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Quale tv musicale? Tra Brunori, Agnelli e la Clerici, l’indie di Rai3 batte il Mainstream di Rai1

Tv musicale in competizione. Sulle reti RAI l'offerta musicale è agli antipodi, tra il mainstream di Rai1 e Rai2 con Sanremo Young e The Voice e l'indie e l'alternativo di Rai3 con Ossigeno di Agnelli e il nuovo programma di Brunori Sas. In qualità vince indubbiamente il "diverso & nuovo" di Rai tre

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Tv musicale in competizione. Sulle reti RAI l’offerta musicale è agli antipodi, tra il mainstream di Rai1 e Rai2 con Sanremo Young e The Voice e l’indie e l’alternativo di Rai3 con Ossigeno di Agnelli e il nuovo programma di Brunori Sas. In merito a qualità vince indubbiamente il “diverso & nuovo” di Rai tre.

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Dario Brunori, in arte Brunori Sas, Targa Tenco e Artista Indipendente dell’Anno 2017 al Mei, ha presentato il suo nuovo programma a Ossigeno, il programma su Rai Tre di Manuel Agnelli, ultimi soffi di vento della tv ex dariabignardiana.
Quale è la filosofia del suo programma? Grandi temi legati alla musica in due parole, ma non solo.

ossigeno
Crediti del FotoMontaggio Immagini ©FareMusic – FMD Copyright

Testuale (più o meno):“Sarà una trasmissione che ho cercato di costruire da una parte con l’idea di raccontare un mondo musicale che è quello delle persone con cui sono cresciuto, quindi in qualche modo le persone che sono partite con me, insieme a me con altri cantautori che hanno iniziato più o meno nel mio periodo, cercando di lavorare su un piano strettamente tematico”. Il programma sarà infatti incentrato su cinque macro-temi, “su cui gli esseri umani si sono interrogati per secoli senza trovare risposta e io cerco di risolverli in 50 minuti”, spiega Brunori con la sua immancabile auto- ironia, “la casa, il lavoro, la salute, le relazioni e la spiritualità, e parlo con l’ospite del tema, e gli ospiti sono sia musicali che extra-musicali”. Insomma, qualcosa di curioso e certamente di interessante e stimolante fuori dal solito rancio televisivo. Segniamolo, merita, si parte il 6 aprile.

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In contemporanea su Ossigeno, sempre su Rai Tre, passavano –siamo già verso la fine – musicisti, artisti stranieri e italiani mai visti prima in tv, tutto con grande libertà, un certo approccio culturale inusuale per la tv di oggi, libertà di posizioni e di pensiero pur con qualche punta slow nella conduzione. Tutte parole anti tv per eccellenza. Metterle addirittura tutte insieme nello stesso programma televisivo poi è troppo per tutti.

Infatti, un progetto alto e di nicchia – pensiamo a Enrico Gabrielli in una piece musicale di John Cage, solo per citarne una grandiosa -, che punta in alto e che sembra difficile ma che non lo è per nulla, tra angeli, tappeti e microfoni, dialoghi e suoni, canzoni e reading, interviste e riflessioni, magari con l’unico neo dell’ospitata di Bonolis, un po’ fuori luogo. Il risultato? Una vera e propria boccata d’ossigeno televisiva che piacerà certamente a pochi proprio per questo.

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In contemporanea passava Sanremo Young condotto dalla mitica e inossidabile Antonella Clerici.

Giovani e giovanissimi che sembrano gli animatori di una vecchia discoteca e di una balera di tanti anni fa, bimbi precocemente invecchiati che tra un gorgheggio e un gargarismo si destreggiano maldestramente vestiti da adulti, perdendo la loro gioiosa freschezza infantile. Sanremo Young su Rai Uno con, obbligatoriamente, tutte canzoni del repertorio vecchio della musica italiana per fare introitare i diritti editoriali ai soliti noti (perchè non mettere un po’ di inediti di giovani autori anche in mezzo?) e con brani sinceramente imbarazzanti quando sono cantate dalle voci innocenti dei bimbi, annoiano e prospettano l’idea di un grande passato alle spalle e sicuramente senza un futuro vero.

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Insomma: Indie batte Mainstream 2-0, intanto. In attesa di vedere Brunori Sas e col terrore del nuovo The Voice tra Al Bano e Renga. Anche se con la VAR dell’Audience del Pubblico alla fine nella Coppa Italia TV della Musica proseguirà chi ha perso nel segno della conservazione più classica.

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