di Andrea Amati
Tanta gente dice che non ci sono più i bei pezzi di una volta.
E certo… Se guardi i Talent o ascolti i grandi Network radio, con la convinzione che è da lì che nasce la nuova vera musica italiana, questo è certamente ciò che sei portato a credere.
Ma interessa veramente capire il perché non abbiamo più i bei prodotti musicali che avevamo un tempo? Secondo me no. In fin dei conti accendo la TV, guardo la gara, tifo per il cantante che più mi piace e critico gli altri. E’ bellissimo ed è tutto ciò che voglio. E la TV me lo dà!
Che importa se chi è del mestiere da tempo avverte che a pagare gravi conseguenze, poi, sono i ragazzi stessi!? O se magari fa notare che dai Talent non sarebbero mai usciti artisti come Paoli, Dalla, Tenco, De Gregori, Gaber, De Andrè, Lauzi, Endrigo!? Troppo brutti, troppo sfigati, troppo poco televisivi. Ma questa verità riusciamo a capirla? Si, certo che ci riusciamo, solo che non ce ne frega nulla. Più facile è lamentarsi del fatto che non c’è più la musica di una volta. Ma abbiamo presente la differenza che passa fra “contenitore” e “contenuto” o no? Non è cosa così difficile da capire: Interpreti = Contenitori. Brani/Testi = Contenuto. Tutto qui. Sembra cosa di poco conto, ma non lo è poiché è ciò che fa la differenza tra ieri ed oggi.
La “battle” TV è tutta concentrata sui contenitori. Il contenuto è un dettaglio secondario. Oggi ai talent vincono la Paba, Elodie e Sergio ma, già dal giorno dopo, ai televisivi non frega nulla di questi personaggi, poiché tutta la loro attenzione è già verso il cast del prossimo anno. Ossia, riflettiamo: il “contenuto”, ovvero tutto ciò che per i direttori artistici di un tempo era ritenuto fondamentale, oggi è considerato nullo rispetto ai “contenitori”. Una vera follia che accettiamo come normale.
Mettiamola così: gli autori TV ci regalano appassionanti sfide mostrando tante belle bottiglie di vetro. Ben modellate, in varie fogge e colori. Il pubblico guarda e dice: “A me piace la bottiglia rossa!” – “No, a me invece quella blu!” – “Macchè, non capite nulla, guarda com’è bella quella verde!“. Tutti contenti e nessuno che si chieda: “Ma cosa diavolo ci mettono in queste belle bottiglie? Urina, liquame o buon vino?”, perché ci sarà una differenza fra questi liquidi, o no? Ah… Non importa. Tanto il pubblico si beve tutto ed è pure contento.
E non solo, siamo così assuefatti al peggio che quando ci capita una bottiglia con dentro del vino da discount, riusciamo persino a gridare al miracolo!
Che piaccia o no questo è il meccanismo, e non se ne uscirà perché l’industria discografica è stata distrutta ed i bravi produttori artistici, quelli che badavano alla congruità del “contenuto” messo in bocca al “contenitore”, stanno a casa a fare la calzetta. Ma il bravo artista (che c’è anche oggi) senza le belle canzoni è nulla. Ed il pubblico? Finché gli ascolti saranno alti noi saremo considerati “stupidi e manipolabili”. Ma che ci importa, a noi piace moltissimo essere trattati così. Ma in tutti i campi, mica solo nella musica.
E tutto va come deve andare…
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