di Franca Dini
San Siro, stadio di Milano, l’11 giugno scorso ha visto circa 60 mila spettatori per il concerto dei Pooh: “Reunion – l’ultima notte insieme“, prima nazionale. Ho visto i “ragazzi” in sala stampa, emozionati come se fossero stati alla loro prima esibizione. Pensavano di fare solo due date: una a Milano una a Roma… poi il travolgimento e un susseguirsi di appuntamenti.

I Pooh hanno realizzato un vero e proprio tour, con concerti sold-out nelle maggiori città italiane. In conferenza Roby, Dody, Red, Stefano e Riky, sapevano che avrebbero chiuso alla fine di dicembre, ma in quel momento non avevano ancora individuato dove. Oggi sappiamo esattamente che la “Reunion” chiuderà la carriera a Bologna il 30 dicembre all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno.
Questa scelta è stata sicuramente sofferta e calcolata, considerando che i Pooh nati a Bologna, chiuderanno la loro storia nello stesso posto dove sono nati. Sarà emozionante per chi sarà presente, ma certamente anche molto triste e malinconico.

La band ha inserito nel nuovo album “Pooh 50- L’ultima notte insieme“, un brano uscito la prima volta nel 1976 tra i più significativi ma anche tra i più contestati dei Pooh. Il disco fu contestato perché tra i primi all’epoca a trattare il tema del l’omofobia, ancora tabù per quegli anni, argomento che rende il brano ancora attuale oggi a 40 anni di distanza.
“Pierre”, titolo del pezzo che dal 4 novembre è in rotazione in tutte le radio, è tradotto in immagini in un cortometraggio. Scritto e diretto da Cosimo Alemà, a poche settimane dall’uscita è già disco di platino.
Dunque il 30 dicembre, ultimo abbraccio della band con il gran finale a Bologna con l’ultimo concerto della storia dei Pooh, si, perché quella sarà “l’ultima” data… e non ce ne sarà un’altra.

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