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Le Vibrazioni: “La voglia di stare insieme e fare musica non si è mai persa” – INTERVISTA e tappe del tour

Le Vibrazioni sono tornati ad esibirsi insieme, dopo cinque anni. Con il brano “Così sbagliato” la band si è presentata al Festival di Sanremo. Ora Le Vibrazioni sono on the road con il "Così sbagliato Club tour"

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Le Vibrazioni
Crediti Foto SteBrovetto
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Dopo il ritorno sulle scene della scorsa estate, e il reunion party a dicembre, ai Magazzini Generali di Milano, Le Vibrazioni sono tornate ad esibirsi insieme, a cinque anni di distanza dall’ultimo concerto, approdando al Festival di Sanremo e presentando sul palco dell’Ariston il brano “Così sbagliato”.

Il pezzo sanremese, balzato in vetta alle classifiche radiofoniche, è contenuto nel loro quinto album di inediti, “V” (distribuito da Artist First), pubblicato durante la settimana sanremese, e presentato dal vivo in una nuova avventura live, partita il 16 marzo.

Il 5 aprile Le Vibrazioni arrivano in Campania, alla Casa della Musica di Napoli, raccontando i punti salienti della loro reunion, a 15 anni di distanza da “Dedicato a te”, la prima canzone che ha portato al successo la band milanese, nata dall’incontro di quattro amici con la passione per il rock e gli anni ’70.

Le Vibrazioni
Crediti Foto SteBrovetto

La vostra reunion è stata sancita lo scorso dicembre, con un live ai Grandi Magazzini di Milano, poi vi abbiamo visto sul palco dell’Ariston, con “Così sbagliato”. Il passaggio a Sanremo lo avete sentito come una tappa obbligata per la vostra reunion? 

In realtà è avvenuto tutto in corsa, quasi per caso. Abbiamo molto rispetto per il Festival di Sanremo, un appuntamento importante per la musica italiana, da cui mancavamo da tredici anni (lo abbiamo fatto solo nel 2005), quindi pensavamo che sarebbe stato bello prima o poi ritornarci. Quando stavamo lavorando al disco, un pezzo in particolare ci sembrava giusto per il Festival, quindi lo abbiamo presentato. Abbiamo poi ovviamente pensato che potesse essere la scelta migliore per sancire questo nostro ritorno. Quale appuntamento migliore, quale migliore vetrina, per far sapere a tutti che Le Vibrazioni erano tornate?

Come siete tornati a fare musica insieme? 

In modo molto spontaneo. In questi cinque anni di inattività de Le Vibrazioni, in cui ognuno si è dedicato ai propri progetti personali, non ci siamo mai persi di vista, siamo rimasti molto legati. Abbiamo suonato insieme al compleanno di Marco (il bassista), al matrimonio di Francesco (Sàrcina), ci siamo quindi riuniti spesso in forma non ufficiale. La voglia di stare insieme e di fare musica insieme non si è mai persa. E’ chiaro poi che c’è voluto anche del tempo per riunirci ufficialmente, perché ognuno di noi doveva concludere, portare avanti, i propri progetti personali. Abbiamo quindi aspettato il momento migliore, e l’occasione c’è stata data dal concerto di Radio Italia Live, a Palermo lo scorso giugno, un’ottima occasione per dire “dobbiamo tornare”. Abbiamo visto anche una reazione molto calorosa da parte delle persone, il fatto che cantassero i nostri pezzi – canzoni di quindici anni fa – non è da poco, vuol dire che siamo rimasti nel cuore delle persone.

Tornando a Sanremo, siete soddisfatti del riscontro avuto da “Così sbagliato”? 

Tantissimo, siamo molto soddisfatti, anche perché è ancora uno dei pezzi più passati in radio, tra le canzoni del Festival, e notiamo – ora che abbiamo iniziato a fare concerti, che è anche uno dei pezzi più cantati. Addirittura più cantato di “Dedicato a te”. E’ stato proprio il pezzo giusto per ripresentarci, perché ha tirato fuori quel lato rock che magari non tutti conoscevano. Le Vibrazioni sono infatti più note per le ballate, per le canzoni più soft, questo vestito un po’ più rock era meno conosciuto, anche perché non è quello che passa di solito in radio. Con “Così sbagliato” siamo quindi riusciti a tirare fuori anche questo aspetto, che in realtà abbiamo sempre avuto.

Proprio parlando dell’aspetto rock che caratterizza Le Vibrazioni, chiedo: cosa significa oggi essere una rock band? Faccio una piccola premessa scherzosa, prima della risposta: ho ascoltato diverse vostre interviste, in particolare quella con Max Brigante, a Radio 105, che vi ha fatto fare un test molto carino per testare il vostro livello di “rock band”. Tra le altre cose ho capito che per essere una vera rock band bisogna avere tante donne.

(risata)

Volevo quindi sapere se era vera quella diceria che dice che i musicisti e i cantanti hanno come i marinai una donna in ogni porto…

(risata)

E’ un gioco, un po’ un cliché, ci sono tante rockstar famose, anche internazionali, sposate da trent’anni e super fedeli.

Ovviamente, perché se anche questo succedeva, era ai tempi in cui non eravate ancora impegnati, come avete confermato da Max Brigante.

(risata)

Torniamo alla domanda seria: cosa significa oggi essere una rock band?
E c’è una rock band emergente italiana su cui puntereste? 

Diciamo che il rock è sempre stato un genere più di nicchia che mainstream, il vero rock magari lo trovi più nelle cose underground o cosiddette indie, nelle situazioni più da club piccolini o centri sociali, magari. Un gruppo come i Verdena, che non sono neanche tanto sconosciuti, rimangono un’ottima rock band italiana, per esempio, come gli Afterhours. E’ quello il mondo da cui veniamo, realtà che hanno origine negli anni ’90. Essere una rock band vuol dire salire sul palco e suonare. Sembra una banalità, ma oggi c’è tanto uso dell’elettronica, del computer, dell’interagire più con le macchine piuttosto che con le persone sul palco. Diversi artisti oggi hanno tante basi, sequenze, c’è più roba sotto delle persone che stanno sul palco a suonare. Essere una rock band invece vuol dire proprio suonare, interagire con gli altri musicisti sul palco, cosa che vedi anche raramente in situazioni ad alto livello, dove ci sono spettacoli molto ben fatti, ma con pochissima improvvisazione e interazione tra i musicisti che stanno sul palco.

Durante la settimana sanremese è uscito il vostro nuovo album, “V”, quinto alla romana, che simboleggia proprio il vostro quinto album di inediti; cos’altro rappresenta? La “V” è di Vibrazioni, suppongo… 

Come dici tu, innanzitutto cinque romano perché è il nostro quinto album di inediti, la V di Vibrazioni, la nostra lettera proprio, cinque simboleggia anche gli anni in cui non abbiamo suonato insieme, dopo cinque anni torniamo. Poi la “V” può voler dire tante cose, noi ci scherziamo anche molto sopra, la V di Vita, è un disco che parla di vita, piuttosto che V come vivo, perché è un disco vivo, suonato, live. Può avere tanti significati insomma, ma principalmente è “V”, il quinto disco delle Vibrazioni.

Dell’album avete curato anche la produzione, insieme a Davide Tagliapietra; come definireste questo vostro lavoro? 

Come un album molto istintivo, fresco, è stato lavorato in modo anche rapido. Ci siamo trovati ad un certo punto ad avere poco tempo, proprio perché era arrivata la notizia della nostra partecipazione a Sanremo, quindi il disco andava fatto uscire in quei tempi, accelerando il processo di lavorazione del disco. Se si considera che ad oggi ci si mette almeno sei/sette mesi per lavorare ad un disco, compresa magari anche la composizione delle canzoni, noi ci abbiamo messo neanche tre mesi. Abbiamo velocizzato, e nel velocizzare non si ha molto tempo per ragionare, la prima idea che ti viene è quella buona, quella da mettere sul disco. Per questo è un disco molto istintivo.

Dopo il tour instore, siete partiti con i concerti: oggi – 5 aprile – arrivate anche in Campania, a Napoli. Avendo già detto che il pubblico ha accolto la vostra reunion con grande entusiasmo, chiedo: cosa ascolterà il pubblico campano nel live di questa sera? 

La denominazione corretta è “Così sbagliato Club tour”, è un club tour che segue il Festival di Sanremo, presenteremo quindi il singolo di punta del disco, “Così sbagliato”, e alcuni brani nuovi, ma è ovviamente anche il tour della reunion, quindi andremo a pescare tutti i nostri successi, tutti i singoli del passato, a partire da “Dedicato a te”. Abbiamo avuto una carriera tutto sommato fortunata, in dieci anni di attività abbiamo mandati in radio molti singoli, qualche pezzo anche famoso rimarrà giocoforza fuori dalla scaletta, ma faremo cantare tanto la gente, questo è sicuro. 

Si dice che il pubblico campano regala un calore particolare. Lo avvertite? Siete stati recentemente dalle nostre parti, a fine febbraio, per l’instore…
(Vulcano Buono)
 

Assolutamente, l’accoglienza campana è sempre super calorosa, non vediamo l’ora! La Campania è sempre stata una tappa fondamentale del nostro tour, a partire dagli esordi. Abbiamo sempre fatto tappa a Napoli, Paestum (Salerno)… Abbiamo sempre suonato tanto da quelle parti.

E oltre a suonare magari una mozzarella di bufala e una sfogliatella non guasta… 

Ovviamente, la tappa dalle vostre parti è anche enogastronomica!

Chiudiamo con una domanda legata alla Pasqua: come trascorre la Pasqua una rock band?
(risata) 

Ognuno a casa sua! E’ una delle poche pause che riusciamo a concederci durante il tour. Abbiamo avuto la lavorazione del disco, Sanremo, il tour, sono stati e sono mesi molto intensi, stiamo tanto insieme, quindi due giorni di festa per Pasqua.

Di disintossicazione, insomma.
(risata) 

Tutti a tavola, al rocker vero piace mangiare bene!

Bene, vi aspettiamo qui da noi, la prossima volta a Salerno! In bocca al lupo per il tour.   

Ci vediamo al live. Un saluto a www.faremusic.it  da parte delle Vibrazioni.

 

Le Vibrazioni

 

La band si esibisce per il Così sbagliato Club tour” nella sua formazione originale: Francesco Sàrcina alla voce e chitarra, Stefano Verderi alla chitarra e alla tastiera, Marco Castellani al basso e Alessandro Deidda alla batteria.

Calendario completo Così sbagliato Club tour”

Venerdì 16 marzo – New Age Club – Roncade (TV)
Venerdì 23 marzo – Vox Club – Nonantola (MO)
Martedì 3 e mercoledì 4 aprile – Teatro Quirinetta – Roma
Giovedì 5 aprile – Casa della Musica – Napoli
Venerdì 6 aprile – Demodè Club – Bari
Giovedì 12 aprile – Teatro Mandanici – Barcellona Pozzo di Gotto (ME)
Venerdì 13 aprile – Teatro Golden – Palermo
Sabato 14 aprile – Land – Catania
Giovedì 19 aprile – Auditorium Flog – Firenze
Venerdì 20 aprile – Pala Phenomenon – Novara
Martedì 24 aprile – Live Club – Trezzo sull’Adda (MI)

 

Le Vibrazioni
Crediti Foto SteBrovetto

Scaletta dei live de Le Vibrazioni

  1. Seta
  2. Sani Pensieri
  3. Voglio una macchina del tempo
  4. Raggio di sole
  5. Dimmi
  6. Se
  7. Portami via
  8. Insolita
  9. In orbita
  10. In fondo
  11. Ovunque andrò
  12. Niente di speciale
  13. In una notte d’estate
  14. Dedicato a te
  15. Così sbagliato
  16. Vieni da me
  17. Su un altro pianeta
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Mariafrancesca Mary Troisi
Da sempre appassionata alla letteratura italiana, ho iniziato a scrivere da ragazzina. Passione, insieme a quella per la musica, ereditata da mio padre, scomparso quando ero ancora piccola. In breve tempo la penna e il foglio (o lo schermo di un pc) sono diventati il “mio amico fedele”, capace di comprendere perfettamente ogni mio stato d’animo. Dall’età di 6 anni, per circa 8 anni, ho preso lezioni di pianoforte classico, e per due anni consecutivi, ho fatto parte di un coro, partecipando a svariati concorsi, portando il folclore della mia terra (la Campania) in giro per l’Italia. Esperienza, insieme a quella del pianoforte, volutamente accantonata, ma non conclusa, perché il “mondo della musica” ha continuato ad affascinarmi, anche se in altre “vesti”. Ho iniziato, infatti, a scrivere testi di canzoni, sviscerandomi e “confidandomi” in ogni mio testo, scoprendo così, lati di me, sconosciuti anche a me stessa. Per circa un anno ho collaborato con una rivista, scrivendo racconti. Ho partecipato a diversi concorsi di poesia; le poesie sono sempre state scelte per la pubblicazione. Ho avuto il piacere e onore di essere inserita lo scorso anno nell’Enciclopedia dei Poeti Contemporanei, intitolata a Mario Luzi, patrocinata dal Senato della Repubblica, con 3 poesie. Dall’inizio dell’anno ho una sorta di blog su fb, una pagina sui cui appunto considerazioni, riflessioni, e su cui pubblico periodicamente racconti e poesie. Ho provato di recente anche l’esperienza della radio, facendo uno stage /laboratorio full immersion, con alcuni degli speaker più “quotati” attualmente. Esperienza, quella della radio, che riprenderò a breve, senza abbandonare quello che è il mio sogno più grande, ossia continuare a scrivere. Perché paradossalmente sono i sogni l’unica certezza che abbiamo.

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