Home Le pillole di A. Salerno EULALIA TORRICELLI DA FORLÌ

EULALIA TORRICELLI DA FORLÌ

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di Alberto Salerno

Eulalia Torricelli di Forlì, è una canzone datata 1949, successo travolgente dell’epoca, successo che durò anche per diversi anni. Il brano esprime tutta la gioia che si poteva avvertire allora, a quattro anni dalla fine della guerra.

Gli autori, Olivieri, Redi e mio padre Nisa (pseudonimo che mio padre, Nicola Salerno, usava per firmare i suoi testi), sicuramente si sono divertiti da matti a inventare questo pezzo, che se vogliamo è un antesignano del genere bislacco che poi avrebbero proposto Freak Antoni e Elio e le storie tese.

La canzone ha avuto diversi interpreti, cosa che era di normale amministrazione allora, ma chi davvero la lanciò fu il Quartetto Cetra.

Però, la cosa più divertente di questa canzone, a parte il testo e la leggerezza affascinante della melodia, è un fatto davvero insolito al quale è legata. Accadde, infatti, che all’uscita del brano si scoprì che esistevano realmente due persone che vivevano in Romagna, e che si chiamavano proprio Eulalia Torricelli e De Rossi Giosuè, che per chi non conosce il testo della canzone, i due erano i protagonisti della storia.

Questo me lo raccontò mio padre che, per evitare problemi legali, corse subito ai ripari scrivendo un prologo che Olivieri e Redi si affrettarono a musicare. Sembra incredibile, ma le cose sono proprio andate così.

Sul web si trova scritto che questo fu il primo successo di Nisa, ma non è vero. Mio padre aveva già fatto parecchi successi come “La strada nel bosco” dedicata a mia madre, “Bambola rosa” e “ Bambina dall’abito blu“. Certo, non era già un veterano, ma nemmeno un principiante.

Qui di seguito la versione cantata magistralmente da Gabriella Ferri

PER GUARDARE IL VIDEO CLICCATE SU QUESTO LINK QUI
video

Testo della canzone

I personaggi di questa canzone
ve li hanno inventati gli autor.
Se c’è attinenza con delle persone
scusate, gentili signor.

Qui si parla di una tale
che baciare una sera si fe’
da una guardia forestale
il cui nome è De Rossi Giosuè.

Voi non la conoscete,
ha gli occhi belli.
Chi?
Eulalia Torricelli da Forlì.

Voi non la conoscete,
ha tre castelli.
Chi?
Eulalia Torricelli da Forlì.

Un castello per mangiare,
un castello per dormire,
un castello per amare,
per amare De Rossi Giosuè.

Voi non la conoscete,
ha gli occhi belli.
Chi?
Eulalia Torricelli da Forlì.

Seconda parte, secondo programma,
Eulalia riposo non ha.
Dice a De Rossi: “Parliamone a mamma”.
Ma l’altro risponde:”Va’ là!”.

Poi la cosa si ingarbuglia,
si ingarbuglia e sapete perchè?
Con il treno che va in Puglia
è partito De Rossi Giosuè.

Vuole morire Eulalia Torricelli.
Uè!
E mangia i zolfanelli
di Giosuè.

Fa testamento
e lascia i tre castelli.
A chi?
A chi non ha castelli come me!

Un castello lo dà a Nisi.
Un castello a Corrado.
Un castello, ma il più bello,
al maestro Mojetta lo dà.

Poi dolcemente chiude
gli occhi belli.
Chi?
Eulalia Torricelli di Forlì.

Un castello lo dà a Nisi.
Un castello a Corrado.
Un castello, ma il più bello,
al maestro Mojetta lo dà.

Poi dolcemente chiude
gli occhi belli.
Chi?
Eulalia Torricelli da Forlì.

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