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Attenti agli SQUADRISTI DA TASTIERA – Proteggiamo noi stessi, impariamo ad eliminare gli Alien infettanti dalla rete

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Uno spettro dei squadristi da tastiera si aggira per il web.

Rabbrividisco a leggere un post di un imbecille fascista che recita “La mafia ha ucciso il Mattarella sbagliato”. Il tizio andrebbe denunciato alla Polizia di Stato e condannato come da legge costituzionale. E’ un esempio di come il livello dell’ignoranza populista e reazionaria sia arrivato oltre i livelli di guardia. Conforta il fatto che lo squadrista da tastiera non si vede se non dalla sua demenza, ma fisicamente si confonde nella cosiddetta maggioranza silenziosa che poi tanto silenziosa non è.

In questi giorni i social sono immersi nel pattume dell’ignoranza, fomentati come sono da leader altrettanto ignoranti che sputano odio, loro stessi, in ogni dove e soprattutto sui social. Webeti che si fingono costituzionalisti che magari fotografano due righe della Costituzione ma non la pagina intera, dato che gli articoli della Carta andrebbero letti interamente e non a spizzichi e bocconi, perché il significato, normalmente, si capisce se letto fino in fondo e non parzialmente. E poi uno spaventoso livello di analfabetismo. Errori di grammatica che non giustificano una digitazione sbagliata da telefonino o da correttore impazzito.

Macchè, è un festival di apostrofi messi alla cazz*, accenti imprevedibili, confusione tra verbo essere e avere, congiuntivi che a confronto il mitico Aldo Biscardi appare come Dante Alighieri. Come se non bastasse questo, si celebra l’elogio del complottismo, dell’esagerazione demagogica demenziale. Si grida al “golpe” per un ministro respinto, quando nella storia della nostra Repubblica è già accaduto un’infinità di volte, da Pertini a Scalfaro, e nessuno ha mai sbavato dalla rabbia, né nelle piazze né sui giornali. Ma il social è un mezzo più facile e più subdolo perché non c’è nessuno nei paraggi che può darti una multa o un ceffone mentre scrivi cazzate e insulti.

Lo squadrismo da tastiera è il tifo ultrà invisibile.

Certo nei post appare la fotina dell’autore, ma nella marea di cazzate si perde in un nano secondo. E’ la democrazia dicono gli webeti, la libertà di espressione. Roba da primo emendamento della Costituzione Americana secondo loro. Quindi, si vada con l’insulto, con l’infamia, con le fake news e le bugie da photoshop. Come mai siamo diventati così ignoranti? Forse per colpa dei cattivi maestri? Certo se i politici come Razzi o Di Maio, diventano dei modelli,l virus si propaga in fretta. Se milioni di telebeti si rimbambiscono con i coatti del Grande Fratello che ce lo diciamo a fare? Non ci meravigliamo poi che un ex Grande Fratello, Rocco Casalino, sia il portavoce ufficiale di uno pseudo partito/movimento di maggioranza in Italia, guidato da un comico e ragazzini nullafacenti, gestito da una società srl … un quadro desolante, culturalmente, specchio dei tempi davvero paradossale e raccapricciante.

Ma l’antidoto esiste.

Per evitare di leggere cotanta diarrea spruzzata sul web, sono stato felice di eliminare un bel po’ di amicizie virtuali. Bannare gente che finchè si parla di musica e si fa qualche battuta vanno benissimo, ma che diventa infetta quando scrive di politica con la stessa animosità da tifoso ultrà. Non pensavo fossero così numerosi e pericolosi come le uova di Alien, che quando si schiudono, ti si appiccicano addosso entrando persino nel tuo DNA. Gli squadristi da tastiera sono come le uova vischiose. Uno ci casca per difendersi. Magari risponde a un post con una certa vis polemica per cercare di argomentare, macchè… l’uovo ti vomita la sua fetida bava verde e ti si annoda alla gola e se tu non vuoi rispondere per proteggerti, quello continua a farlo più volte.

Ci vorrebbe l’ennesimo vaccino, magari tecnologicamente applicabile già in via informatica piuttosto che in via muscolare. Si potrebbe dire, “se hai accettato certe amicizie, prima ancora di andare a vedere i profili tanto per renderti conto, te la sei cercata”. Vero, ma se uno usa il social magari per promuovere quello che fa, mica può stare a bannarne uno al giorno per colpirne altri cento. E invece, bisogna imparare a scegliersi anche nei social, a trovare delle affinità elettive, un linguaggio comune pur rispettando le diversità di opinioni e di linguaggio, perché ormai le amicizie virtuali contano abbastanza, certo non come quelle vere con cui decidi di lavorare o di andare in vacanza, ma contano, perché ogni giorno ci si notifica peggio di una marea di notai compulsivi.

Se una volta le nostre mamme ci dicevano: “questo non si dice in giro”, oggi le mamma sono costrette a dire: “Non postarlo su facebook”. E’ inevitabile. Il magma si è diffuso come un Blob inarrestabile. E allora non resta che bannare tutti gli aspiranti squadristi da tastiera, persino gli stagisti in erba. Una pulizia informatica vera e propria. Dobbiamo imparare a diventare dei Ghostspammer. Anche perché è così bello leggere cose interessanti, simpatiche, emozionanti, possibilmente in un italiano corretto. I caricamenti in corso dei vaffanculo quotidiani, non è che mettano di buon umore eh?  Coraggio ragazzi, andiamo di ramazza digitale ed eliminiamo gli Alien da tastiera.  Finchè c’è vita c’è speranza.

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Roberto Manfredi
Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc… Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7. Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA - Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice. Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

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