo e abbastanza sensibili da muovervi di conseguenza.

Chi di voi saprebbe cosa fare in caso in cui un boccone andasse di traverso e creasse un’ostruzione completa ad una persona al vostro fianco?
Chi di voi sa fare una chiamata dando le istruzioni per fare arrivare i soccorsi (giusti) il prima possibile?
Chi di voi sa fare una rianimazione?
Chi di voi sa usare il defibrillatore?

Basiamo la nostra vita e quella dei nostri figli sul culo che non accada nulla di grave, al posto che formarci per prevenire o per saper intervenire in caso di sfiga.
Questa è la verità. Come faccio a saperlo?
Perché ho vissuto così per 35 anni; perché mia moglie ed io abbiamo cresciuto per i primi due anni nostra figlia Mirtilla esattamente in questo modo. Nell’inconsapevolezza più totale.
Del resto finora siamo sopravvissuti “tutti”, no?

No!

A molti di noi è andata di culo. A molti altri no, appunto.
In Italia muore per arresto cardiaco una persona ogni 7 minuti. Una persona sana, non malata di cuore. Una ogni 7 minuti.
Quando avrò finito questo articolo saranno morte quattro o cinque persone, ok?

Il defibrillatore aumenta del 75% le possibilità di salvare la vita.

Se ci fossero defibrillatori dovunque (esercizi pubblici, parchi, parchi per bambini, condomini, etcetc) e se tutti fossimo formati, il numero di morti scenderebbe drasticamente. Anzi, preferisco dire che il numero di persone salvate aumenterebbe vertiginosamente.
Sempre in Italia non vi sto a raccontare quante persone muoiano all’anno per un boccone di traverso. Un boccone di traverso, ma vi rendete conto?
La manovra di disostruzione ha una percentuale di riuscita del 99%. Sapete cosa vuol dire? Che se tutti fossimo formati, il numero di morti sarebbe molto, ma molto vicino allo zero.

Vi prego non mi venite a dire “odddddio che ansia certe cose manco voglio saperle!”.

Vi concedo un attacco di panico, quando sarete al corso di primo soccorso, nell’apprendere che fino a quel momento non avreste saputo fare nulla, ma l’ansia la dovrete avere piuttosto da adesso in poi se non vi formerete.
E se fino ad ora la colpa è stata della società in cui siamo cresciuti, adesso la responsabilità è vostra.

Adesso sapete!

Devo aprire una parentesi doverosa, perché l’immenso problema della morte per ostruzione causata da oggetti o cibo, coinvolge tantissimi bambini.

Ma se è vero che in parte il motivo è naturale (per esempio il mettere in bocca qualsiasi cosa capiti sotto mano o il dover imparare a gestire, masticare e mandare giù il cibo), una grande responsabilità è proprio nostra: quanti di voi hanno fatto un corso di primo soccorso? E da questa prima risposta si deducono tutte le altre: quanti hanno chiesto alla baby sitter di mostrare l’attestato di un corso di primo soccorso? Quanti sanno come preparare il cibo da far arrivare a tavola ai bambini in modo da ridurre al minimo le possibilità di ostruirsi (un esempio su tutti i wurstel sulla pizza tagliati a rondelle, per i bambini a tavola una delle cose più pericolose in assoluto)? Quanti tengono d’occhio i bambini mentre mangiano, non lasciandoli soli nemmeno per 30 secondi? Quanti insegnano loro a tagliare, a mangiare bocconi piccoli e ad aspettare di aver mandato giù prima di metterne in bocca un altro, in modo che si sappiano gestire da soli in situazioni dove non possiamo averli sotto controllo (semplicemente a scuola, dove purtroppo mancando leggi, nella maggior parte dei casi il cibo arriva davanti ai bambini senza alcun controllo di questo tipo)?

Capite cosa voglio dire?

Non siamo preparati a tutelare i nostri bambini. Noi genitori e la maggior parte delle persone a cui li affidiamo.
E non parliamo dei nonni che è meglio!
Il solo fatto che la maggior parte di voi senta queste cose per la prima volta, rende l’idea della portata del problema.
Che è sostanzialmente culturale.

La bella notizia è che possiamo cambiare le cose, ma il tempo del cambiamento è dato da due fattori: le leggi e la nostra coscienza.
Come al solito se parliamo di leggi la situazione è paradossale. Non vi sto a fare il pippone raccontandovi tutto quello che ancora non va e quello che invece è cambiato o sta cambiando in meglio grazie alle battaglie di persone e associazioni e “grazie”, purtroppo, alle tante tragedie (dopo le tragedie tutti si rendono conto che effettivamente forse qualcosa andrebbe fatto.. Basti pensare che ad oggi i defibrillatori sono obbligatori nei centri sportivi. Non so dopo quanti morti).

Vi riassumerò quindi con una considerazione: se solamente fosse obbligatorio un corso di primo soccorso per i futuri genitori (quindi all’interno del corso pre-parto o in autonomia se si preferisce) e un corso di primo soccorso all’anno, in ogni scuola, dalla quinta elementare alla quinta liceo, in una sola generazione avremmo un nuovo mondo. Una sola generazione, ok?

Per quanto riguarda la nostra coscienza, beh lei non ha limiti, siamo noi che ci li poniamo.
Noi andiamo a step. Ma tutto sommato, visto da dove partiamo, ben vengano questi step.

Vi racconto i miei, magari possono servirvi come specchio.

Appena ho scoperto il problema, ho fatto un corso di primo soccorso con Salvagente (in fondo tutti i riferimenti). Dopo pochi minuti di corso mi sono chiesto come avessi fatto ad arrivare fino a quel giorno senza sapere nulla.
Poi mi sono reso conto che avrei potuto aiutare Salvagente, e quindi il mondo, grazie a quello che faccio.

Con l’aiuto di professionisti con cui collaboro da anni abbiamo organizzato una super squadra e realizzato un “corto” e un video trailer (con lo scopo di sensibilizzare quante più persone possibili) che Salvagente condividerà presto.
Poi mi sono reso conto che avrei potuto ritagliare un piccolo spazio da quello che faccio, per insegnare ad altri come salvare vite.

Ora sto facendo il percorso per diventare istruttore, e dal momento che non ho orari d’ufficio mi dedicherò principalmente al progetto “A scuola di cuore”, ovvero insegnare il primo soccorso ai bambini.
A questo punto rimane una sola domanda, ma fondamentale:

“Tu, cosa farai?”

P.s: Per chi fosse interessato a fare corsi, organizzare corsi (privati o pubblici), iscrivere nonni, zii, babysitter e amici a corsi, suggerire corsi ai ristoranti e ai bar dove va sempre a mangiare, organizzare corsi per la propria azienda, costringere educatamente i presidi delle scuole dei propri figli ad organizzare corsi per tutti i bambini, ragazzi, maestre, maestri, professori, bidelli, genitori, e insomma chi più ne ha più ne metta, in fondo quasi tutti ne avremmo bisogno, questi sono i riferimenti di Salvagente di cui ormai faccio parte.

http://www.salvagenteitalia.org
https://www.facebook.com/salvagenteitalia/

Inutile dire che esisteranno altre associazioni serissime, che però non conosco personalmente.
A me, a noi di Salvagente, basta che vi formiate. Dove, purché siano seri, decidetelo voi.
Noi vogliamo solo salvare quante più vite possibili

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