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SAVE THE GUITAR – L’epoca della chitarra sta morendo?

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di Roberto Manfredi
Eric Clapton ha annunciato il ritiro dalle scene live con una frase drammatica:

L’epoca della chitarra sta morendo”.

Pessimismo cosmico a parte può darsi che “slow hand” abbia ragione, dato che contemporaneamente le storiche aziende Fender e Gibson hanno reso pubblici i loro deficit disastrosi. Anche Pete Townshend, che è uno che va a letto con la chitarra, ha annunciato almeno un anno sabbatico, lontano dalla musica.

Sono notizie che fino a qualche anno fa avremmo preso come bufale del web, invece sono purtroppo vere.

Sinceramente non riesco a immaginare un gruppo pop-rock senza un chitarrista che imbracci una Fender o una Gibson, ma pare che in futuro prossimo questo accadrà sicuramente. Le regine del rock finiranno nei musei di strumenti musicali insieme alle spinette e ai clavicembali e forse anche la figura di Eric Clapton finirà nei musei delle statue di cera.
Queste notizie sono un pugno nello stomaco a tutti coloro che immaginavano un rinascimento della musica vintage. Un ritorno alla musica fatta da strumenti veri e non da loop programmati. Un ritorno all’ascolto analogico, alla ripresa della produzione dei vinili fino al nuovo boom dei concerti live.

E se invece fossero tutti e solo dei colpi di coda, prima dello schianto finale?

Ovviamente ci auguriamo di no, ma i segnali non promettono nulla di buono. Ogni epoca storica, ogni evoluzione industriale, ha prodotto cambiamenti e innovazioni ma anche imposto disastri economici globali. Intere categorie professionali, nonché prodotti fisici sono stati spazzati via in pochi anni. Nell’epoca analogica, i trattori toglievano il lavoro ai buoi e ai cavalli. Nell’epoca digitale invece, i software e i pc tolgono il lavoro all’uomo. Musicalmente parlando, se le app e le nuove tecnologie digitali spazzano via mestieri come quelli dei copisti, trascrittori, accordatori fino addirittura ai musicisti. Allora diventare sordi, potrebbe avere anche una valenza positiva. Non è quindi solo un fatto industriale, ma soprattutto culturale.

Qualcuno ha deciso che la storia ha ormai poca importanza. Se ne può fare a meno. Cascano le cattedrali, le chiese i templi? Chi se ne frega! Via le macerie e spazio ai posteggi o ai centri commerciali. Non si vendono più le chitarre elettriche? E allora? Se si sono estinti i mandolini, possiamo fare a meno anche di quelle. Tanto c’è sempre un’app che con il cellulare ti consente di riprodurre il suono di Jimi Hendrix. E’ tutto più comodo e portatile. Diventi un virtuoso senza conoscere una sola nota.

Come si ferma questo olocausto artistico e industriale?

La risposta è nelle mani delle nuove generazioni. Sta ai ragazzi convincere i loro papà a comprare una Fender o una Gibson. Sta ai ragazzi imparare a suonare fisicamente uno strumento. A sogghignare in faccia a un deejay, quando quello dice: “Sto andando a suonare”. Sta ai ragazzi capire che la musica non deve essere ostaggio della canzone e del canto, perché anche il suono di un tamburo può offrire un’emozione. Sta ai ragazzi innamorarsi dell’ascolto, quello vero, dove si distinguono le frequenze, i bassi che ti fanno vibrare lo stomaco e le alte che ti fanno volare la testa. Sta ai ragazzi appassionarsi di musica. A vedere negli strumenti musicali oggetti d’arte, non soprammobili d’antiquariato. Sta alle nuove generazioni impazzire di gioia per i suoni prodotti dalle loro mani, dal loro fiato, accarezzando corde, soffiando e respirando negli ottoni e nei legni, battendo pelli o metalli.

Il vecchio e il nuovo non esistono. Esiste il tutto, insieme, dentro. Salvando la chitarra elettrica non salviamo la memoria o la nostalgia, salviamo noi stessi. Eric Clapton se vuole può anche appenderla al chiodo, ma non può invitare i suoi figli o nipoti a farlo.

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Roberto Manfredi
Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc… Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7. Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA - Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice. Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

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