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“C’era una svolta”, nuovo album dei Desueta – INTERVISTA

"C'era una Svolta", è l'album di debutto della band Desueta, composta da tre giovani artisti Giuseppe Santoro, Riccardo Notarpietro e Daniele Tarantino

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“C’era una Svolta”, è l’album di debutto della band salentina Desueta, composta da tre giovani artisti: Giuseppe Santoro, Riccardo Notarpietro e Daniele Tarantino.

Il disco è composto da 8 canzoni e, come scrive la stessa band nei propri profili social, “è un inno al cambiamento, sia quello mancato che quello riuscito. Un lavoro che, attraverso una ricerca musicale particolare e testi cantautorali talvolta anche di impegno sociale (vedi l’attualissima “Canzone del demonio in mezzo al mare”), prova a raccontare l’Italia del 2018 con un occhio al passato e tre passi nel futuro. Perché la svolta è sempre dietro l’angolo per tutti, quello che è difficile da trovare è la strada“.

Un disco totalmente autoprodotto e distribuito digitalmente in tutti gli stores musicali e sulle più importanti piattaforme.

Noi di FareMusic abbiamo fatto due chiacchiere con il forntman e autore Giuseppe Santoro per conoscere meglio questa nuova proposta.

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Da sinistra: Daniele Tarantino, Giuseppe Santoro, Riccardo Notarpietro

INTERVISTA

Desueta, come nasce questa produzione?

C’era una svolta è il disco della mia band Desueta, siamo un gruppo nato nel 2015. Dopo varie evoluzioni di formazione, siamo diventati una band di 3 elementi. Io mi occupo di scrivere i testi e alcune melodie, oltre ad esserne il cantante. Il disco è stato registrato presso “il Km 97” a Novoli, in provincia di Lecce.

Com’è la scena musicale da quelle parti?

C’è fermento, ma non direi riguardo al genere che facciamo noi. Nel nostro linguaggio confluiscono vari elementi, in primis certamente un cantautorato al passo coi tempi, che cerca di ispirarsi ai grandi cantautori degli anni ’60 e’70. Nel brano CANZONE DEL DEMONIO IN MEZZO AL MARE, ad esempio, ci sono dei richiami alla musica di De André e al suo modo di scrivere, anche se poi il mio stile è molto diverso. Cerchiamo di unire testi impegnati ad un sound internazionale che non si sente più tanto spesso in giro. Vogliamo racchiudere molti generi, dal jazz al progressive rock.

LA NOTTE ha un’introduzione di sapore jazz con la voce che sembra uscire da un grammofono… poi tutto cambia.

Sì, certe canzoni possono nascere da atmosfere diverse, come il blues in questo caso che abbiamo rivestito di jazz, e poi vengono rielaborate. In un primo momento la canzone finiva col carillon, dopo la parte strumentale centrale. Poi abbiamo aggiunto la parte più rock, riferendo il concetto de “la notte” ad una sorta un’esplosione di pensieri.

Come riuscite a promuovervi live?

Abbiamo fatto qualche live in giro dalle nostre parti, poi io mi sono trasferito a Milano per lavoro. Gli altri componenti della band non escludono di trasferirsi, anche perché ci piacerebbe farci conoscere in questa città che offre certamente più opportunità.

Abbiamo altri 15 brani pronti, che penso siano la naturale continuazione di questo disco con una maturità sicuramente diversa.

Non devi protestare” è una canzone contro i luoghi comuni, quello che esprime è l’esatto contrario di quello che dice. La soluzione delle nostre problematiche quotidiane però è forse nella frase “Non farsi ingabbiare” in tutte le situazioni della vita. Perché siamo noi stessi che ci costruiamo queste gabbie.Nasce da una vostra esperienza personale?

Tutti i brani, per quanto riguarda la parte testuale, sono scritti interamente da me. Non sono tutte canzoni autobiografiche, quanto frutto dell’osservazione. Cerco di fotografare delle realtà intorno a me. Cerco di dare una impronta moderna della quotidianità che si vive al Sud. Riflessi di una realtà meridionale che ha mille difficoltà, non ultima quella di trovare un lavoro e una stabilità economica. Cose già dette mille volte, ma finché non verranno risolte davvero e non si vedrà un futuro, sarà sempre tempo di denunciarle.

Qui dentro” è una canzone totalmente autobiografica e l’ho scritta un anno fa. Ora sono cambiate tante cose, ma mi ricorda quello che ero.

Al di là delle propagande pre e post elettorali, la realtà del Sud non lascia spazio per prospettive future, giusto?

Una crescita purtroppo appare ancora lontana da venire.

Come ti trovi a Milano?

Dal punto di vista lavorativo bene, ma i suoi ritmi frenetici mi hanno all’inizio stordito. Gli aspetti organizzativi del la vita sono affascinanti, ma hanno un prezzo molto alto in termini sociali. Alle volte sento il bisogno di tornare giù. Lecce, con i suoi difetti mi manca e probabilmente mi mancherà sempre.

E’ azzardato affermare che dopo tante scuole autoriali, da alcuni anni a questa parte, esiste una scuola salentina, vedi Negramaro, Caparezza etc?

Caparezza è un genio, Giuliano è un artista eccezionale. Per il resto è vero, ma forse in un’ambito più alternativo e meno main stream. Emma Marrone e Alessandra Amoroso, per fare due esempi, sono talenti artistici, ma non li farei rientrare nella schiera autoriale.

Essendo un “punto di svolta”, quali sono i prossimi progetti?

E’ un album che è nato proprio come reazione alla quotidianità, casualmente terminato e registrato poco prima che partissi e che quindi la svolta arrivasse davvero.

Tutte le canzoni sono legate al filo del cambiamento, mancato o afferrato che sia. Il prossimo cambiamento che cercheremo di mettere in atto, è quello di portare questo progetto un po’ ovunque.

Mi piacerebbe far conoscere queste e altre nostre canzoni perché credo ci sia un contenuto. La gente è educata male all’ascolto ormai, perché alla radio trasmettono quella musica lì. La discografia italiana, o quello che ne resta, dovrebbe prestare più attenzione ai testi e meno alle soluzioni musicali solo da classifica.

Ma c’è sempre speranza perché ci sia una svolta.

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TRACKLIST “C’era una Svolta” – Desueta

01 – La Festa
02 – La Notte
03 – Amore e non amore
04 – Canzone del demonio in mezzo al mare
05 – Ancora un altro po’
06 – Non devi protestare
07 – Elle Est Noir (Interludio di svolta)
08 – Qui dentro

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