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IL KARMA DEL TENNIS

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Non è fondamentale che siate appassionati di tennis o meno, ma se avete visto il match a Wimbledon, semifinale tra Djokovic e Nadal, avete colto la grandezza del tennis, la filosofia di uno sport che è l’esatta trascrizione della vita. Nulla è mai perso fino all’ultimo colpo, quello decisivo. E’ l’atto finale, ma quello che è accaduto prima durante la partita della vita, lunga più dei cinque set di una delle partite più affascinanti nella storia del tennis, vale ogni istante vissuto: ogni soddisfazione conquistata, ogni occasione persa, ogni delusione imprevista, ogni caduta e ogni risalita, ogni sconfitta e ogni vittoria.

Djokovic e Nadal sono due incarnazioni di tutto questo. Quando uno dei due prendeva il largo, l’avversario risorgeva immediatamente rimettendo in discussione ogni previsione, ogni certezza. Il campione di tennis sa benissimo che sul campo nulla è scontato, nulla è regalato, nulla è prevedibile. Sei avanti 40 a 0 sul servizio a tuo favore, hai già realizzato 21 servizi vincenti, ma poi fai un doppio fallo, sbagli un colpo facile di un mezzo centimetro e l’avversario ti infila tre lungolinea vincenti sulla riga. E tutto quello che sembrava a portata di mano svanisce in pochi secondi. Lo stress mentale del tennis non è paragonabile a nessuno sport. Stai giocando davanti a migliaia di spettatori sapendo che il tuo match è in diretta sulle televisioni di tutto il mondo.

Milioni di persone ti stanno guardando e tu devi dimostrare di essere il migliore. Questi due fenomeni, come Nadal e Djokovic mettono in campo tutta la loro energia, intelligenza, concentrazione, equilibrio psicofisico e persino la consapevolezza di cogliere l’attimo giusto, di prendere un rischio nel momento più delicato. La palla breake, l’ace, diventa l’appiglio decisivo per non cadere, per rimettersi in gioco, per dimostrare di essere ancora vivo e nell’imponderabile basta che la palla che hai colpito finisca un millimetro dento la riga ma non saprai mai se è stato tutto merito tuo o se la Dea bendata ti ha aiutato.

La semifinale di Wimbledon è durata oltre cinque ore, un’interminabile e incredibile serie di colpi vincenti da una parte e dall’altra, così come una successione parallela di imprevedibili errori. Sull’ 8 a 7 c’è stato uno scambio mozzafiato di colpi inauditi. “Non è vero” ha gridato il telecronista. Sul match point contro, Nadal inventa una smorzata pazzesca, persino sfacciata e Djokovic cade ai piedi della rete, e lo spagnolo vince il game. Ora tutto il pubblico di Wimbledon è consapevole che questo match potrebbe durare atre ore, forse giorni, fino all’infinito. Mai i due non sembrano affatto stanchi. Il mancino Nadal spinge come un forsennato mostrando un coraggio da kamikaze. E’ quasi robotico come i suoi ripetuti tic prima del servizio, quando si tocca la punta del naso naso e le orecchie in modo compulsivo. Il serbo gonfia gli occhi, respira, si controlla. L’ultimo set finisce 10-8 dopo un’ora e mezza di cardiopalmi. Djokovic vince dopo 15 lunghi mesi di guai.

Una partita epocale che ogni motivatore, coach o guru che sia dovrebbe conservare sul desktop del proprio pc per mostrarla non solo ai suoi allievi, ma anche ai propri figli o persone che hanno perso l’abitudine a lottare, a credere, ad avere ancora una chance, una speranza, quando sembra che tutto il mondo ti abbia lasciato solo nello sconforto più buio. E’ il karma del tennis: azione prima di tutto, poi sfida, ricerca, insegnamento.

E quella tra Djokovic e Nadal non era nemmeno una finale. Niente è più emozionante di questo. La partita della vita, nella vita e per la vita, oltre lo sport, il denaro, gli sponsor, la gloria.

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Roberto Manfredi
Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc… Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7. Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA - Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice. Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

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