Home Le pillole di A. Salerno The Canova’s Cold Case

The Canova’s Cold Case

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di Alberto Salerno

Dunque, nel lontano 1990 Leandro Barsotti, che producevano per la BMG, ci fece conoscere Michele Canova, dicendoci che, secondo lui, era un tipo interessante da utilizzare in studio. Così lo conoscemmo, facendolo venire a Milano per un appuntamento.

Aveva già un suo bel caratterino, ma ci piacquero le sue idee, i suoi provini con delle ritmiche insolite, diverse da quelle che si sentivano in giro. Sapevamo però che non era in grado di stare da solo in studio di registrazione, così chiamammo Claudio Guidetti al quale affidammo il disco di Barsotti che avrebbe contenuto “Voglio che mi ami” che sarebbe poi diventato un grande successo radiofonico, e in seguito “Mi piace“.

Ma non è di Barsotti che vi voglio parlare, bensì di Canova. Dunque, Guidetti e Canova si misero insieme in sala di registrazione. Guidetti preposto all’esecuzione delle chitarra acustiche, elettrice e alle tastiere, Canova alle ritmiche che si inventava con il computer. In seguito, fu poi chiamato il grande Lele Melotti per suonare la batteria dal vivo, sulle orme però di quello ideato da Canova. La collaborazione fra Guidetti e Canova finì lì per il momento, e una volta terminato il contratto con Barsotti, di Canova perdemmo ogni traccia.

Ci venne in mente di richiamarlo molti anni dopo, quando ci capitò Tiziano Ferro. Lo convocammo perché volevamo fargli fare un tentativo con un pezzo che si chiamava “L’Olimpiade”. Quello che ci fece sentire ci elettrizzò e decidemmo di affidargli gli arrangiamenti dell’album “Rosso relativo“. Il resto e’ storia nota.

Vi chiederete perché vi ho raccontato tutto questo. Bene, ve l’ho raccontato perché se non ci fossero stati il sottoscritto e la signora Mara Maionchi il Canova sarebbe ancora a Padova a fare i suoi provini.

Naturalmente questo non toglie nulla ai suoi meriti, ma mi chiedo, visto che ora produce quasi tutti i dischi italiani, cosa avrebbero fatto i cari discografici se non gli avessimo noi fornito uno come lui? Possibile che in quasi 30 anni non siano riusciti a trovare qualche alternativa?

Mistero del Canova’s Cold Case, di cui presto uscirà una fiction televisiva (Oh, sto scherzando, naturalmente, tanto il Canova da Los Angeles non si sposterà sicuramente).

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