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Best Buy, il colosso americano commerciale, toglierà dagli scaffali i CD e metterà i Vinili

Best Buy, la grande catena commerciale americana, toglierà i cd musicali dai suoi scaffali sostituendoli con i vinili. Una vera rivoluzione riguardo la distribuzione musicale in America

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Best Buy – News dagli USA per la distribuzione musicale. Sembra ormai giunta al capolinea la parabola dei CD musicali.

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Due i colpevoli della svolta epocale in corso: l’affermazione dei formati immateriali e l’inaspettata ma inarrestabile resurrezione dei vinili.

A confermarlo, stando a quanto afferma Billboard, la recente decisione da parte del colosso Best Buy, grande catena americana di centri commerciali, di abbandonare a breve la vendita di cd: la catena statunitense ha infatti da poco informato i fornitori di musica che i cd verranno rimossi dagli scaffali dei suoi negozi a partire dal primo luglio del 2018.

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La scelta non deve stupire, dal momento che in America i guadagni derivanti dalle vendite di cd sono sistematicamente superati da quelle in streaming: nel corso del 2017, mentre il mercato statunitense dei supporti ottici è sceso del 18.5% rispetto all’anno precedente, i servizi di Spotify e Apple Music in abbonamento sono aumentati di oltre il 60%.

Non solo. Nello stesso arco di tempo, le vendite dei vinili hanno raggiunto il livello record rappresentando ben il 14% di tutte le vendite di album fisici.

Ecco perché la grande catena statunitense intende non solo interrompere la distribuzione di CD musicali, ma – al contrario di quel che avvenne negli anni Ottanta, quando i compact disc soppiantarono rapidamente in tutto il mondo gli obsoleti 45 e 33 giri – sostituirli, sugli scaffali dei propri punti vendita, con una sezione-vinili e speciali promozioni per l’acquisto combinato tra giradischi e 33 o 45 giri.

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Crediti Foto GettyImages

Il terreno di questi ultimi, comunque, non è ancora del tutto stabile; Best Buy renderà disponibili i vinili per i prossimi due anni e al termine di questo periodo deciderà se proseguire nella distribuzione o interromperla. È ancora Billboard a far sapere che Best Buy ricava dalle vendite di supporti ottici circa 40 milioni di dollari all’anno: cifra ragguardevole che però, paragonata all’enorme giro d’affari della catena, appare decisamente troppo esigua per giustificare ulteriori investimenti.

Anche la Target, nota rivale di Best Buy, muove nella sua stessa direzione, mirando a ridurre la vendita dei CD attraverso un nuovo modello di distribuzione. Secondo Billboard, anziché pagare in anticipo le case discografiche per riempire gli inventari, la Target starebbe stipulando accordi per corrispondere esclusivamente le copie effettivamente vendute. Se all’inizio degli anni 2000 ogni store della catena aveva a disposizione tra gli 800 e i 1.000 titoli, questi al momento sono soltanto un centinaio per esercizio.

La “vendetta” dei vinili sui cd va quindi compiendosi in seno ai due maggiori colossi commerciali americani. Vittoria definitiva o effimero colpo di coda?

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Veronica Ventavoli
Pistoiese di nascita, prima di laurearmi in Storia medievale all’Università di Siena e poi in Storia contemporanea a La Sapienza di Roma, ho lavorato per oltre dieci anni come cantante solista e in vari gruppi di cover toscani. In tale veste, vincendo quella che al tempo si chiamava Accademia della Canzone di Sanremo, ho avuto l’opportunità di partecipare all’omonimo Festival del 2005 classificandomi al terzo posto nella categoria Giovani. I primi ricordi nitidi che ho mi vedono impegnata a inventare e disegnare cartoni che non si sono mai animati, a imitare nei cortili parenti e personaggi famosi, a consumare i tanti 45 e 33 giri ricevuti in regalo da zii, cugini, vicini di casa: fra le sigle di Fantastico e il prog italiano degli anni Settanta, tra Pupo e i Beatles, anche se priva di fratelli e sorelle non mi sono mai sentita sola! Gli amici mi chiamano “scimmietta” perché sono tuttora curiosissima di conoscere canzoni, libri e film. Sono – da sempre, mi pare – devotamente innamorata di gatti, pastasciutte, David Bowie, Anna Marchesini e “Cipì” di Mario Lodi.

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