23.5 C
Milano
sabato, Luglio 11, 2020

Ombretta Colli: “Chiedimi chi era Gaber”, il libro – RECENSIONE

S’intitola "Chiedimi chi era Gaber" il libro scritto a quattro mani da Ombretta Colli con Paolo Dal Bon, presidente della Fondazione Gaber

Ultimi post

Mahmood: fuori il nuovo singolo “Dorado” con Sfera Ebbasta e Feid

Esce il singolo “Dorado” di Mahmood in collaborazione con Sfera Ebbasta. Ai due si aggiunge anche Feid, mentre alla produzione c'è la firma di Dardust

Bob Dylan, l’ultimo dei migliori in “Rough And Rowdy Ways” – RECENSIONE

“Rough And Rowdy Ways”, uscito il 19 giugno scorso, è il 39° album in studio di Bob Dylan, un musicista “nobile” che ha venduto oltre 125 milioni di dischi

Arriva a Messina il primo albo che riconoscerà il mestiere di musicista

Arriva a Messina la rivoluzione della musica con la fondazione di un albo per musicisti professionisti. a seguito proposta del sindacato autonomo Sacs Cisal

Un viaggio nella vita di MILLE con “La Vita Le Cose” – INTERVISTA

Una voce coinvolgente e diversa dal solito è sicuramente quella di Elisa Pucci in arte Mille, uscita in questi giorni con il singolo "La Vita Le Cose"

Le interviste agli autori: Gianni Bella

Voto Autore

di Gianfranco Giacomo D’Amato

Per il mio libro “Mi ritornano in mente” ho intervistato moltissimi grandi autori ed interpreti della canzone italiana.

Nel caso di Gianni Bella, quella che riporto di seguito non è solo l’intervista, ma molto di più, proprio per la particolarità dell’incontro.

Tra i molti incontri quello con Gianni Bella è stato tra i più belli. Per l’enorme contributo che fino a oggi Gianni ha dato alla nostra musica pensavo di dedicargli un capitolo. Ma sapevo che nel gennaio 2010 è stato colpito da un ictus in seguito al quale è rimasto in ospedale per sette mesi. Ero quindi dibattuto sul da farsi, ma dopo aver letto che a seguito della convalescenza Gianni si era ripreso, mi sono deciso a contattarlo. Mi ha risposto sua figlia Chiara che è stata veramente impagabile per gentilezza, disponibilità ed impegno nell’organizzazione. Qualche settimana dopo i primi contatti riesce a fissare l’incontro nonostante i suoi impegni e quelli di Gianni.

Anche Chiara lavora nel mondo dello spettacolo dopo aver studiato al Conservatorio di Parma. Io le invio gli argomenti che vorrei trattare con Gianni e una serie di domande specifiche. Lei si prepara raccogliendo le informazioni direttamente da suo padre per tutto quello che è possibile e poi attraverso le testimonianze dello zio Antonio, fratello di Gianni, autore dei testi di tante canzoni e memoria storica della famiglia Bella. Antonio vive in Sicilia ma visto che sta per arrivare per far visita a Gianni e alla sua famiglia, Chiara organizza l’incontro in modo che anche lui sia presente. Successivamente intervisto anche Marcella, ed il quadro diventa assolutamente completo.

La famiglia Bella vive vicino Parma, dove Gianni si è stabilito ormai molti anni fa e dove sono nate le due figlie. Percorro l’ultimo tratto prima di arrivare da loro attraverso la campagna intorno a Parma in una bellissima giornata di primavera. Chiara e Antonio mi stanno aspettando, Gianni arriva poco dopo con la moglie Paola, direttamente da una seduta di fisioterapia. Vederlo è una gioia, non solo perchè incontro un grande personaggio, ma soprattutto perchè posso constatare di persona che sta molto meglio di quanto pensassi. Ha reagito benissimo al duro colpo subito anni fa e viene a sedersi con noi nella sala di registrazione in cui ha composto tante canzoni, a ricordare successi e aneddoti di una carriera eccezionale. Per una volta non incontro solo un artista ma un’intera famiglia di musicisti in un clima di amicizia che riserverà alla fine anche una bellissima sorpresa.

 

Chiara mi racconta qualche ricordo che risale al periodo in cui era bambina e poi adolescente: “Quando ero alle medie papà era reduce dai successi degli anni 70 ed era molto famoso. E’ strano ma mi ricordo che non mi faceva piacere se veniva a prendere me e mia sorella a scuola, eravamo un po’ a disagio per il fatto che lui fosse famoso e allora ci veniva a prendere mia mamma. Poi crescendo sono diventata molto orgogliosa di quello che lui faceva. Sono sempre stata abituata al fatto che casa nostra fosse frequentata da artisti famosi. Ricordo la grande emozione in un caso particolare, quando venne a casa nostra Miguel Bosè“. Poi conferma la ritrosia di suo padre a cantare in pubblico, di cui mi parlato anche Marcella: “E’ molto emotivo e non ha mai amato particolarmente andare in TV. Mi ricordo la sua tensione a Sanremo, che faceva venire un po’ di patema d’animo anche a noi familiari. Gli piaceva cantare in pubblico nel corso delle serate, ma anche in quei casi, mentre molti cantanti dopo i primi momenti si sciolgono, lui rimaneva emozionato fino alla fine. Poi c’è la parte del lavoro fatto in studio a casa. Quando trovava qualcosa che gli piaceva nel corso delle lunghe giornate passate a comporre chiamava noi figlie o mia mamma per farcelo ascoltare e ci chiedeva un parere. Condivideva con noi anche le cose più piccole. Poi però se a noi non piaceva lui continuava ugualmente! Mi ricordo che mentre registrava il provino de L’arcobaleno mi aveva chiamato per chiedere un parere e alla fine suonai io la parte degli archi mentre lui suonava un’altra parte“.

Alla fine della chiacchierata con Gianni, Chiara ed Antonio, con qualche fugace sortita di Paola, mi preparo a lasciarli, ma in realtà siamo arrivati solo a metà della visita e arriva la sorpresa di cui parlavo. Mi invitano tutti a restare per ascoltare diverse parti dell’opera che Gianni ha scritto pochi anni fa e di cui non sapevo molto. E’ il melodramma moderno “Storia di una capinera” ispirato a Gianni dal romanzo del suo celebre concittadino Giovanni Verga. Chiara racconta come è accaduto: “Mio padre ha sempre continuato a scrivere, non solo canzoni ma anche colonne sonore, musica per il teatro e per la TV. A un certo punto la composizione di canzoni per i dischi non lo entusiasmava più e si è appassionato all’opera. Ha deciso quindi di scrivere un melodramma. Il risultato è in questa opera che comprende 34 partiture per 2 ore e 20 minuti di musica con liriche di Mogol e con gli arrangiamenti orchestrali di Geoff Westley. I cantanti lirici da Parma venivano qui a provare i brani e lui si divertiva moltissimo quando li ascoltava“. Non sono un esperto di musica operistica e ascolto con curiosità varie partiture di Gianni che Chiara avvia di volta in volta usando alcuni CD. Resto sbigottito. Si tratta di una alchimia perfetta di creatività musicale moderna e melodramma, di sentori musicali tradizionali e di note orchestrali classiche in un insieme assolutamente inusuale ma maestoso. Il tutto ascoltato con un impianto professionale in una sala di registrazione. Una cosa da togliere il fiato! La messa in scena dell’opera è molto costosa e la possibilità di vederla rappresentata passa attraverso il reperimento di ingenti finanziamenti. Mi auguro di cuore che arrivino.

640x360_C_2_video_543471_videoThumbnail

L’intervista a Gianni realizzata con l’aiuto della sua famiglia:

 

L’incontro professionale che ha cambiato la tua vita?

Alfredo Cerruti.

Una persona che ha creduto in te?

Mogol.

Il tuo amico vero nel mondo della musica?

Ancora Mogol.

Il capolavoro di altri che avresti voluto scrivere tu?

Imagine di John Lennon.

La tua canzone che meritava più successo di quanto ne abbia avuto?

Due: La fila degli oleandri e Il profumo del mare.

La canzone alla quale sei più legato?
L’emozione non ha voce (Faccio la stessa domanda anche a Marcella: “Come faccio a non dire Montagne verdi? Anche se quando la devo ricantare per l’ennesima volta mi danno. Delle volte me la cantano mentre cammino!)

Quale sarebbe stato l’interprete ideale per le tue canzoni se non le avesse cantate Marcella?

Adriano Celentano.

Un interprete per cui avresti voluto scrivere una canzone?

Gianna Nannini, a cui si pensò per una collaborazione dopo quella con Celentano.

Quante volte ti hanno chiesto: “Ma anche questa è tua?”

E’ successo diverse volte per i brani di Io non so parlar d’amore perchè molti pensavano che fossero di Celentano.

Qual è la sensazione di pensare che le canzoni che hai scritto tanti anni fa emozionano ancora milioni di persone?

Una grande soddisfazione ! (Un aneddoto a proposito di questa domanda lo racconta Chiara: “Nel periodo di Io non so parlar d’amore studiavo al conservatorio e viaggiavo tra Parma e Bologna. Un giorno in treno c’era un gruppo di ragazzi poco lontano da me. Cantavano tutti in coro L’emozione non ha voce. Fu una grande emozione”).

Ci può essere genio e talento sia in chi compone che in chi interpreta, ma chi compone fa qualcosa di unico. Si o no?

Si, e ci si aspetta che sia l’arrangiamento che l’interpretazione esaltino il valore del brano.

I grandi capolavori sono intuizioni di un momento o frutto di un lungo lavoro?

Sono lampi di ispirazione che poi richiedono anche un lungo lavoro di perfezionamento. Ad esempio ho scritto L’arcobaleno di getto, dall’inizio alla fine. E anche Adriano l’ha incisa al primo tentativo.

Latest Posts

Mahmood: fuori il nuovo singolo “Dorado” con Sfera Ebbasta e Feid

Esce il singolo “Dorado” di Mahmood in collaborazione con Sfera Ebbasta. Ai due si aggiunge anche Feid, mentre alla produzione c'è la firma di Dardust

Bob Dylan, l’ultimo dei migliori in “Rough And Rowdy Ways” – RECENSIONE

“Rough And Rowdy Ways”, uscito il 19 giugno scorso, è il 39° album in studio di Bob Dylan, un musicista “nobile” che ha venduto oltre 125 milioni di dischi

Arriva a Messina il primo albo che riconoscerà il mestiere di musicista

Arriva a Messina la rivoluzione della musica con la fondazione di un albo per musicisti professionisti. a seguito proposta del sindacato autonomo Sacs Cisal

Un viaggio nella vita di MILLE con “La Vita Le Cose” – INTERVISTA

Una voce coinvolgente e diversa dal solito è sicuramente quella di Elisa Pucci in arte Mille, uscita in questi giorni con il singolo "La Vita Le Cose"

I piu' letti

Resta in contatto

Per essere aggiornato con tutte le ultime notizie, offerte e annunci speciali.