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MORTO GEORGE MARTIN, IL PIU’ GRANDE PRODUTTORE DI TUTTI I TEMPI, IL 5nto BEATLES

Sir George Martin, il compositore e produttore soprannominato "Il quinto Beatle", per il ruolo importante giocato nel portare i Fab Four alla ribalta mondiale negli anni Sessanta, è morto all'età di 90 anni.

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di Athos Enrile

Come si può condensare la storia della musica in poche righe?

E come lo si può fare, in questo caso, senza esaltare il percorso dei Beatles, altri costruttori delle fondamenta dell’espressione musicale moderna?

L’appellativo di “Quinto Beatles”, ha un significato ben preciso, al di là delle suggestioni linguistiche e degli affascinanti luoghi comuni, perché contiene l’essenza del lavoro di costruzione di un puzzle di successo, noto ormai anche alle pietre.

Martin era innanzitutto un musicista, poi un manager, nel senso della capacità di vedere oltre, di anticipare i tempi, di plasmare un elemento in embrione che occorre fare crescere con delicatezza e fermezza.

Un buon padre di una famiglia difficile da gestire, per ovvi motivi.

Mi piace ricordare una pillola lontana dal mondo dei Fab Four, un brano a cui arrivai attraverso la musica dei Van der Graaf Generator, quel “Theme One” che Martin scrisse come sigla per BBC 1, trama strumentale ripresa successivamente da molte band e che propongo nella sua forma originale a fine articolo.

Ma torniamo al condensato degli ultimi eventi e alla sinossi estrema di una vita in musica.

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Ringo Starr è stato il primo a piangere la morte del produttore, utilizzando i social media. La notizia è stata successivamente confermata dall’Universal Music Group e dal management di Martin:
“Possiamo confermare che Sir George Martin è morto serenamente, a casa, ieri sera,” dice il comunicato ufficiale.

“La famiglia desidera ringraziare tutti per i loro pensieri, le preghiere e i messaggi di sostegno.”

Martin iniziò la collaborazione con i Beatles tramite una conoscenza comune, il loro manager Brian Epstein, nel 1962, quando la band stava cercando, senza successo, di trovare chi potesse accogliere le loro prime idee.

“Le registrazioni, per dirla in modo soft, non erano affatto sorprendenti,” scrive Martin nel suo libro di memorie, “All You Need Is Ears”, a proposito di quei demo.

“Potrei anche capire le difficoltà nel trovare qualcuno che gli permettesse di registrare, ma c’era una certa qualità insolita nel loro suono, qualcosa che non avevo mai sentito prima.”

Dopo un incontro negli studi di Abbey Road Martin pensò che i quattro giovani musicisti facevano per lui, in modo particolare per il palese ingegno, e immaginò per loro un futuro luminoso.

Disse Martin a Melody Maker: “Non avevo ancora capito le loro possibilità compositive, non mi avevano certamente dimostrato che avrebbero potuto scrivere materiale di valore”.

Ma iniziò a lavorare sodo e in una delle loro prime session Martin convinse i Beatles ad accelerare il ritmo di “Please Please Me”, trasformandola da ballad a brano rock: fu quello uno dei primi successi della band di Liverpool.

Attraverso il lavoro con il gruppo Martin diventò uno dei più grandi produttori della storia della musica pop, sfornando decine di hits nel Regno Unito e negli Stati Uniti, lungo una carriera durata sessant’anni.

I Beatles, in parte grazie a lui, diventarono famosi anche per l’uso di tecniche da studio complesse, considerando l’era pre-digitale; un esempio per tutti “Strawberry Fields Forever”, canzone in cui Martin sintetizzò due diverse registrazioni  in una sola.

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Nel brano “In My Life”, del 1965, tratto dall’album “Rubber Soul”, il solo tastieristico di Martin fu registrato a velocità dimezzata, e quando fu riprodotto a pieno regime risultò insolitamente acuto e veloce: innovativo per quei giorni!

Sperimentò anche registrazioni in loop, in doppio-tracking e l’inversione di suoni, tecniche utilizzate ampiamente in canzoni come “Tomorrow Never Knows”, da “Revolver” (1966).

Martin fu anche, come già detto, un musicista capace, aggiungendo assoli e arrangiamenti a canzoni come “I Am The Walrus”.

Sviluppò anche una buona reputazione per la sua capacità di incidere sulle decisioni della band; qualche esempio? Convinse Paul McCartney a inserire un quartetto d’archi su “Yesterday” e scrisse gli arrangiamenti d’archi di “Eleanor Rigby”.

Dopo lo scioglimento del gruppo costruì la Air Studios, sull’isola caraibica di Montserrat,  continuando a lavorare con altri artisti, tra cui Bob Dylan, Sting e Elton John.

Martin è stato inserito nella Rock and Roll Hall of Fame nel 1999, per il suo straordinario contributo dato alla musica.

 

 

 

 

 

We have created a beautiful tribute reel of 3-mins with many of the artists and producers from the series talking about Sir George. P&L R***

Pubblicato da Ringo Starr su Mercoledì 9 marzo 2016

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Athos Enrile
Da sempre immerso nella musica, coltiva la passione per la scrittura, con un’attenzione particolare alla descrizione dei concerti e alle interviste. Gestore di numerosi spazi in rete e collaboratore con diverse riviste specializzate, è coautore del libro “Cosa resterà di me” e dell’e-book “Le ali della musica”. Appassionato di strumenti - che utilizza in modo mediocre - ha avuto la possibilità di condividere pillole di palco con leggende del rock e di partecipare ad un album (in un brano) in qualità di mandolinista… elettrico! Presentatore in numerosi eventi, conduttore in molteplici presentazioni, condivide orgogliosamente con i compagni di viaggio di MusicArTeam (associazione di cui è presidente) il web magazine MAT2020.

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