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Caparezza torna con “Prisoner 709”, l’album degli opposti – Conferenza Stampa

Caparezza alla conferenza stampa di presentazione del suo nuovo album "Prisoner 709", che si rifà all’Esperimento della prigione di Stanford

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di Paola Maria Farina

È uscito il nuovo progetto discografico di Caparezza, Prisoner 709 (Universal Music), un album che sguscia al di fuori dai canoni della concezione contemporanea di disco.

Ben lontano dall’essere una playlist scorporabile con una serie di tracce spesso alla rinfusa, l’album di Michele Salvemini (vero nome di Caparezza) disegna una precisa traiettoria non lineare attraverso l’indagine di sé.

L’ascolto che viene richiesto è, volenti o nolenti, un’immersione completa nelle sedici tracce in cui le prigioni interiori ed esteriori si costruiscono, si sfaldano, cambiano aspetto, ingannano, ergono nuovi muri e ne infrangono altri.

Il percorso di Caparezza risulta, così, claustrofobico, buio e insieme acceso, caleidoscopico ma anche tremendamente lucido. Un album sulla prigionia, lo chiama l’artista, che gioca costantemente nel ruolo bipolare di innocente e colpevole, interrogandosi ogni volta sul senso delle parti.

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Gli opposti e la prigionia dei ruoli

«Più che un concept album, mi piace definire questo lavoro come un album tematico», racconta l’artista in conferenza stampa. Giornalisti disposti in cerchio attorno a lui, vittima e carnefice di sé, Caparezza presenta un disco che mette al centro l’io, diviso tra i poli opposti di scelte che coinvolgono in ciascuna traccia tutto e il contrario di tutto.

In un intreccio indissolubile di citazioni e riferimenti (filosofia, letteratura, spiritualità, fantascienza, psicologia), gli inediti di Prisoner 709 quasi stordiscono l’ascoltatore. Certamente, l’effetto di immedesimazione  è assicurato grazie a un vortice di rime in corsa in cui il racconto si svolge rapido, incalzante.

La scelta del bianco e nero, in contrapposizione all’esplosione di colori della copertina di Museica – scrive il musicista – è dovuta al bipolarismo del progetto ed è perfetta per raccontare come ho visto il mondo in questo anno e mezzo di composizione.

Dopo i colori di Museica, Caparezza affronta così i suoi dilemmi in un lavoro completamente in bianco e nero. Scelta significativa, questa, che deve essere riportata proprio al concetto di disco inteso alla vecchia maniera. Perché la sequenza dei brani non è casuale: il dualismo cromatico si mantiene allargandosi alle ombre e ai chiaroscuri per arrivare solo alla fine a uno spiraglio di sollievo.

Così, la prima e l’ultima traccia, sono di fatto la medesima ma sono anche altro. Un inizio e una fine che si sfiorano e vanno oltre: dall’angoscia iniziale del non riconoscimento in Prosopagnosia all’accettazione della condizione di disagio che porta a Prosopagno sia!. E il gioco di parole conferma un peso che va ben al di là del flow fine a se stesso.

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Chi è Prisoner 709? 

La storia di questo album affonda le radici nel 2015, quando Michele viene colpito da acufeni. “Per diversi mesi mi sono classicamente chiesto perché proprio a me – scrive Caparezza nel suo antefatto a Prisoner 709 – Me lo sono chiesto perché ho concentrato tutta l’esistenza sulla musica come fossi un predestinato, come se nulla potesse accadermi, almeno fino a questo colpo di scena. Nell’arco della mia vita centinaia di scelte diverse mi avrebbero portato in centinaia di direzioni e oggi avrei potuto essere l’esatto opposto di ciò che presumo io sia. E invece, anche stavolta sono tornato a scrivere.

Da qui, dunque, si dipana la spirale del disco in cui, continua Salvemini, tutto gira intorno a tre cifre:

Il ruolo centrale di questo disco è lo zero che ha la forma del disco stesso e che rappresenta la scelta tra una parola di 7 lettere e una di 9 (Es: Michele o Caparezza). Ogni traccia di questo disco ha un suo 709 (“libertà o prigionia”, “aprirsi o chiudersi”, “compact o streaming”). L’album è un percorso di autoanalisi che parte da una situazione di disagio […] ed arriva alla sua accettazione […] .

I brani sono 16 (la somma di 7 e 9) e ciascuno di essi rappresenta un capitolo del carcere mentale (“il reato”, “la pena”, “l’ora d’aria”, “la lettera”, ecc..) da cui tento di evadere. 

Artista libero o prigioniero di un ruolo? Caparezza si ispira all’Esperimento della prigione di Stanford dello psicologo Philip Zimbardo e si interroga sulla condizione umana personale. Toccando, di fatto, la vita di tutti noi.

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709: capitoli e opposti traccia per traccia 

Numerologia ed esistenzialismo sono il cardine di Prisoner 709, per il quale Caparezza ha individuato titoli e opposti creando un tessuto definito che lega ogni traccia.

Ecco l’album traccia per traccia secondo la visione dell’artsita:

  1. Prosopagnosia John De Leo

Capitolo: il reato
709: Michele o Caparezza

  1. Prisoner 709

Capitolo: la pena
709: compact o streaming

  1. La caduta di Atlante

Capitolo: il peso
709: sopruso o giustizia

  1. Forever Jung DMC

Capitolo: lo psicologo
709: guarire o ammalarsi

  1. Confusianesimo

Capitolo: il conforto
709: ragione o religione

  1. Il testo che avrei voluto scrivere

Capitolo: la lettera
709: romanzo o biografia

  1. Una chiave

Capitolo: il colloquio
709: aprirsi o chiudersi

  1. Ti fa stare bene

Capitolo: L’ora d’aria
709: frivolo o impegnato

  1. Migliora la tua memoria con un click Max Gazzé

Capitolo: il flashback
709: ricorda o dimentica

  1. Larsen

Capitolo: la tortura
709: perdono o punizione

  1. Sogno di potere

Capitolo: la rivolta
709: servire o comandare

  1. L’uomo che premette

Capitolo: la guardia
709: innocuo o criminale

  1. Minimoog John De Leo

Capitolo: l’infermeria
709: graffio o cicatrice

  1. L’infinito

Capitolo: la finestra
709: persone o programmi

  1. Autoipnotica

Capitolo: l’evasione
709: fuggire o ritornare

  1. Prosopagno sia!

Capitolo: La latitanza
709: Libertà o prigionia

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Il tour

Dopo l’uscita dell’album, per Caparezza si apre la fase di preparazione e allestimento del tour che l’artista vorrebbe fosse un’esperienza di libertà e prigionia per lo spettatore. Al via a novembre 2017 nei palazzetti, la tournée vede questo calendario:

17 novembre –  Ancona, PalaPrometeo Estra
18 novembre – Bari, PalaFlorio
24 novembre – Firenze, Mandela Forum
25 novembre – Bologna, Unipol Arena
28 novembre – Napoli, Palapartenope
29 novembre – Roma, PalaLottomatica
1 dicembre – Montichiari (BS), PalaGeorge
2 dicembre – Padova, Kioene Arena
6 dicembre – Milano, Mediolanum Forum
7 dicembre – Torino, Pala Alpitour

I biglietti sono disponibili tramite i circuiti di vendita tradizionali.

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