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PREMIO L’AUTORE Il mestiere della musica – FINALE: VINCE MARTINA VINCI

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di Claudio Ramponi

E si è arrivati alla fine dell’avventura del “Premio L’AUTORE – Il mestiere della musica” organizzato dalla Edizioni Curci Music Publishing e dall’ Officina della Musica e delle Parole (organizzazione no profit ideata da Alberto Salerno), in collaborazione con Centro di formazione musicale Art&Musica.
La serata finale della 1ma edizione del Premio è stata presentata da Francesco Rapetti Mogol.

Gli otto finalisti (su oltre 350 partecipanti) si sono esibiti con due brani a testa e sono stati valutati da una giuria presieduta da Mara Maionchi e composta da Claudia Mescoli, Gramitto Ricci, Alberto Salerno, Andrea Zuppini, Luca Chiaravalli, Tony Bungaro, Dario Giovannini e Niccolò Agliardi.

premio

Al vincitore è stato offerto un contratto in esclusiva, per un anno, con la Curci Edizioni.

Si comincia con Francesco Camin, 29 anni da Trento, ingegnere forestale e cantautore ecologico. Si accompagna con la chitarra, voce garbata, buone dinamiche, propone due accattivanti brani, il primo intitolato “Dovrei”, cui fa seguito “Tasche”, ancor più interessante del precedente, sia come testo che come musica.

Martina Lo Visco, 20 anni da Avellino, canta su base “Fuori piove”, brano lento con introduzione di pianoforte, voce potente, ma poco dinamica; brano musicalmente già sentito, costruito su un giro di accordi in tono minore, con basso che scende sui gradi della scala minore naturale. Segue “Lettera”, in stile disco anni ’70, sempre in tono minore ma col basso che si muove in modo contrario rispetto al precedente, sulla falsariga di Hot Stuff di Donna Summer.

Andrea Sandoni, 30… e 7 anni da Cento (FE), presenta “Non è mica niente”. Ottima interpretazione con buon controllo della voce per un brano lento, a metà strada fra Baglioni e Cremonini. Secondo brano “Oltre il buio le parole” in cui l’influenza degli Stadio è abbastanza evidente anche nel modo di cantare che ricorda, nelle inflessioni, Gaetano Curreri.

Francesca Xefteris, 34 anni, romana di origini greche, già vista ad X Factor, presenta “Per sempre”, brano fresco ed interessante, molto ben costruito, cantato con voce appena un po’ roca ma sussurrata che alterna tensione e rilascio, lasciandosi così ascoltare volentieri.
“Il primo giorno d’estate” più lento, su un ritmo binario alla Neil Young, con la melodia che parte sommessa per poi esplodere giocando con salti di sesta, ottava e nona nel refrain, anche questo molto ben costruito che tiene alta la soglia d’attenzione dell’ascoltatore fino alla fine.

Federico Sapia, 27 anni da Novara, molto emotivo, usa la musica anche a scopo terapeutico.
Canta “Mappa perfetta” su una base di pianoforte, brano che nella strofa poco si discosta dai gradi fondamentali del tono maggiore (I-IV-V con un’apertura sul VI che risolve sul IV minore, tutto già sentito, ma gradevole).
“Il giorno che non t’aspettavi”, un brano in 6/8 in cui si avverte l’influenza di Samuele Bersani.

Martina Vinci, 24 anni da Genova, alterna canto e composizione all’attività di insegnante, principalmente con i bambini.
Canta “Portami con te”, un pop anni ’80 con repentine accelerazioni di note ribattute nella parte melodica ed un finale fischiato a smorzare.
Il secondo brano s’intitola “Mio”; la voce passa nello harmonizer all’inizio della strofa. Anche questo brano ricorda certa musica Elettro pop anni ’80 con arpeggi di tastiere e note di piano sulle ottave alte, che si alterna a marcando ritmicamente i quarti.

Alessandra Machella, 31 anni da Roma anche se di origini marchigiane, si esibisce accompagnandosi con la chitarra.
Inizia con “Andiamo a ballare” introdotta da una chitarra ritmica alla Pink Floyd (Another brick in the wall); mille parole al minuto nella strofa per poi sfociare nel refrain “nessuno vuole l’amore e allora andiamo a ballare“.
“Mi torni in mente tu”, invece, è una ballata lenta, caratterizzata da accordi di quarta sospesa, gradevole, ma risaputa.

Enrico Zoni, 23 anni, bolognese, ispirato dai cantautori della sua città (Dalla, Carboni, Cremonini).
Il primo brano, “Loop”, in effetti li ricorda un po’ tutti, anche se ben rimescolati, con l’aggiunta di un pizzico di Stadio.
Un po’ macabro, ma rimane sicuramente in testa il refrain che recita: “Ho una bici sul burrone e voglia di buttarmi giù“.
“Novità” è un brano un po’ più soft, dice lui nella presentazione; evidente l’influenza di Cesare Cremonini, mentre il refrain ha qualcosa di “What’s up” dei 4 Non Blondes .
Molto buoni gli arrangiamenti, curati dallo stesso Enrico e dal suo batterista.

premio

A questo punto si sono esibiti tutti gli otto finalisti.

Alfredo Bonaccorsi, autore del “Nuovo Dizionario Musicale Curci” e di “Elementi di forme musicali” (sempre edito da Curci), interpellato da Mogol jr. e pur riconoscendo la buona qualità dei brani ed il buon livello di preparazione dei finalisti, spiega che la giuria dovrà privilegiare gli autori puri (che sono il target della manifestazione) rispetto a quelli caratteristicamente più cantautoriali.

Alberto Salerno sottolinea che per regolamento i brani dovevano essere contenuti nella durata di tre minuti.

Claudia Mescoli dice che, avendoli già ascoltati nelle semifinali, ha il vantaggio di conoscere meglio sia i brani che gli autori.

La giuria si ritira per deliberare. Intanto vengono fatte interviste condotte da Mogol jr, e foto ricordo per i finalisti tutti insieme sul palco.

Rientra la Giuria, la parola a Mara Maionchi, la quale ribadisce che, anche se ci sarà un solo vincitore, il livello è stato molto buono e sicuramente ci saranno buone opportunità per tutti i partecipanti.

Apre la busta Mogol jr…… Oooooooohhhhhhh “The winner is: MARTINA VINCI! (Beh, con quel nome…).

Complimenti a Martina anche da tutti noi di FareMusic.

 

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