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lunedì, Agosto 2, 2021

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Doors: sopravvalutati

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di Alberto Salerno

Lo spunto per parlare dei Doors me lo ha fornito uno spot di Sky Arte, che ha appunto in programmazione uno speciale sui Doors, che verosimilmente si concentrerà su Jim Morrison.

Ho scoperto i Doors intorno al 1967/68 e ho acquistato i loro album solo perché mi sembravano un gruppo controcorrente, anche se in realtà non mi convincevano completamente, sia sul piano delle canzoni che su quello degli arrangiamenti. Poi, molto più adulto, ho potuto farmi un’idea più precisa della loro musica, e mi sono reso conto che, senza Jim Morrison, non sarebbero proprio stati nessuno.

Come musicisti, a sentire gli arrangiamenti, sono sempre stati modesti, almeno rispetto alle band dell’epoca, nelle quali c’erano davvero dei grandissimi strumentisti, e se togliamo “Strange Days” e “Light My Fire”, un vero capolavoro, il resto del loro repertorio è davvero poca cosa.

Resta però la genialità e la unicità del personaggio Jim Morrison, per il quale le ragazze della mia età, a quel tempo, davano proprio i numeri. Piaceva non solo perché era fisicamente attraente, ma anche per come si comportava durante i concerti, come parlava, come si atteggiava.

In ogni modo, nonostante tutto questo, conservo gelosamente i loro album in vinile, se non altro perché rappresentano uno spicchio della mia adolescenza.

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