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Cheese Fake: Come truccare le vendite album e biglietti per i Live

La MISTIFICAZIONE delle vendite dei dischi coinvolge tutti, compreso i media e i fruitori. E lo stesso vale per i biglietti dei concerti.

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di Roberto Manfredi

Giorni fa quelli de Le Iene hanno mandato in onda un servizio esemplare spiegando come possono essere manovrate le vendite album, come si fa ad arrivare nella Top Ten delle vendite digitali discografiche e iTunes, spendendo una cifra abbordabile, dai 100 ai 700 euro circa.

Se pensiamo che trenta o quarant’anni fa per partecipare a Sanremo certi artisti, o impresari, cacciavano dai venti ai cinquanta milioni di lire, la “truffa” è a buon mercato, perché sempre di “truffa” si tratta. Intendiamoci è “truffa” legale, perché le vendite ci sono ma non di singoli utenti. Infatti, se compri un disco in un normalissimo web shop, non puoi comprarlo due o più volte perché il sistema ti blocca.

Ma esistono servizi on line dalla natura misteriosa che aggirano il blocco per poter comprare download a pacchetto risultando però utenti singoli.

Così opera infatti Autobuy, un servizio di vendite album digitali non particolarmente gradito dalle major. Insomma un pacco, anche se legale, ma con il trucco. Le iene hanno prodotto un singolo unz unz orribile, “distribuito” da un’etichetta fantasma e dimostrato, pagando non più di 67 euro, come scalare le classifiche con un disco che nessuno ha mai ascoltato né in radio, né in tv.

Fantastico.

Con 2700 euro circa arrivi primo in classifica e così, per la curiosità, la gente il disco va ad ascoltarselo per la prima volta e comincia a comprarlo sul serio.

Il meccanismo in realtà è vecchio come il cucco. Negli anni settanta, qualche promoter o produttore di un artista, ordinava  un po’ di copie in giro per far credere alla casa discografica che c’era qualche movimento interessante nei negozi di dischi, e così aveva un motivo per convincere i discografici a investire nella promozione. Il trucco a volte funzionava, altre volte no. Allora le prenotazioni nei negozi non si pagavano. Le carte di credito non esistevano, né si firmavano ordini di acquisto. Il negoziante riceveva la prenotazione dal “cliente”, inoltrava la richiesta alla casa discografica e una volta ricevuti i dischi li metteva da parte aspettando che il cliente  venisse a ritirarli e a pagare. Ma il cliente non si vedeva più. Le copie così rimanevano nel negozio, o se invendute tornavano al mittente dopo varie settimane, ma comunque il disco girava nei negozi.

Oggi con la vendita digitale è tutto più facile e diretto, basta pagare, e neanche tanto, dato che un certo Steve Jobs una mattina si svegliò pensando che un disco singolo potesse valere pochi centesimi.

“E’ un mondo difficile” cantava Tonino Carotone, difficile ma anche di merda.

La grande torta del falso, il fake istituzionalizzato, oggi funziona anche nei live. I sold out sono gonfiati a dismisura con vari trucchetti studiati ad arte, come vendita all’ingrosso di biglietti scontatissimi alle aziende, che poi li regalano ai loro dipendenti, o ancora su simulazioni visuali che danno l’impressione di un autentico pienone. Basta mettere un palco in mezzo, guadagnando una forte metratura nel retropalco, che poi viene oscurato da teloni neri, in modo da restringere la capienza di almeno un terzo dei posti a disposizione. Si crea così l’effetto del pienone ma non nella capienza reale.

E così gruppi o artisti che hanno un pubblico ristretto di pochi fan reali, finiscono col suonare nei Palasport dimezzati, che però risultano pieni, ma con magri incassi. Capita così che i bimbiminkia, o i seniorminkia, o le tardominkia, o le milfminkia, il giorno dopo raccontano che il Palasport era pieno e così si promuove un successo che in realtà è un flop mascherato.

Bello no?
Forza ragazzi infilate il gettone… Altro giro, altro inganno, la corsa continua.

Tutto questo ci induce a una riflessione, cruda e disarmante insieme. Stiamo vivendo in un’epoca dove la verità è sempre più criptata. Tra fake news, operazioni commerciali gonfiate, trucchi da furbetti del quartierino, non sappiamo neanche distinguere un successo reale.

Si ritorna al tempo delle manifestazioni, in cui gli organizzatori litigavano con la questura sul numero dei partecipanti. A dispetto dei numeri, nessuno calcola più i metri quadrati di una piazza o di un palasport, così si sparano alla cieca presenze assurde o totalmente false. Il resto lo fanno gli articoli e i post sul web che promuovono l’inganno. E la MISTIFICAZIONE è compiuta.

Questo meccanismo coinvolge tutti: operatori, promoter, pubblico, media, artisti. Siamo tutti complici di questo ELOGIO AL FALSO.

Viene in mente il famoso motto di Lenny Bruce : “la realtà è ciò che è, non ciò che dovrebbe essere”. Peccato siano passati oltre cinquant’anni da quando lo pronunciò per la prima volta su un palco di un night club.
Meditate gente, meditate.

 

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Roberto Manfredi
Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc… Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7. Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA - Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice. Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

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