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Storie di Musica: gli anni d’oro

Abbiamo vissuto tempi meravigliosi nella musica, ma allora non ci sembravano così  meravigliosi. Li abbiamo vissuti attraversandoli con i capelli al vento

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Francesca Michielin, con “2640”, mischia il mainstream con l’indie di tendenza – RECENSIONE

Voto Autore

Il 12 Gennaio è uscito nei negozi e stores digitali il nuovo album di Francesca Michielin “2640” (leggi nostro articolo), su etichetta Sony Music. La cantautrice, molto attesa, si gioca bene la carta del terzo album della sua carriera, ed è risaputo tra gli addetti ai lavori che il terzo è il disco che deve far capire al mondo se sei in grado di continuare a far questo mestiere o meno nella vita.

Prodotto da Michele Canova Iorfida, questa volta più attento a cucire il suo elettropop di tendenza sull’anima artistica della Michielin scongiurando il rischio di risultare dozzinale, il lancio di “2640” è stato promozionato già durante l’estate scorsa  dall’irrilevante singolo “Vulcano” che nulla anticipa sulla buona qualità dell’intero progetto ma si fa lusingare dal solito trinomio “estate/caldo/voglio il tuo corpo”, adatto per le masse (ottimo sarà il riscontro di vendite) ma immeritevole di stare nel disco.

Per la stesura dei brani inediti la Michielin si avvale, qua e là, delle collaborazioni con l’hitmaker Dario Faini, Tommaso Paradiso, Calcutta e Cosmo, dando ragione del fatto che se si mischia il mainstream con l’indie di tendenza i risultati possono essere notevoli e differenti dalle solite solfe radiofoniche.

francesca michielin
Crediti foto Letizia Ragno

Il significato di “2640” ci viene spiegato subito nel brano di apertura “Comunicare”, scritto di getto durante una pausa di 2 ore passate in Conservatorio, che si apre con una registrazione a presa diretta per strada in cui la cantante ci racconta di essere nata a Bogotà, capitale della Colombia situata a 2640 metri sul mare e che quindi sua madre, per questo motivo, la prende in giro dicendo che  è sempre con la testa tra le nuvole; a seguire parte subito la base del brano (e questa soluzione di arrangiamento, semplice ma efficace, non è una fesseria che si ascolta ovunque) ricco di racconti autobiografici e sciorinamento di pensieri su un ritmo coinvolgente e accattivante, dandoci prova dei mille contatti multiculturali dell’artista.

Questa idea di Sudamerica e di etnie mischiate (tutto derivante dal fatto che la Michielin è cresciuta nel quartiere multietnico di Bassano Del Grappa) aleggerà più o meno in tutto il lavoro, ad esempio nel titolo ( e solo qui) del secondo brano “Bolivia” che parla della voglia di cambiare vita in un posto esotico e dallo stile di vita differente dal nostro. Un buon brano di Pop immediato e di moda che si candida come prossimo singolo.

Proseguendo tra le tracce si esplica pian piano la personalità della Michielin fatta di insicurezze, introspezioni, malinconie, temporanee mancanza di autostima, nostalgie ma anche passione per il calcio e la Formula 1, descrivendo nel complesso una ragazza ventenne molto più incline a felpa,Tv e cioccolata calda che Caipiroska e notti brave: ne sono un esempio “Noleggiami ancora un film”, di notevole qualità compositiva Pop e dal respiro internazionale, seguita dalla riuscitissima “Io non abito al mare” (già secondo singolo estratto a Dicembre), brano dalle atmosfere estremamente malinconiche che grazie all’apporto di Calcutta lo rendono uno tra i migliori del 2017 e forse dell’intera (seppur ancora breve) carriera della nostra artista, certamente di una qualità superiore a tutto quello che circola oggi, comunque efficacissimo come lo è anche “Tropicale” che la segue, probabilissimo singolo estivo che a dispetto di un sound latino-americano prosegue il discorso emozionale già delineato dalle tracce precedenti e che sicuramente lo renderà differente dal resto, concedendoci giusto un attimo di respiro dalle ridondanti e martellanti playlist da ascoltare sotto il sole (di Riccione e non solo).

Citazione non casuale, infatti Tommaso Paradiso (ormai onnipresente) collabora al testo della più melodica e tradizionale “E se c’era”, un altro dei momenti felici dell’album che insieme alla successiva “Scusa se non ho gli occhi azzurri” sono una parentesi più “quieta” giustamente inserita a metà album per evitare che lo stesso risulti monocorde (e poi in Italia questo stile piace sempre, e menomale che sia così).

Skippando velocemente la già citata “Vulcano” non merita tanta attenzione neanche “Due galassie”, musicalmente scontata e troppo riconducibile a ciò che già c’è in giro ma giustificata dal fatto che un disco è fatto di alti e bassi e anche di scelte più appetibili per il pubblico di massa.

francesca michielin

La retrocessione del Vicenza come metafora di vita ispira la decima traccia “La Serie B”, che seppur non spiacevole nelle sue armonie e arrangiamenti tra il moderno e il tradizionale rischiano di rattristire eccessivamente l’andazzo generale del lavoro in chiusura; forse proprio per questo ecco arrivare “Tapioca”, con la collaborazione di Cosmo negli arrangiamenti, dal puro stile etno-pop sacro come il pane in questo periodo: il ritornello, infatti, è un canto tradizionale ghanese che significa “Per ringraziarti suonerò ancora più forte”, e una chicca di questo genere (soprattutto per gli amanti della World Music in generale) è assolutamente da non perdere.

A chiudere “2640” ci pensano un brano in Inglese, “Lava”, che altro non è se non una quasi palese copiatura di meg-hit statunitensi, seguita da una chiusura (ormai scolastica) del  piano-voce di Alonso, a rinconferma delle passioni sportive della Michielin.

In definitiva un disco che sicuramente riconferma le grandi doti interpretative di questa giovane ragazza e regala speranze per un’evoluzione più sana e una direzione più ricercata del Pop italiano, meno omologato e più incline a una ricerca a 360° grandi di suoni e influenze esterofile. Promette bene in prospettiva del prossimo album.

francesca michielin

Tracklist e voti a “2640” di Francesca Michielin

01 – “Comunicare” (F. Michielin) – 8
02 – “Bolivia” (F. Michielin) – 7
03 – “Noleggiami ancora un film” (F. Michielin/D. Faini) – 8
04 – “Io non abito al mare” (F. Michielin/Calcutta) – 10
05 – “Tropicale” (Calcutta/F. Michielin) – 8
06 – E se c’era…” (T. Paradiso/D. Faini) – 8
07 – “Scusa se non ho gli occhi azzurri” (F. Michielin) – 8
08 – “Vulcano” (F. Michielin/D. Faini) – 4
09 – “Due galassie” (F. Michielin) – 4
10 – “La serie B” (F. Michielin/Calcutta) – 7
11 – “Tapioca”(F. Michielin/Calcutta/Cosmo) – 10
12 – “Lava” (F. Michielin/D. Faini) – 4
13 – “Alonso” (F. Michielin) – 6

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