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I MISTERI DELL’EUROVISION SONG CONTEST – IL CIRCO TRASH DEL CATTIVO GUSTO EUROPEO

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di Marco Fioravanti

Anche quest’anno un mix di colori, voci perlopiù urlanti e trash a buon mercato hanno caratterizzato l’edizione dell’Eurofestival, anzi Eurovision Song Contest.

La vittoria all’Ucraina, un dispetto al favorito concorrente russo, sembra mettere d’accordo tutti e nessuno. Si vocifera che in Russia siano alquanto sull’incazzato pesante, visto che il brano “1944” non è proprio un gentile ritratto di Stalin, che decise di deportare la popolazione tartara dalla Crimea, dopo le accuse da parte del regime di collaborazionismo con i nazisti. Mai ci saremmo aspettati una canzone con dei contenuti di spessore nel paese dei balocchi chiamato Eurofestival.

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Il mistero più grande però è sempre il discorso voti, con una predominanza delle preferenze regalate agli stati vicini amici (il blocco scandinavo) e negli ultimi anni in quelli del blocco dell’est. A livello mediterraneo i favori sono sporadici, come quest’anno che l’Italia ha dato il massimo dei punti alla Spagna. Dispersione studiata dei voti? Forse. Con il televoto poi si è visto l’effetto ribaltone di alcune nazioni, come la Polonia da ultima a 8va.

Un altro mistero era la presenza di uno stato ospite come l’Australia, che sembrava potesse vincere fino all’ultimo. Si annuncia che forse il prossimo anno arriverà la Cina.

Altro mistero sono le canzoni, in francese quella austriaca, in inglese la maggior parte delle altre…e poi una cinese che cantava per l’Australia: non sarebbe meglio chiamarlo GlobalFestival a questo punto?

Esistono anche i premi della critica, i prestigiosi “Marcel Bezençon Awards“.
Per l’edizione 2016 sono stati dati: il premio come migliore performance all’Ucraina, il premio della stampa alla Russia ed il premio come migliore canzone all’Australia.

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L’Italia, tra le fondatrici negli anni ’50 della manifestazione, sembra però che non ci tenga proprio a vincere, anzi! Così facendo risparmia un sacco di soldi che servirebbero per organizzare, in casa nostra, un’edizione del concorso europeo. Ci è capitato di doverlo fare dopo la vittoria bislacca di Cutugno nel 1990, ed è stato uno spargimento di sangue. Ci sono addirittura voci, confermate dal commentatore dell’epoca Ettore Andenna, che nel 1997 i Jalisse fossero i reali vincitori della gara, ma gli abili magheggi di alti dirigenti Rai fecero sì che il gruppo finisse al 4rto posto. Stessi sospetti si ebbero nel 1993 con Enrico Ruggeri. Per anni nessun rappresentante italiano partecipò, per la paura di vincere.

Parallele all’Eurovision, ci sono altre manifestazioni satellite, di cui sinceramente non si capisce l’utilità, ma che sopravvivono, grazie all’OGAE (Organisation Générale des Amateurs de l’Eurovision), che è un fan club internazionale dell’Eurovision Song Contest. Nato nel 1984 in Finlandia conta iscritti in 35 paesi europei e del bacino del Mediterraneo. Vengono quindi create:

– OGAE Song Contest, in cui le varie sezioni nazionali gareggiano con brani musicali pubblicati nell’anno in cui si tiene l’edizione del concorso; Italia vincitrice nel 1990 con “Vattene amore” di Minghi e Mietta, nel 1993 con “La Solitudine” della Pausini, nel 2005 con “Da Grande” di Alexia, nel 2012 con “Per sempre” di Nina Zilli.

– OGAE Second Chance Contest, in cui gareggiano solo le sezioni di Stati in cui il rappresentante all’Eurovision Song Contest è stato scelto tramite una selezione non interna con un brano che non ha vinto la selezione nazionale; Italia vincitrice nel 1997 con “Storie” di Anna Oxa, nel 2015 con “Fatti avanti amore” di Nek.

– OGAE Video Contest, in cui le varie sezioni nazionali gareggiano con video musicali di brani pubblicati nell’anno in cui si tiene l’edizione. Italia vincitrice nel 2006 con “Contromano” di Nek e nel 2012 Giorgia con “E’ l’amore che conta”.

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E’ assolutamente incomprensibile come possano esistere tutti questi premi per un risultato minuscolo come le vendite dei vari dischi che escono dall’Eurofestival. Pochi personaggi sopravvivono alla manifestazione, tra tutti solo gli Abba. Passarono anche, forse solo per caso, nomi come Celine Dion, Julio Iglesias, Olivia Newton-John. Forse in alcune zone dell’Europa, tipo i paesi scandinavi, le nazioni dell’est e il centro Europa, questo genere di festival ha un certo appeal. In Italia non ha mai attecchito molto.

Quest’anno però sui vari social, facebook e twitter in testa, si è parlato moltissimo dell’Eurovision Song Contest, ed anche a livello di ascolti televisivi non è andata malaccio. Che ci sia una inversione di tendenza anche in Italia?
Abituati al trash di alcune trasmissioni televisive nostrane, ci inizia a piacere anche il grande circo del cattivo gusto europeo?

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