Home Le pillole di A. Salerno Quando c’era la facciata B

Quando c’era la facciata B

986
0
SHARE
Voto Autore

di Alberto Salerno

L’altro giorno Samuele Bersani, al Collisioni Festival di Barolo, mi ha fatto molto ridere quando, parlando ovviamente di musica, ad un certo punto ha esclamato: “Per favore adesso non tirare fuori il periodo degli anni sessanta che, a quel tempo, con due 45 giri vi compravate la villa al mare!“.

Non era proprio così, dovevi vendere altro che due 45 giri per comprarti la villa al mare, però è vero che il 45 giri di vinile aveva una fantastica peculiarità: la famosa facciata B, quella che di solito era affidata a una canzone scritta da autori sconosciuti, o comunque all’inizio di una loro eventuale carriera.

La facciata B era una sorta di palestra, un modo per fare allenamento e guadagnare un po’ di soldi, nemmeno poi così pochi, alle spalle della facciata A. Così, alternare facciate A a facciate B, non solo serviva per alimentare il proprio catalogo di titoli depositati, ma anche per farsi un po’ il nome nell’ambiente.

Mi è tornato in mente di parlare delle mitiche facciate B proprio per aver postato su facebook “Datemi una lacrima per piangere” dei Corvi, che sbancarono le classifiche con “Un ragazzo di strada“. Ma avrei potuto postare “Quella di sempre” interpretata da Julio Iglesias, lato B della ben nota “Se mi lasci non vale“. Ne potrei citare altre, parecchie altre, anche di miei colleghi, e mai come oggi penso a come farebbe comodo avere di nuovo una chance come dava il vecchio 45 giri, che permetteva simili vantaggi.

Commento su Faremusic.it