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sabato, Dicembre 5, 2020

STORIA DI UN ALBUM: DAVID RIONDINO E IL SUO OMONIMO ALBUM DEL ’79, UN ALBUM PER CASO

Roberto Manfredi racconta come nacque il primo album di David Riondino del 1979, e l'incontro con Fabrizio De Andrè

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Il Mito di David Bowie rivive nell’inedito “To Be Love” che risale al 1970

Voto Autore

di Adrien Viglierchio

Nell’autunno del 1970, un giovane musicista da Londra arrivò a Los Angeles per lavorare sulla demo per quello che lui e il suo manager speravano sarebbe valso un contratto discografico con una major.

Fu esattamente il primo viaggio di David Bowie negli Stati Uniti (anche se alcune fonti danno come anno il 1971). Ad ogni modo poche settimane dopo la morte di David il 10 gennaio 2016, l’ingegnere del suono Ron de Strulle ha concesso un’intervista esclusiva sul suo lavoro con Bowie al Roxbury Road Studios di Hollywood Hills (una Sala di incisione realizzata con materiali riciclati da un vecchio teatro). De Strulle e il suo partner Tom Ayers e Aynsley Dunbar erano in contatto con un dirigente della United Artists e chiesero se potessero ospitare “un nuovo talento che stava cominciando a fare gran scalpore”. Impressionato dalla qualità delle registrazioni prodotte al RR Studios, United Artists promise al manager di Bowie che il suo Artista avrebbe avuto la privacy con un trattamento di prima classe e conseguente accesso agli studios.

Il Brano di De Strulle “Essere Amore” è stato il primo che Bowie registro’ durante quello storico viaggio di due settimane.

David registro’ un totale di 5 brani e dice De Strulle: “David ha portato le sue idee e i testi e noi abbiamo lavorato ad alcune tracce. Io suonavo qualche battuta e lui integrava ciò con il suo lavoro“.

Sin da subito pensai che Bowie era aperto e amichevole e che non pretendeva il trattamento da star che invece pretendevano alcuni suoi colleghi che frequentavano gli RR Studios. Era molto interessato al processo di produzione: amava gli effetti vocali di John Lennon e il modo di lavorare con i suoni di George Martin. Quando vedeva uno strumento diceva: ‘Non l’ho mai suonato prima d’ora’, e poi si metteva a suonarlo. Era un vero genio

Come titolare dei diritti, Ron de Strulle ha rilasciato “To Be Love” proprio in questi giorni in memoria del suo amico David.

Il rilascio odierno di “To Be Love” segna una fine e un inizio, un valore sia storico che musicale. Non solo è la prima canzone di David Bowie registrata negli Stati Uniti, ma è anche il suo ultimo brano tirato fuori ai giorni nostri.

Ascolta il precoce David Bowie demo “To Be Love” in streaming QUI

Dall’ascolto siamo davanti a una chiara atmosfera Anni 70 ed è come assaggiare un Bouquet di Artisti Messi insieme, da Elvis ai beach Boys dai quali prendevano ispirazione i Beatles, ma anche alcuni passaggi del quartetto Jersey Boys con una spruzzata di Jazz. E fa sempre effetto ritrovare in quel periodo musicale così tanta ispirazione e carnalità compositiva. Con pochi semplici accordi ripetuti si giocava con la musica grazie a un divertimento fatto di eccessi che grazie al loro “Osare” trasformavano ogni esecuzione in Verità spiazzante.

Bowie di questo brano disse che era perfetta. Amava quella canzone. Diceva che i suoi semplici accordi e melodie erano un tentativo di riportare Billie Holiday agli anni ’70”.

La cosa interessante di questa notizia è che De Strulle non viene mai citato da Bowie in nessuna biografia pertanto questa dichiarazione resa nota da Huffington Post potrebbe anche essere una sorta di Leggenda Post Mortem. Ovviamente a noi piace pensarla diversamente anche perché dal colore vocale della Demo ci sembra proprio il “Giovane Bowie” che torna a farci visita…e questa cosa davvero ci Piace.

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