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“Capitani CORAGGIOSI” Live a Torino – RECENSIONE

1993
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di Brunella Vedani

Sarà che mi hanno beccato in un momento di “celeste nostalgia”, sarà che non sono riuscita a trovare il gobbo dove i nostri prodi capitani leggevano i testi delle canzoni (ma c’era? ), saranno state l’estrema puntualità di inizio concerto e le tre ore filate via senza nessuna interruzione, ma a me Claudio Baglioni e Gianni Morandi, vere icone della musica italiana, sono piaciuti un sacco.

Una scenografia imponente ed elegante, musicisti di alto livello, cinque coristi (quattro donne e un uomo) che hanno interagito e partecipato da coprotagonisti in quasi tutte le canzoni, arrangiamenti molto azzeccati che hanno modernizzato brani ormai effettivamente un po’ datati, e tanta energia e generosità da parte dei due artisti.

Non so perchè io abbia avuto la sensazione che Claudio Baglioni trattasse un po’ con sufficienza il Gianni, con una specie di superiorità manifesta sia nella voce che nei testi delle canzoni, ma Morandi è talmente gentile, sorridente e aperto che nulla può scalfire il suo entusiastico ottimismo.

Va da sè che il pubblico fosse anagraficamente trasversalissimo (presenti all’appello almeno tre generazioni), partecipe e affezionato, profondo conoscitore dei testi delle canzoni che, peraltro, erano tutte famosissime. Come si fa a non cantare tutti insieme “fatti mandare dalla mamma a prendere il latte” o “e andare lontano -oh, lonta-ah-ah-ah-ah-no-oh” a squarciagola? (io ci ho rimesso l’ugola su Poster).

Su alcune canzoni di Baglioni (tipo ” Io me ne andrei ” o ” Porta Portese”) era come essere teletrasportati nella propria cameretta d’infanzia, con il giradischi dalla puntina un po’ sifola e un bagaglio di emozioni adolescenziali da groppo in gola (commento sentito tra il pubblico : “Che limoni con Baglioni“).

48 Date del Tour “Capitani Coraggiosi” fino ad ieri sera (la maggior parte Sold Out), 3 solo a Torino, grande successo di pubblico.

Non era facile intraprendere un simile progetto: i critici più feroci avevano insinuato l’estrema difficoltà nell’unire due percorsi professionali così differenti e nel sostenere una tournée così lunga e impegnativa, data anche la loro età anagrafica non più così acerba.

Ma, data la loro grande professionalità e il rispetto verso il loro pubblico, l’esperimento è riuscito appieno.

Mi auguro che possa essere da insegnamento alle nuove leve uscite dai talent che già si credono star olimpiche della musica e anche a chi, come Madonna, tratta i fans senza alcun riguardo, sprezzante del fatto che, una volta esaurita l’affettuosa pazienza, si può sprofondare nel dimenticatoio più buio della mediocrità.

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