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Soul System, lunga vita al Soul

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di Roberto Manfredi

Ode ai Soul System. Hanno “soul” un difetto : dopo la loro vittoria a X-Factor non potremmo più criticare il talent show musicale più noto della tv. Qualche complottista dei Social ha provato a postare la solita bufala digitale, come quella che Sky avrebbe preteso di far vincere una band in questa edizione. Ovviamente non ci crede nessuno.

Nemmeno noi che abbiamo tifato alla grande per loro, ma che avremmo scommesso una cifra sulla facile vittoria di Gaia. Non è andata così. I Soul System hanno rivoltato come un calzino i pronostici. Ode a loro quindi, e per molteplici ragioni. Proviamo a stilare una classifica dei loro meriti. Ecco la Top Ten:

Crediti Immagine: Ansa/Matteo Bazzi
  1. In un Paese in cui arrivano primi i ragazzini gratta e vinci, come Fragola o Galeazzo, ecco che un gruppo di giovani, ma non ragazzini, e perlopiù di colore , stravincono, facendo retrocedere in serie B il solito pop melenso all’italiana.
  2. In un Paese in cui in trent’anni di televisione si sono visti solo due africani, come Idris e Balotelli, ecco che ne arrivano ben quattro, più un quinto con doppia nazionalità, almeno musicalmente parlando, totalizzando il record di ascolto tra tutte le edizioni di X-Factor.
  3. I Soul System hanno persino rivalutato come tutor  Alvaro Soler, da tutti giudicato come il meno competente, insieme all’improbabile Arisa. In realtà è accaduto il contrario, al punto che nel corso della finale, Soler ha annunciato che i Soul System parteciperanno al suo tour. In un certo senso ha vinto anche lui.
  4. I Soul System hanno mostrato a tutti, compreso il “rapper” Fedez, come il Rap possa trovare il suo giusto riconoscimento in un panorama musicale ben più esteso, che abbracci anche il Soul, il Funky, la Dance, R’n’B e la Black Music in generale. Hanno anche rimarcato la differenza tra il Rap autentico e quello nostrano, troppo spesso bistrattato a canzonetta estiva.
  5. I Soul System hanno addirittura due front-man. Due cantanti diversi nello stile e nel look, ma perfettamente integrati. Fatto rarissimo in una band.
  6. La loro formazione è originalissima: batterista, bassista, un tastierista, due cantanti solisti e nessun chitarrista. Trovatemi una band italiana che suoni Funky e Soul senza un chitarrista elettrico e vi inviterò a Detroit.
  7. Hanno una forte personalità. Possono suonare brani dei Kool & The Gang come Earth Wind and Fire, conservando il loro stile e la loro identità.
  8. Hanno i merito di far conoscere ai ragazzi una musica spesso dimenticata dalle radio e dai media in generale. Persino nelle discoteche non si balla più il Soul, dato che da qualche anno si vive in una sorta di “dittatura” Pop. E il Soul è la musica più divertente, calda, aggregante che ci sia, che oltretutto non provoca alcun gap generazionale come invece accade in altri generi e stili musicali, dall’ Hip-Hop al Metal, dalla Techno all’Elettronica.
  9. Se non sbaglio, i Soul System vivono tra Brescia e Verona, città in cui l’integrazione razziale non è pienamente riuscita. Vederli apprezzati da molti giovani (e non) ha sicuramente un effetto positivo e un valore culturale importante.
  10. E a proposito di gap generazionale, chiudo la classifica aggiungendo un loro inconsapevole merito. Ebbene sì, sono riusciti persino a far votare uno come me, uno che ha sempre detestato televoti, sondaggi, exit-poll e quant’altro. E questo, credetemi, è davvero un fatto straordinario.

Ora spetta ai Soul System, ma soprattutto alla Sony, dare continuità a questa vittoria perché non diventi un fatto musicalmente irrilevante o occasionale. Lunga vita ai Soul System. Riempiteci di inediti e fateci saltare sulle sedie. Ne abbiamo bisogno per sopravvivere alle lacrime sanremesi.

 

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Roberto Manfredi
Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc… Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7. Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA - Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice. Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

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