Home Le pillole di A. Salerno Festival di Sanremo: Impressioni… terza serata

Festival di Sanremo: Impressioni… terza serata

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di Alberto Salerno

Ed eccoci alle “impressioni” sulla terza serata del 76° Festival di Sanremo, serata di cover, ripescaggi e dell’ultima batteria, composta da 4 artisti, della sezione Sanremo Giovani.

Nuove proposte

Maldestro – Il pezzo non è male, lui è un personaggio ma vocalmente non sembra molto dotato. Però va in finale.

Tommaso Pini – Ha un pezzo allegro ma non fortissimo, forse la coreografia alle sue spalle fa perdere l’attenzione su di lui. Le giurie lo bocciano.

Valeria Farinacci – Molto carina, elegante, voce piacevole, forse il pezzo verso la metà arranca un po’ e risulta ripetitivo, un colpo d’ala avrebbe aiutato. Non passa.

Lele – Pezzo pop, nel senso di popolare, che attacca subito e non ti molla. Il testo ne limita l’impatto ma lui funziona. E si guadagna la finale.

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Campioni, o Big… come vi pare.

Al Bano – Pezzo superlativo in cui lui non riesce a entrare, perché proprio non fa parte del suo DNA.

Fiorella Mannoia – Perfetta sul pezzo di De Gregori, naviga tranquilla nel suo mare senza problemi e arriva in porto vincente.

Chiara – Sceglie uno dei super pezzo di Zucchero, lei lo canta correttamente, ma alla fine risulta un buon compitino. Poco pathos.

Ermal Meta – Non avendo mai amato questa canzone, neppure cantata dal grande Modugno, ascolto malvolentieri anche questa versione, ma Ermal Meta la canta comunque bene, mettendoci del suo. Ed è lui a vincere il PREMIO COVER.

Lodovica Comello – Mi è piaciuta molto. Decisamente molto di più di quando ha cantato il suo pezzo originale. Allegra lei e divertente il tutto.

Michele Zarrillo – Canta un successo di Bosè e lo fa bene. E’ un professionista.

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Elodie – Il pezzo è impegnativo, Cocciante aveva un’altra marcia, ma lei si difende bene.

Samuel – Una cover con i fiocchi, ma il paragone con Augusto Daolio è impietoso, ma non per colpe specifiche, è solo questione di timbro vocale.

Sergio Sylvestre – Si presenta in coppia con i Soul System, ma la “Pelle nera” non fa il botto, sembra che il tutto viaggi a tre cilindri anziché quattro.

Fabrizio Moro – Canzone pazzesca, un capolavoro di De Gregori che lui interpreta dignitosamente, ma il suo problema resta sempre l’intonazione. Ogni tanto sbanda.

Michele Bravi – Conferma il cammino intrapreso, e la prova eccellente della sera precedente, potrebbe essere la rivelazione di questo Festival, e l’inizio serio di una carriera.

Francesco Gabbani – Pezzo ancora attualissimo, e lui ci entra dentro alla grande. Convincente.

Gigi D’Alessio – Si riscatta grazie a un superbo arrangiamento di Adriano Pennino, buona la sua interpretazione di un super classico della canzone sanremese.

Paola Turci – Bravissima, comunica e dà una botta di vita a tutto l’andazzo.

Marco Masini – Il must della serata, imbattibile, si impone su tutti ricordandoci il grande Giorgio Faletti.

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Sfida dei big

Ron – Per me resta un mistero il fatto che lui sia finito in questo girone e debba rischiare la eliminazione. Ma ce la fa. Bravo.

Luzi e Raige – La canzone resta debole, nonostante il loro impegno più che sufficiente. E la gente non li salva. Sono fuori.

Bianca Atzei – Una canzone così tradizionale, con un testo che non dà emozioni. Lei però è brava brava brava. E in effetti passa.

Clementino – Non so se gli ha fatto bene tornare a Sanremo, soprattutto con un pezzo che non sembra convincere del tutto. Ma la questione è che finché rappa va tutto bene, ma quando canti…
Comunque passa anche lui.

Gusy Ferreri – Pare un po’ tutto sopra le righe, la canzone non mi pare una delle opere meglio riuscite di Casalino, che personalmente stimo molto. Lei lo canta come se del testo le importasse molto poco. Ma passa.

Nesli e Alice Paba – Un’accoppiata che non convince, canzone così così, intonazione così così, tutto così così. E infatti la gente non perdona e li manda a casa.

A domani… passo e chiudo!

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