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Gli inaccessibili

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di Alberto Salerno

Una volta le persone famose erano inaccessibili. Le uniche città in cui ti poteva capitare di incontrarle erano Roma e Milano. Roma per via di Cinecittà e Milano per la musica. Inoltre, in queste due città c’erano i più grossi centri di produzione della Rai.

Dunque, se camminavi in centro poteva capitare, del tutto casualmente, di incontrare un attore o un cantante famoso.

E’ diventato mitico l’episodio in cui fu coinvolto Battisti, che assediato da alcune ragazze, piuttosto incerte sulla sua vera identità, alla domanda “Ma lei è Lucio Battisti?” lui rispose ridendo “Magari!“.

Insomma, nei confronti dei personaggi famosi c’era una sorta di grande rispetto, anche a causa dell’alone di mistero che li circondava, un mistero che finiva col mitizzarli.

Quando mai una persona qualsiasi avrebbe potuto incontrare Antonello Venditti, o Fiorello, o Mike Bongiorno? Impossibile.

Poi è arrivato Internet, sulla rete sono sbarcati i social, ed ecco che i miti si sono svelati, si sono “smitizzati“, sono diventati più normali. Accessibili, perfino fragili, addirittura dei “bersagli” del popolo web non appena scrivono qualcosa che alla gente non sta bene.

Forse, in realtà, è la gente a non stare bene… ma di testa. Un esempio su tutti è quanto accaduto a Gianni Morandi qualche giorno fa, dopo aver postato su facebook una foto – di lui fuori un supermercato – accompagnata da una didascalia in cui diceva candidamente di essere andato a fare la spesa con la moglie. Peccato che il giorno scelto per la spesa fosse la domenica…per cui apriti cielo, in rete si è scatenato il putiferio. Giù insulti e offese al povero Gianni reo di aver, a loro dire, “offeso” quei lavoratori che lavorano di domenica.

Ma anche Vasco, per almeno un anno, quando non è stato bene a causa dei problemi alla schiena ed è stato costretto per tanto tempo a rimanere a casa o in clinica, ha abbassato la guardia, passando il tempo pubblicando, un giorno si e uno no, i suoi famosi “clippini“.

Ma siamo davvero sicuri che questi social facciamo davvero del bene ad artisti importanti, che spesse volte si trovano in situazioni in cui devono dare “spiegazioni”, quando in realtà, soprattutto in merito alla loro vita privata, non sono affatto tenuti a dare delle “giustificazioni”?! Io ho la netta sensazione che il “darsi così” sui social sia nocivo, e che i social stessi, spesse volte, possono trasformarsi in mostri dalle cinque teste.
Dunque, occhio.

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