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Alessandra Amoroso, una vita color platino – Incontro al Teatro San Babila

Resoconto di un incontro pubblico organizzato dai colleghi di Panorama con Alessandra Amoroso. 40 minuti di chiacchierata, 2 canzoni, un sacco di fiori, niente Sanremo e il disco di platino arrivato ieri.

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di Paola Pellai

Alessandra Amoroso è sincera: da quando la canta sta davvero imparando a “Vivere a colori”. Ricordandosi ogni giorno di quanto sia fortunata, e anche privilegiata, la sua esistenza. E quel disco di platino che le viene annunciato in diretta da Aldo Vitali, l’interlocutore/presentatore della serata, al Teatro San Babila in un incontro all’interno dell’iniziativa Panorama Italia, la emoziona una volta di più.

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Alessandra si presenta sul palco per parlare di se attraverso i ricordi e gli affetti. E così scopri che se oggi, a 30 anni, è donna da hit parade è perché cantava già quando lavorava in un’agenzia immobiliare prima e poi in un negozio di abbigliamento: il suo repertorio quotidiano “ricalcava” Marina Rey e Lauryn Hill.

E ha ancora presente quel trolley in due, lei e mamma, partite all’alba da Lecce nel 2004 per andare a fare il primo provino ad Amici. “La mia mamma di sangue – si commuove – , con lei non strapperò mai il cordone ombelicale. La mia famiglia è al centro di tutto. Li voglio con me, anche quando registro. Sono la mia serenità e la mia vita. I miei nonni mi hanno insegnato il lavoro duro e l’importanza del sacrificio”.

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Alessandra ammette che ha ancora un sacco di dubbi, tranne quando è sul palcoscenico. “Lì sono un leone – spiega -, ho tutto sotto controllo. Vedo anche lo spettatore sulla gradinata più alta. Devo molto al mio pubblico, sono la mia forza e il mio entusiasmo”. I suoi fans sono anche qui, al San Babila, che ha dovuto dire no a molti perché non c’erano posti per tutti.

Alessandra dal vivo canta solo due canzoni, “Sul ciglio senza far rumore” e “Vivere a colori”,  perché deve scappare a Bari – una tappa del suo attuale Vivere a Colori Tour – per un sold out annunciato (di quelli veri, non di quelli in cui si regalano biglietti). Ma quelle due canzoni bastano a scaldare il pubblico.


Io ho accanto Alberto, che è stonato ma proprio stonato, ma se ne frega e canta come se fosse lo sparring partner dell’Amoroso. Alle mie spalle, invece, Ilia, filippina di 17 anni, dice alla sua amica: “Ma sai che la sua voce è proprio come quella del disco?”.  Io sorrido perché la verità è proprio questa: il contatto “dal vivo” toglie ogni schermo. Non c’è trucco e non c’è inganno e se ci fossero, li sgami subito.

Alessandra parla a ruota libera: del suo cane Buddy, un bovaro del bernese, che non ne vuol sapere di fidanzarsi con la femmina della stessa razza della vicina di casa, delle notti insonni in studio di registrazione inseguendo la perfezione, di Maria De Filippi, la sua “mamma famosa”, capace di insegnarle tanto senza tenerla mai in gabbia e alla quale si rivolge ogni volta che ha un dubbio, “non solo musicale”.

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E poi s’ingarbuglia parlando dell’incontro con il papa: “Ero talmente emozionata che non sono riuscita a dirgli nulla. ‘Canti bene’ mi ha detto lui. ‘Non so’ gli ho risposto. ‘Studi?’ mi ha domandato. ‘Non so’ ho risposto di nuovo. Dentro la mia incredibile felicità c’era quella della mia famiglia, delle sorelle, dei miei nonni, dei miei cugini…  Stavo realizzando un sogno che apparteneva a ognuno di loro. Questa papa è tosto e non smetterà di esserlo”.

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Già, Alessandra, ma adesso dicci: è vero che vai a Sanremo? “Certo che ci andrò. Prima o poi. L’ho promesso alla mia mamma. Ci andremo insieme, io e lei. Ma non nel 2017. Non ho la canzone giusta”. Ride incredula. Ha appena detto che non andrà a Sanremo e i suoi fan la inondano di fiori da far sbiancare quelli dell’Ariston. Mazzi ciclopici e rose solitarie. Alessandra chiede rinforzi. Non bastano le sue due braccia a tenerli tutti. “Ma come – dice – devo scappare a prendere l’aereo per Bari… Lo trasformerò in una serra”. Intanto il mio vicino Alberto continua a cantare. Pardon, stonare. Ma i suoi occhi brillano. E va bene così.

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