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Jovanotti: “Oh, Vita!” è una “Mediterralia”, un manifesto culturale simile alla “Tropicália”

Jovanotti e il suo "Oh,Vita!", ultimo album appena pubblicato, è da considerarsi un "Mediterralia", perchè sembra simile al movimento culturale "Tropicália" di Caetano Veloso.

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di Franco Cava 

Jovanotti, in “Oh,Vita!” influenzato dal movimento culturale “Tropicália”.

Vorrei dire la mia sul nuovo album di Jovanotti e lo vorrei fare per dare ai critici, che non hanno trovato questo disco “buono” (leggi recensione a cura di Karin Voch), un’altra prospettiva da cui guardarlo per poi meglio capire.

Io sono di Rio de Janeiro, in Brasile, e Jova ha prodotto due miei dischi. Tra le altre anche io ho dato un piccolo contributo in questo ultimo progetto di Lorenzo, un articolo nel libro “Sbam”.

Fatta la dovuta premessa vorrei cominciare con un parallelismo:  per “spiegare” i contenuti di tutto l’album “Oh,Vita!”, vorrei citare il “Tropicalismo” (conosciuto anche come Tropicália, o movimento tropicalista, un movimento musical-culturale sviluppatosi in Brasile negli anni ’60) di Caetano Veloso, un manifesto culturale che portò ad una rivoluzione musicale che cambiò il Brasile. Era una sorta di mosaico nazional-popolare futuristico che mescolava samba, musica tamarra e chitarre rock’n’roll.  Il “genere” che uscì da questa “miscelanza” scavalcò le frontiere del Brasile e nel tempo conquistò artisti come Beck, David Byrne, Devendra Bahard e tanti altri.

Tutto questo per dire che le grandi rivoluzioni e i cambiamenti sono silenziosi e spesse volte, soprattutto all’inizio, non sono apprezzati, ma anzi criticati se non persino odiati, così come successe all’epoca per la “Tropicália”.

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Crediti Foto Vanity Fair

Vista da questa prospettiva, il nuovo album di Jovanotti proclama, forse anche involontariamente, la sua “Mediterralia” (neologismo che crea un’assonanza con il termine “Tropicália”, un termine che prende come riferimento la “mediterraneità dell’Italia” per formulare una “parola” che indichi, anche per l’Italia, quello che fu la Tropicalia per il Brasile) perchè crea una sorta di “post – tropicália- italiana” che musicalmente rappresenta una Italia che guarda il mondo con un suono, una musica, che potrebbe sembrare “Colonizzata” (magari per la presenza di un produttore straniero come Rick Rubin), ma che in fondo, a ben vedere, é invece da considerarsi “Colonizzatrice“.

Mediterralia” può essere benissimo considerata un manifesto culturale-musicale che mescola la chitarra e il mandolino senza snobbare la possibilità di cantare, ad esempio, anche un Nino D’Angelo primi anni ’80, ed in quest’ottica rientra l’ospitata di Toto Cutugno l’altro giorno al Jova Pop Shop. Due mondi, quello di Cutugno e Jovanotti che possono sembrare agli antipodi (anzi lo sono), ma quello che è importante sottolineare é un atteggiamento, anzi “L’ATTEGGIAMENTO”, non solo musicale, ma anche culturale, sociale e, perchè no, anche politico.

La “Mediterralia” di Jovanotti, nel suo nuovo album, la trovi nel brano intitolato “Sbagliato“, una sorta di matrimonio tra il liscio alla Casadei e la chitarre alla Johnny Crash; nel brano “In Italia“, dove invece trovi una sorta di inno ai “Mondiali della Tolleranza” di un mondo senza frontiere (se ci fosse).

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by Maikid

Il video della canzone “Oh vita!”, ad esempio, é un amarcord Felliniano con tanto di pizza, gelato e Vaticano.

Il disco respira il cantautorato italiano con accenni umanistici alla De Andrè (vedi il brano “Ragazzi per strada”), e in qualche brano c’è anche il dolce disincanto alla Battisti (vedi il brano “Navigare”), come c’è, inoltre, anche una chitarra latina che invita a guardare al “sud” come nel brano “Affermativo”.

Insomma, per fare un esempio esemplificativo, questo è un disco che mette insieme un film della Marvel (“Sbam”, “Fame”, “Viva a libertà”) con un film impegnato di Godard.
“Oh, Vita!” é l’Italia che non muore, é l’Italia sulla luna (viva l’Italia!).

Forse il secondo singolo dell’album sarà “Le Canzoni”… e concludo citando proprio il testo di questa canzone:
le canzoni non devono essere belle, devono essere stelle , illuminare la notte e far ballare la gente“.
Questo disco potrebbe chiamarsi “Futura”.

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