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SPARI SU UN CONCERTO AD UN FESTIVAL COUNTRY A LAS VEGAS: MOLTI MORTI E FERITI

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di Mela Giannini

Si è consumato un dramma a Las Vegas alcune ore fa, durante un concerto al Route 91 Harvest Festival, un importante evento musicale country che dura tre giorni. Sul palco stava suonando uno dei più importanti artisti country americani, Jason Aldean, che ovviamente, appena sentiti gli spari, ha interrotto il concerto. Queste le sue dichiarazioni:

Quello che è successo stanotte è più che orribile. Ancora non so cosa dire ma voglio che tutti sappiano che io e la mia band siamo al sicuro. I miei pensieri e le mie preghiere vanno a tutti quelli che sono rimasti coinvolti. Mi fa male al cuore che questo sia accaduto a qualcuno che era venuto a trascorrere quella avrebbe dovuto essere una serata di divertimento”.

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Un uomo, una sorta di cecchino, che si era piazzato dietro una finestra della sua camera (in cui sono state ritrovate una decina di armi) del 32esimo piano del Mandalay Bay Hotel (l’ottavo albergo più grande del mondo con più di tremila camere, 24 ascensori e un casinò ) ha sparato sul pubblico con un’arma automatica, un fucile mitragliatore, uccidendo quasi 50 persone e ferendone oltre cinquecento. Tra le vittime ci sono anche alcuni agenti di polizia fuori servizio e una guardia giurata che lavorava al Mandalay Bay Hotel.

Dopo la sparatoria, la strada più importante di Las Vegas, la Strip, è stata chiusa all’altezza del Mandalay Bay. Chiuso anche l’aeroporto McCarran di Las Vegas, e alcuni voli sono stati deviati.

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L’aggressore è Stephen Paddock, pensionato di 64 anni che si è suicidato dopo l’attacco. Si sa che quest’ultimo era residente della città di Las Vegas e che, secondo la polizia locale, abbia agito da solo, anche se le autorità sulle prime hanno cercando Mary Lou Danley, una donna asiatica di 62 anni, cittadina australiana, pensando fosse complice della sparatoria. Ma la donna, rintracciata dalla polizia, ha dimostrato che al momento della strage era fuori dal Paese. Non si conosce invece il movente dell’aggressione, ma si esclude il terrorismo, anche se l’ISIS ha colto l’occasione per rivendicare l’attacco.

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Stephen Paddock, come lo descrive il fratello, era stato sempre un uomo tranquillo. Dal 2013 viveva in una casa di sua proprietà nel complesso residenziale per over 55 a Mesquite, alle porte di Las Vegas. In passato aveva vissuto in Texas e California. Il padre invece, Benjamin Hoskins Paddock, uno “psicopatico” con “tendenze suicide”, era noto alle autorità perchè era stato in passato un rapinatore di banche e un fuggitivo da un carcere federale del Texas dove stava scontando una condanna a vent’anni. Ma Stephen, il figlio, non aveva mai dimostrato tendenze omicide o suicide, era stato sempre un soggetto assolutamente tranquillo, che amava i casinò.

Lo sceriffo Joe Lombardo ha riferito alla stampa quanto segue:
Al momento riteniamo che si sia trattato di un’azione solitaria, un’azione da lupo solitario

Invece la sindaca di Las Vegas, Carolyn Goodman, a mezzo social invita a pregare e ringrazia chi si è prodigato per i primi interventi.

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