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Francesco Guasti a Sanremo, nella sezione Giovani con “Universo” – INTERVISTA

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Di Corrado Salemi

Francesco Guasti, toscano, nato a Prato, classe 1982 è uno degli otto giovani approdati alla fase finale del Festival, sezione Sanremo Giovani. Presenta la canzone Universo di cui è anche autore insieme a Maurizio Musumeci e Francesco Ciccotti.

Una lunga gavetta in rock band in giro per club e palchi. Nel 2013 partecipa a The Voice, il talent di Rai2 nel team di Piero Pelù: ne nasce il singolo Un solo giorno in più (Universal). Canta accanto a Bryan Adams e Enrique Iglesias nel Marbella “Starlight Festival”. Si candida più volte per le nuove proposte di Sanremo Giovani, sfiorando sempre più da vicino l’Ariston: nel 2014 è tra i sessanta finalisti con il brano Scintilla contro Scintilla e nel 2015 addirittura tra i dodici finalisti con IO e TE.

Il suo primo EP si intitola Parallele ed è uscito nel 2015 prodotto da Piero Pelù. Ha condiviso il palco con artisti quali Elisa, Enrico Ruggeri, Piero Pelù, Bandabardò e Brunori sas.

Abbiamo raggiunto Francesco Guasti per una piacevole chiacchierata sulla sua imminente partecipazione al Festival di Sanremo.


Ciao Francesco. Innanzitutto ti ringrazio per la tua disponibilità.

Grazie a voi. Devo ammettere che faccio volentieri questa chiacchierata anche perché seguo il vostro blog: mi dà l’idea di un “luogo” libero, non pilotato, che nasce davvero da come è percepita la musica. Si sente che arriva dal cuore e da un lavoro di squadra.

Questo mi fa davvero piacere: noi ci mettiamo tutta l’anima che abbiamo. Vorrei iniziare facendoti i complimenti per il tuo timbro vocale che trovo autentico, non artefatto da tecniche vocali.

Questo timbro nasce da un difetto congenito alla corda vocale destra. Ma nella sfortuna sono stato fortunato perché quello che doveva essere un ostacolo si è tramutato in qualche modo in un pregio. Si sa, nella musica avere qualcosa di riconoscibile è una fortuna. Se poi quel qualcosa è il timbro allora si è ancora più “fortunati”.

Diventa una tua firma sonora…

Esatto. C’è chi si spacca nel cercare tecniche particolari per far “suonare” la voce. Io ce l’ho di mio. C’è chi mi dice che ho un amplificatore Marshall nelle corde vocali capace di darmi questo effetto “sporco”. Ad esempio quando registro in studio non ho bisogno di molto: arrivo, canto e via!

Parliamo di Universo, la canzone che porti a Sanremo. Tu sei autore della musica e coautore del testo. Come è nato questo brano e come hai portato avanti il lavoro di collaborazione con gli altri autori?

Lo scorso anno ho partecipato alla selezione per Sanremo Giovani con un brano interamente mio dal titolo Io e Te arrivando tra i dodici finalisti. Durante le fasi di selezione ho conosciuto Maurizio Musumeci, arrivati nei sessanta finalisti. Siamo rimasti in contatto. Un giorno l’ho chiamato. Lui è siciliano, io sono toscano. Gli ho detto “Maurizio, perché non facciamo qualcosa insieme?” e lui “magari!”. Ne è nata una collaborazione. Nel brano c’è anche Francesco Ciccotti con il quale collaboriamo all’interno della DA10, la mia etichetta. Con loro è nato Universo. Francesco è anche coautore di altri brani che saranno all’interno del disco.

Di cosa parla Universo?

Universo parte dalla mia esperienza dello scorso anno ma in realtà parla dell’esperienza non solo mia ma della mia generazione: i trentenni di oggi. È un’età in cui ci si sente troppo vecchi per sognare, in qualsiasi campo: ad esempio se vuoi lavorare non trovi lavoro. È un’età difficile oggi più che mai: i più giovani sono cresciuti con il web e hanno una concezione mondo molto più veloce, “web friendly”, soprattutto adesso che tutto viaggia nella rete.

Credo tu abbia ragione: i trentenni stanno forse pagando più di tutti. I ventenni sono cresciuti immersi in questa nuova cultura digitale e probabilmente ne ricaveranno dei benefici. I trentenni invece spesso hanno dovuto abbandonare i sogni pur non avendo nulla in cambio…

Ti faccio un esempio nel mondo della musica. Io vengo dalla vecchia scuola: i palchi, i piccoli pub, le cover band, le prime canzoni inedite “incastonate” tra le cover altrimenti i locali non ti facevano esibire. Adesso le performance si mettono su Youtube, su WEB, su Facebook. E magari diventi famoso con un brano. È cambiato il sistema. Universo parla proprio di questo e dice di non mollare mai. Lo scorso anno io sono arrivato tra i dodici finalisti ma senza approdare all’Ariston, e quando quest’anno ho reso noto che volevo nuovamente partecipare mi sono sentito dire “ma che sei matto? La tua possibilità l’hai già avuta”. Sapevo che era molto difficile e che dovevo portare un brano molto più convincente ma la mia tenacia mi ha premiato. Ringrazio per questo la DA10, la mia etichetta, per aver creduto in me e in questo percorso.

Cosa hai provato l’anno scorso e dove hai fatto a trovare la forza per ripresentati?

È stato un duro colpo e per un po’ di tempo, per qualche mese, ho rifiutato la musica. Poi mi son detto: “no, mi garba fare musica”. Credo di avere tante cose da dire per cui ho tenuto duro e ho lavorato su tante canzoni. Ed e nato anche questo brano. Stavolta però non sono arrivato a Roma senza vedere il Papa, come dico sempre io, ma l’ho visto e gli ho anche stretto la mano.

Metafora efficacissima…

Mi è capitato davvero: ero per caso a Roma e per la prima volta andai a San Pietro. C’era l’Angelus ma quella volta il Papa non c’era. Lo sapevano tutti tranne me. Il Papa non era nemmeno in Italia e ho detto tra me: “Maremma santa… sono venuto qua a Roma e non ho visto il Papa”.  E da lì in poi ho sempre usato questa frase.

Parliamo del testo del tuo brano: qual è la frase preferita e perché?

Ce ne sono diverse, ma probabilmente “Siamo fatti per restare folli” perché credo che solo un folle può riscriversi a Sanremo per la quarta volta consecutiva dopo averlo sfiorato per tre volte. Solo un folle osa sempre. Poi mi piace molto “oggi ho messo un bel paio di scarpe e sono andato incontro al mio presente”: bisogna sempre indossare le scarpe migliori perché non si sa mai il presente cosa ti riserva.  Bisogna sentirsi sempre pronti, avere sempre “la scarpa giusta”, tenere sempre un asso nella manica. E poi sono anche un amante folle delle scarpe, ne ho veramente un botto: quindi in questa frase mi ritrovo da più prospettive.

Tu hai superato la fase finale, insieme agli altri giovani in gara, a Sarà Sanremo programma condotto da Carlo Conti e andato in diretta su RaiUno. Qual è stato in quel contesto il clima con gli altri artisti?

È stato bello, abbiamo condiviso tante emozioni e ho legato un po’ con tutti. Sai, io ho quella solarità tipica toscana, quell’accento molto “friendly” che piace un po’ a tutti, che mette allegria e rende simpatici. Ho legato molto con Valeria Romitelli, siamo diventati amici e mi è molto dispiaciuto che non sia riuscita a passare.

Se non dovessi vincere tu chi ti piacerebbe vincesse nella categoria “Giovani”?

È chiaro che ognuno tende a sperare di vincere, anche se già essere all’Ariston è una vittoria. Tra l’altro sono tutti ragazzi molto validi e molto forti. Probabilmente per il tipo di artista che sono mi sento molto vicino a Maldestro, come cura dei testi, come espressività musicale e di scrittura e quindi mi piacerebbe se vincesse lui. Io sono cresciuto con De Gregori, Guccini, Finardi, con i grandi cantautori e quindi mi piacerebbe se fosse un cantautore a vincere.

Sarebbe una vittoria nella vittoria?

Ci tengo a dire che è giusto che ci siano gli interpreti, ci mancherebbe altro. Però sarebbe il massimo se vincesse qualcuno che nel brano c’ha messo anche la sua penna.

Prima accennavi a idee e brani a cui stai lavorando. Ci sarà quindi un disco dopo Sanremo?

Il disco in realtà è già ultimato: stiamo completando le ultime cose. Abbiamo lavorato già su tutto il progetto, con molte collaborazioni, quindi ti confermo che uscirà un disco nel periodo di Sanremo.

E puoi dirmi il titolo?

In realtà non lo abbiamo ancora presentato. Però immagino sarà un qualcosa che rispecchi il pezzo che porto sul palco.

Faccio io un’ipotesi: si chiamerà “Universo”?

Chissà?

E ci sarà anche un tour?

Partirà un tour che, alla fin fine, è la cosa mi garba di più in assoluto. L’idea di andare a Sanremo nasce dalla voglia di poter poi uscire, suonare e portare in giro la mia musica, avere il contatto con le persone a prescindere che siano cento, mille, o diecimila: è importante per me il contatto con le persone, poter esprimere quello che ho in testa, che ho scritto con sacrifici, con tante collaborazioni, poterlo portare in giro. Credo sia la cosa più bella che un cantante possa desiderare.

 

Francesco Guasti
Francesco Guasti – Universo VIDEO

 

TESTO – Universo

Siamo fatti per avere sogni
più grandi delle nostre vite
per amare, sorridere in giorni
messi alla prova da nuovi sfide

Siamo fatti per essere folli
complicarci la vita ci piace
progettiamo partenze e ritorni
senza uscire dalla nostre case

Siamo amanti dai cuori zingari
beviamo del vino invecchiato
con la speranza di essere liberi
sotto questo cielo stellato

Con la musica canto speranze
il futuro è di chi se lo prende
oggi ho messo un bel paio di scarpe
e sono andato incontro il mio presente

Sono stato da entrambe le parti
consapevole ed incosciente
la natura dell’uomo ha i suoi vizi
e con gli errori si crescerà sempre

In questo universo
arriverò presto
il mondo comincia adesso
adesso

In questo universo
poi perdere il senso
ma tutto riparte lo stesso
lo stesso

Possiamo perderci nell’universo
senza più limiti ma quel che hai dentro
sputi sentenze affilate come lame
che tagliano soltanto chi si sporca per difendersi

Possiamo esistere
senza ricordo
ma siamo anime
che vanno a fondo

E fino a quando
non schiacciano le suole
guardiamo chi è caduto
attorno a noi

In questo universo
arriverò presto
il mondo comincia adesso
adesso

In questo universo
poi perdere il senso
ma tutto riparte lo stesso
lo stesso

Siamo fatti per avere sogni
siamo fatti per essere folli
siamo fatti per restare folli
siamo questo universo

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