Home Musica Tornano i Radiohead e dimenticano l’Italia

Tornano i Radiohead e dimenticano l’Italia

982
0
SHARE
Voto Autore

di Giuseppe Santoro

Di tredici date europee nemmeno una toccherà la penisola italiana. I Radiohead tornano agli spettacoli live a 5 anni di distanza dal loro ultimo album di inediti “The King of limbs”.

Il tour per essere precisi avrà un’estensione mondiale, con le prime due date ad Amsterdam, all’Heineken Music Hall, e una chiusura nel mese di Ottobre a Città del Messico.
Sembra ci sia in cantiere anche un nuovo disco (che dovrebbe uscire entro il 2016) ma ancora non abbiamo dettagli sul contenuto dello stesso.

Radiohead

Certo è che negli ultimi anni i Radiohead ci hanno fatto digerire una musica molto diversa da quella degli esordi. Le chitarre e le armonie hanno lasciato spazio ad una più fredda elettronica che ha diviso a metà anche i sostenitori più accaniti. Molti la chiamano “Indietronica”, un termine che a mio parere non significa assolutamente niente.

Di indipendente i Radiohead hanno ben poco se non la loro musica un tempo strepitosa, basti pensare infatti che la maggior parte dei loro dischi sono stati prodotti da Parlophone (Warner), Emi e Capitol music (Universal).

Tornando alla musica, appunto, non sappiamo bene cosa aspettarci da questo nuovo lavoro della band di Oxford, che ormai da 15 anni ama spesso spiazzare il proprio pubblico. L’unico indizio sul quale possiamo basarci è un’immagine sulla loro pagina Facebook. Si tratta di un artwork che forse troveremo anche sul prossimo disco fisico?

3304

Il cantante Thom Yorke intanto, negli ultimi anni, ha pubblicato due album come solista, di cui l’ultimo del 2014, ”Tomorrow Modern Boxes”, che è stato distribuito solo in formato digitale attraverso BitTorrent al costo irrisorio di 5 euro. In quel periodo il frontman si esibì anche nel nostro Paese, con una data a Torino.

Sembra invece che almeno per questo tour, secondo le ultime notizie ufficiali, non avremo la possibilità di ascoltare Creep e Pyramid song dal vivo, a meno che qualche italiano non voglia viaggiare all’estero per seguire i Radiohead in concerto.

 

SHARE
Previous articlePer una volta non scrivo di musica: riflessioni a seguito caso Varani
Next articleGarbage: live a Milano con il nuovo disco
Giuseppe Santoro
Ricco, bello, dolce e simpatico nella vita precedente. In questa invece, nasco a Lecce il 18 luglio del 1989 da una famiglia di professori. Mia madre insegna Lettere in una Scuola Media di provincia e mio padre, adesso pensionato, era insegnante di Educazione Fisica. Dopo il diploma commerciale ho lavorato come impiegato in un Centro di Medicina Nucleare per un anno e mezzo, ma purtroppo in seguito ai tagli alla sanità pugliese, all’inizio del 2011 mi sono ritrovato disoccupato. Nel 2013 ho conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione e adesso frequento la facoltà Magistrale di Lettere Moderne. Importante è stata per la mia formazione professionale, l’esperienza come responsabile comunicazione e social per il sito Cometiveste.it, di cui sono il fondatore con altri due ragazzi. Canto in una band da due anni e adesso ci stiamo dedicando anche allo sviluppo di alcuni progetti inediti. Ho sempre scritto testi musicali, poesie, ma anche saggi brevi sugli argomenti più disparati e nei miei articoli mi piace osservare la società con occhio critico. Oltre a un’ ipotetica carriera nell’ambito dell’insegnamento, molto difficile visti i tempi che corrono, mi piacerebbe continuare a dedicarmi alla critica musicale e sociale. Non amo molto dire cose ovvie e in generale, non mi piace stare dalla parte del più forte. Da un po’ di tempo collaboro con questo blog che credo stia diventando un punto di riferimento importante per chi ama la musica e i suoi retroscena. Spero di essere all’altezza del compito e poter interessare i lettori a quelle che sono le mie idee e i miei pensieri.

Commento su Faremusic.it