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sabato, Novembre 27, 2021

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Il Leicester dei miracoli

di Giuseppe Santoro

Ci sono favole sportive che sembrano poter riconciliare chiunque con il mondo del calcio, molto spesso vittima di scandali, combine e milioni buttati via. Il Leicester ce l’ha fatta, ha vinto la Premier League e si è laureato Campione d’Inghilterra.

Nonostante un miliardario thailandese come Presidente, nella costruzione della squadra inglese i soldi spesi sono stati relativamente pochi, con la maggior parte dei protagonisti di questo successo che venivano da serie minori o addirittura dalle fatiche del cantiere (il bomber James Vardy pochi anni fa lavorava in fabbrica) e considerando che i pronostici di inizio stagione davano le foxes (soprannome della squadra) nel pieno della lotta per la salvezza, alla fine è accaduto quello che si può considerare un vero miracolo calcistico. Certo, bisogna precisare che Leicester è il capoluogo di Leicestershire della regione delle Midlands Orientali che geograficamente parlando rappresenta la decima città più popolosa di Inghilterra, ma in ambito calcistico si sa che queste cose possono anche contare poco.

La squadra fondata nel 1884 da alcuni ragazzi della Wyggeston school infatti, non aveva mai vinto un titolo nazionale. Se consideriamo poi che negli ultimi dieci anni il team ha militato più nelle leghe inferiori che nella prima divisone, la suggestione per questa vittoria risulta ancora maggiore.

Grande merito per quest’impresa va al comandante della squadra, l’allenatore che è sempre stato considerato un perdente di successo: Claudio Ranieri. Facile adesso chiamarlo “il nostro Ranieri”, dopo che l’Italia lo ha gettato nel dimenticatoio troppo in fretta. Si perché dopo le esperienze alla Juventus, alla Roma e all’Inter, “The Thinkerer”(appellativo che gli era stato affibbiato proprio in Inghilterra ai tempi del Chelsea) è stato costretto a cercare fortuna fuori dal nostro Paese, emigrando prima in Francia e poi in Grecia. Ovvio che quando si parla di allenatori di calcio, si fa riferimento a stipendi da capogiro, quindi Ranieri non ha certamente mai patito la fame, ma una riconoscenza e un’attenzione diversa verso il suo modo di intendere il calcio e la gestione dello spogliatoio era probabilmente più che meritata.

Tornando al Leicester, sicuramente la motivazione dell’ ”occasione irripetibile” ha fatto la differenza in questa bella storia inglese ed è un fattore da tenere ben in considerazione anche quando si vedono squadre italiane di blasone e molto ben attrezzate, fallire miseramente gli obbiettivi di inizio campionato. Nel nostro Paese (Juventus a parte) questo accade da tanti anni a molte grandi del calcio e anche lo stesso Claudio Ranieri si è trovato in difficoltà nel gestire compagini che avevano al loro interno dei giocatori con ingaggi da capogiro direttamente proporzionali a degli stimoli minimi e a molte distrazioni extracalcistiche.

Invece a Leicester non è andata così perché il gruppo era coeso e anche tutto il contorno è stato perfetto. I ragazzi di Mr. Ranieri hanno lavorato duro e sono rimasti concentrati fino alla fine per realizzare qualcosa di irripetibile, che come ogni sogno che si rispetti racchiude in sé anche una sana dose di incoscienza.

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