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CARA EMMA – TI SPIEGO IO COS’E’ L’ANORESSIA

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di Mariafrancesca Mary Troisi

Qualche giorno fa ho visto un video (di qualche anno fa forse, ma io l’ho visto solo di recente), un estratto di un concerto di Emma – la cantante lanciata da Amici (il talent della De Filippi) – che nell’introdurre la canzone con cui si esibirà di lì a poco, “Acqua e ghiaccio”, lancia un messaggio a chi sta seguendo il concerto (un messaggio che poi sarà ripreso e diffuso in rete), circa i disturbi alimentari, ossia ANORESSIA, BULIMIA e similari, considerandoli alla stregua di un capriccio, o poco più.

Dice lei – “non capisco come le persone possano arrivare a farsi del male da sole – non basta la vita? “; “Queste malattie rispecchiano il male di questi giorni. Avere tutto e avere troppo”

Il suo “delirio” (non saprei come altro definirlo) continua con un “sentito” invito alle ragazze a non focalizzarsi sulla coscia magra – secondo lei questo è il problema – e termina con una chiusa memorabile, tanto memorabile che la incornicerei e manderei ai centri ABA:

– “Perché posso assicurarvi… che il culo, prima o poi, cade a tutti”-

[youtube id=”iMKCYFNJkFE”]

Eh già ragazzi, anni e anni “buttati” a far capire alle persone che i disturbi alimentari sono delle MALATTIE e nascono da problemi ben più profondi del voler indossare una fottuta taglia 40 … quando poi arriva lei, Emma, che dall’alto del suo “personaggio” si arroga il diritto di sparare una serie di cavolate, davanti a dei fan che la idolatrano – come fanno tutti i fan con i loro beniamini – inculcando nella loro testa una serie d’informazioni “poco esatte”, se non proprio “pericolose” sull’argomento.

Perché no, cara Emma, tu questo non puoi farlo: sei un personaggio – ripeto – con un discreto seguito, e tutto quello che dici… ha un peso non trascurabile.

E quando non sai bene di cosa stai parlando… faresti meglio a tacere.

Proprio perché so bene di cosa sto parlando, lo so molto bene – l’ho vissuto sulla mia pelle – ho deciso che ti avrei spiegato io cosa sono i disturbi alimentari. A te e a tutti quelli che hanno applaudito spasmodicamente alla tua arringa “struggente” sull’argomento.

Prima di tutto dovreste togliervi dalla testa che il motivo per cui un ragazzo o una ragazza a si ammala sia inseguire modelli televisivi o similari.

Si ammala in genere per scarsa autostima, un disagio ben più profondo della taglia da indossare, perché piacersi fisicamente è solo la punta dell’icerberg di un malessere interiore. O si ammala in seguito a episodi che segnano profondamente la propria fase di crescita, come una perdita, un trauma particolare.

Ci s’illude che cambiando il proprio corpo si possa cambiare anche la propria vita, si possa cambiare la realtà.

Io, ad esempio, ho sofferto di anoressia – avevo solo 16 anni; mi sono ammalata dopo la morte di mio padre.

Non ho saputo affrontare in altro modo questa “sottrazione”, e a mia volta ho iniziato a fare una “sottrazione”. A me stessa.

E’ iniziato tutto senza che me ne accorgessi. Senza che nessuno in famiglia se ne accorgesse.

Perché l’anoressico – ma anche il bulimico – è “furbo”.

Buttare il cibo, pesarlo, calcolare le calorie anche di una piccola caramella, pesarsi tutti i giorni, vomitare, diventano espedienti quotidiani, che ti sembrano normali.

Mangiare una fetta biscottata in breve tempo assume la stessa difficoltà di scalare una montagna.

Se ti osservi allo specchio non ti vedi “realmente”, ma in maniera distorta.

NON VEDI le tue gambe magrissime, il viso che quasi scompare … Non te ne rendi conto!

E non t’importa un accidente della taglia che indossi, della coscia magra, del culo sodo.

Perché ti guardi allo specchio… ma è come se non ti vedessi!

Io ne sono venuta fuori dopo tantissimi anni, con l’ausilio di nutrizionisti e psicoterapeuti.
Ma se dicessi che è stato tutto facile … direi una cazzata.
E’stato un lungo calvario, un calvario che conosce bene chiunque sia stato malato o sia malato di anoressia e bulimia.

Sono scivolata tantissime volte, sconfinando anche nella bulimia; per anni ho fatto la spola da un estremo all’altro.

Poi piano piano – per fortuna – ne sono venuta fuori.

Quanto mi è costato? Mi è costato anni e anni di vita, lo sanno bene tutte le persone malate.

Di lotte quotidiane, di amici allontanati e amori bruciati sul nascere, di occasioni perse, di serate con gli amici mai fatte… perché non è facile stare con una persona che “sta male”. All’anoressia, bulimia, a volte si accompagna anche la depressione, gli attacchi di panico. E tutto diventa ancora più difficile da gestire.

Ci vuole forza di volontà, ci vuole il supporto degli altri. Anche una semplice parola può essere d’aiuto a chi è malato.

Perché – cara Emma – dietro ogni ragazzo o ragazza che soffre di anoressia e/o bulimia c’è molto di più del voler entrare in una fottuta taglia 40 o avere il culo sodo.

Ricordatelo la prossima volta che prenderai il microfono in mano e dirai la tua.

E ricordati che la “non corretta informazione” è come l’indifferenza: un’arma “pericolosa”.

A tutti quelli che hanno bisogno di aiuto… non chiudetevi a riccio. Parlate e parlatene. Non vergognatevi. Mai.

L’anoressia e la bulimia sono dei “mostri” dell’anima. Ma a noi i mostri non fanno paura.

Noi siamo più forti di loro.

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Mariafrancesca Mary Troisi
Da sempre appassionata alla letteratura italiana, ho iniziato a scrivere da ragazzina. Passione, insieme a quella per la musica, ereditata da mio padre, scomparso quando ero ancora piccola. In breve tempo la penna e il foglio (o lo schermo di un pc) sono diventati il “mio amico fedele”, capace di comprendere perfettamente ogni mio stato d’animo. Dall’età di 6 anni, per circa 8 anni, ho preso lezioni di pianoforte classico, e per due anni consecutivi, ho fatto parte di un coro, partecipando a svariati concorsi, portando il folclore della mia terra (la Campania) in giro per l’Italia. Esperienza, insieme a quella del pianoforte, volutamente accantonata, ma non conclusa, perché il “mondo della musica” ha continuato ad affascinarmi, anche se in altre “vesti”. Ho iniziato, infatti, a scrivere testi di canzoni, sviscerandomi e “confidandomi” in ogni mio testo, scoprendo così, lati di me, sconosciuti anche a me stessa. Per circa un anno ho collaborato con una rivista, scrivendo racconti. Ho partecipato a diversi concorsi di poesia; le poesie sono sempre state scelte per la pubblicazione. Ho avuto il piacere e onore di essere inserita lo scorso anno nell’Enciclopedia dei Poeti Contemporanei, intitolata a Mario Luzi, patrocinata dal Senato della Repubblica, con 3 poesie. Dall’inizio dell’anno ho una sorta di blog su fb, una pagina sui cui appunto considerazioni, riflessioni, e su cui pubblico periodicamente racconti e poesie. Ho provato di recente anche l’esperienza della radio, facendo uno stage /laboratorio full immersion, con alcuni degli speaker più “quotati” attualmente. Esperienza, quella della radio, che riprenderò a breve, senza abbandonare quello che è il mio sogno più grande, ossia continuare a scrivere. Perché paradossalmente sono i sogni l’unica certezza che abbiamo.

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