Home Le pillole di A. Salerno L’Officina e la sua nascita

L’Officina e la sua nascita

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di  Alberto Salerno

Tre anni fa, con un semplice post con il quale invitavo a fare qualcosa per la musica, qualcosa di buono, scatenai senza rendermene conto un casino pazzesco.

Centinaia di post, commenti, tutti di supporto, da parte di persone che appena conoscevo virtualmente, oppure che non conoscevo proprio, ma che si affacciavano per la prima volta nel mio profilo.

Furono settimane caldissime, creammo una chat con alcuni che diventarono subito i miei più stretti collaboratori, fra questi Giulia Fasolino, Robye Ponchia, Andrea Rosati e Gianfranco D’Amato.

L’idea che ci ci spingeva era dunque fare qualcosa per la musica, muovere la musica e così nasceva MLM – acronimo di Muovi La Musica.

Chi mi conosce, chi mi ha seguito durante questi anni, sa perfettamente tutta la storia, che preferisco non rinvangare perché ormai fa parte di un passato morto e sepolto.

In realtà, la mia uscita dal Direttivo di MLM non fu dovuta soltanto all’evidente incapacità di creare qualche evento positivo a favore di chi si era associato, ma anche alla bocciatura di una mia idea di creare un magazine musicale legato a MLM e ai suoi associati.

Nessuna reale spiegazione mi fu data, semplicemente fu messa ai voti, e dato che ero in minoranza la cosa venne accantonata… ma non da me. Per questo motivo diedi le mie irrevocabili dimissioni.

Ecco come nacque FMD – acronimo di Fare Musica e Dintorni, con un’entusiasta Mela Giannini, Jessica Cavestro, Athos Enrile e Tiziana Pavone.

La partenza fu lenta, ma piano piano si aggregarono tante persone amiche, persone che avevano voglia di essere coinvolti in quest’avventura. Partimmo piano, ma pieni di determinazione e voglia di spaccare, e la svolta avvenne quando dovemmo cambiare server perché la gente che ci seguiva era troppa per la “capienza” di quello che stavamo utilizzando allora, non era più sufficiente.

Dopo due anni e mezzo possiamo tranquillamente affermare che FMD è ben riconoscibile on line, ha una sua linea editoriale e una compagine che conta quasi 50 collaboratori.

Ma l’Officina (Officina della Musica e delle Parole)? Che c’entra in tutto questo? C’entra, e tanto anche, perché io ero partito, all’origine, con l’idea che MLM avrebbe fatto qualcosa per gli autori, ma era come stare nelle sabbia mobili.

Intanto quel desiderio non si è mai sopito in me, finché ha finalmente trovato la luce quando mi sono ritrovato a parlarne, un po’ alla volta, con Tino Silvestri, Fausto Cogliati, Andrea Zuppini, Mauro Paoluzzi, Damiano Dattoli, Umberto Iervolino, Brunello Tavernese e per ultimo il buon Nicolò Fragile.

Questi amici, questi professionisti di serie A, si sono entusiasmati all’idea di creare uno spazio fisico in cui mettere in moto i motori della Officina, e così tutta l’iniziativa ha cominciato a prendere forma.

Ci abbiamo messo quasi un anno per darci un regolamento fino ad arrivare a fondare un Associazione No Profit. Con chiunque ne parlassi notavo che l’idea piaceva tantissimo, ed è piaciuta tanto anche a Maria Teresa Baldini, consigliere della Regionale Lombardia, del gruppo misto Fuxia People.

Il resto è storia recente, come la sessione presso il grattacielo Pirelli (Sede della Regione Lombardia) a Milano, i tanti scambi di idee, le sessioni che continuavano… e ora, proprio grazie a Maria Teresa Baldini, L’Officina diventa un progetto che sarà finanziato proprio dalla Regione Lombardia.
Ero già molto fiero di essere lombardo. Oggi lo sono ancora di più.

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