Non mi hanno mai raccontato di come si sono conosciuti o forse lo hanno fatto, ma me lo devo essere scordato. Ricordo invece quello che mi ha narrato mio fratello: mio padre, giovanotto, frequentava casa Bixio, il noto maestro con cui aveva giร scritto alcune canzoni di successo. Soprattutto trascorreva con loro le vacanze in un ameno paesino, Trarego, sul lago Maggiore. Fra le varie passeggiate in montagna, mio padre incontrerร in uno stretto sentiero, proprio mia madre, lo stretto sentiero che verrร poi immortalato ne “La strada nel bosco’, di Nisa e Bixio.
Quello che รจ certo รจ che mio padre e mia madre rappresentano, per me ragazzino, due caratteri e due culture totalmente agli antipodi, anche dal punto di vista geografico. Napoletano, estroso, artista mio padre Nicola, piemontese, pragmatica, solida mia madre Giuliana. Nozze travagliate, dati i tempi. Lei รจ ebrea e, di conseguenza, sottoposta alle leggi razziali. Un matrimonio “misto” ma solido quanti altri mai.
I racconti di mio padre, su tutto ciรฒ che gli era capitato prima della mia nascita, sono per me, ancora oggi, meglio delle favole. Ascoltavo a bocca aperta i suoi racconti di guerra.
Scoppiata la guerra, io non ero ancora nato, mio padre viene chiamato alle armi e inviato in Sicilia, a Cefalรน. Sarร la sua salvezza. Dati i suoi trascorsi artistici gli viene affidato l’incarico di allestire degli spettacoli per allietare il morale delle truppe, cosa che egli fa ottenendo un buon risultato fra i commilitoni.
Non cosรฌ bene va a mia madre che รจ costretta a sfollare, scappando da un paese all’altro fino a Cellamonte, in provincia di Alessandria, dove finalmente vede la luce mio fratello Massimo. Nel frattempo le truppe italiane si arrendono agli americani e mio padre, con molti altri, viene fatto prigioniero e mandato in Algeria, nel campo di concentramento di Organi, dove rimane per circa un anno e mezzo. Riuscirร a trovarsi bene anche da prigioniero e ricorderร sempre con ammirazione l’organizzazione dell’esercito americano e la grande disponibilitร di materiale per allestire gli spettacoli per le truppe.
Riesco a immaginarlo in quella situazione drammatica, darsi da fare con entusiasmo, armato della sua straordinaria capacitร di adattamento tipica dei napoletani. E poi รจ un artista che ha giร cominciato la sua carriera di autore prima della guerra, e un artista non si dimentica mai di esserlo.
Mio padre ama vivere in centro a Milano perchรฉ gli piace uscire di casa e poter andare a piedi in Galleria Del Corso, il luogo che รจ considerato il centro del mondo della musica. Fosse per lui abiterebbe addirittura in Piazza Duomo.
Non aveva il senso del risparmio, cosรฌ era capace di spendere cifre incredibili per una casa in affitto. Come sempre sarร la concretezza di mia madre a convincerlo a comprare casa. La scelgono in Via Washington, che si trova ancora in periferia da cui, verso ovest, si vedono solo prati. Milano su sta sviluppando, e nel giro di pochi anni diventerร una metropoli.
To be continued…
Facebook Comments